Nikita – 1.05 The Guardian
Cosa voglio io dalla vita? Un cane che una volta ogni tanto mi ascolti e non mi mostri il fondoschiena ogni volta che cerco di richiamarlo, vincere al superenalotto e che Joss Whedon mi scriva un’altra stagione di Dollhouse (pensandoci bene mi basterebbe vincere al superenalotto, poi Dollhouse tre punto zero me lo produco io…)
Insomma, diciamolo, non è che pretenda molto, le piccole soddisfazioni quotidiane, magari qualche bel telefilm che mi distragga o che mi faccia aspettare con ansia la settimana successiva, e invece mi ritrovo con Nikita…
Siamo alla quinta puntata, il che significa che per me si avvicina il momento di tirare le somme e di decidere se vale la pena seguire una serie oppure no. Personalmente se una serie di 22 episodi (o giù di lì) arriva al sesto episodio senza avermi mostrato qualcosa di interessante io saluto tutti con la manina e vado ad esplorare nuovi lidi televisivi. Quindi ora, a un passo dalla grande decisione, la domanda per me è: ma Nikita mi ha mostrato qualcosa di positivo oppure no? Facciamo due conti…
Personaggi: le parti più interessanti rimangono quelle con Alex. È lei in fondo che fa la vera spia doppiogiochista, è lei che si inventa un modo carino e divertente per utilizzare le impronte di Birkoff ed entrare nell’ufficio di Percy, è lei che con sprezzo del pericolo da post adolescente si fa picchiare per sbriciare dentro la sede operativa della Division (nelle scorse puntate) e che poi fa la supercool sfacciata e impertinente chattando con Nikita e dicendo di avere tutto sottocontrollo, non importa i casini che ha quasi combinato. Insomma, è lei che regge tutto, non una Nikita che, fuori dalla Division, non deve far altro che fare l’eroina con fucili di precisione o pistole in mano. Di quella Nikita tormentata che ricordavo nella serie originale (ma anche di quella Sid Bristow tormentata in Alias) io ancora non ho visto niente.
Trama: posto che la trama di base, quella ereditata dalla serie originale, non si discute, ho aspettato fino ad ora per vedere un qualcosa di originale e forse, finalmente, in questa puntata l’ho trovato. Si tratta di Owen, agente della Division che, ufficialmente, non appare nemmeno come tale, e che si occupa di certi affarucci sporchi di Percy proteggendo una scatola nera che contiene buona parte dei segreti che permettono al capo della Division di stare dove sta. Owen, però, commette l’errore che tutte le spie prima o poi finiscono per commettere: s’innamora. In questo caso di Emily, la bella vicina di casa, che è anche il mezzo che Nikita usa per raggiungere Owen e per cercare di convincerlo a consegnarle la scatola nera. Ma proprio durante lo scambio la bella Emily vicina di casa viene uccisa da un colpo di fucile sparato da quelli della Division, incaricati di far piazza pulita per non lasciare nessun testimone, così Nikita e Owen sono costretti a fuggire. Nella scena finale un Owen ferito riposa sul letto di Nikita lasciando ad intendere che potremmo ritrovare non solo nella prossima puntata ma anche (spero) in quelle successive. Ecco, questo era quello che cercavo. Le possibile dinamiche introdotte da un altro agente che si schiera al fianco di Nikita mi interessano. Potrebbe essere proprio Owen il personaggio che, per contrasto o affinità, aiuta a definire meglio quello di Maggie Q. Se Nikita è una leader lo vedremo anche dal modo in cui Owen la seguirà o la sfiderà; se Nikita è in grado di organizzare una resistenza attiva e reale contro la Division lo vedremo anche da come riuscirà a spiegare o a coinvolgere Owen nei suoi piani; se Nikita è un personaggio tridimensionale (e verosimile) che ha bisogno di un aiuto per distruggere una potente organizzazione paragovernativa, lo vedremo dal numero di puntate in cui Owen comparirà nella serie (insomma, io faccio il tifo per lui se non si fosse capito).
Cose che mi rimangono ancora incomprensibili: i dialoghi tra nikita e Alex tramite computer, più simili a chiacchierate su msn che a delle comunicazioni supersegrete tra spie doppiogiochiste, levano un punto alla puntata ogni volta che le vedo sullo schermo.
Ricapitolando: Nikita s’è giocata l’asso portando in scena Owen e la sua storia. Per quanto mi riguarda questa scelta fa guadagnare alla puntata una sufficienza piena e quasi convinta. Ora attendo la sesta per capire definitivamente quale binario prenderà la serie, se quello in risalita qualitativa o quello che porta alla perdizione verso l’inutilità televisiva.
Voto: 3/5










