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Recensioni Serie Tv

Nikita – 1.03 Kill Jill / 1.04 Rough Trade

Ci siamo un po’ persi per la strada io e Flond, tra impegni e serial vari, e Nikita ahimè ne ha subito le conseguenze. Ed è un peccato perchè, personalmente, trovo che Nikita sia il telefilm migliori tra quelli proposti per questa (in realtà molto insoddisfacente) stagione 2010-2011. Ogni settimana le avventure di Nikita si seguono con estremo piacere, il tutto è realizzato in maniera ottima, e ogni volta è sempre una strana sorpresa leggere lì in basso, a destra, il loghetto CW.

 

Perchè è sempre più chiaro quanto Nikita, di CW, abbia veramente poco. E’ un serial più adulto e maturo, e lo dimostra il fatto che i ratings nella fascia donne siano molto bassi (e questa è l’unica fascia che interessa a quella cretina di Dawn Ostroff), ma gli ascolti son sempre ottimi, specialmente nelle fasce maschili e più adulte. Insomma, la CW ha tra le mani una cosa completamente nuova, che secondo me è anche un segnale positivo per il futuro di questa bistrattata rete.

Nei telefilm a sfondo action spesso la qualità delle sceneggiature, ad esempio, o anche della recitazione, viene messa in secondo piano rispetto a trame furbette, colpi di scena gratuiti. Insomma, se l’esempio di “spy drama” più eccellente è e rimarrà per sempre Alias (momento commemorativo, thanks), c’è da dire che Nikita, al momento, mi sembra l’unico serial che possa insignirsi del titolo di erede di Alias.

Trame settimanali sempre interessanti, che ben si amalgamalgano alla trama più centrale – la “vendetta” della nostra eroina in tacchi a spillo e pantaloni super-aderenti; l’uso di flashback che raccontano il passato è magistralmente realizzato (non come in The Event, tanto per parlare male di qualcuno), il cast è sempre all’altezza, ed in particolare quella sconosciuta di Maggie Q risplende come non mai, riuscendo in maniera assolutamente brillante a portare avanti lo show. Last but not least, perchè almeno per me è una cosa fondamentale, i dialoghi sono curati: sono moderni, si addicono allo spirito della serie, ma le sceneggiature sono – per farla breve – semplicemente scritte bene.

Tutto ciò che ho detto, si addice perfettamente anche al terzo e quarto episodio di questa sorprendente prima stagione di Nikita. In Kill Jill, Nikita aiuta la giovane reporter Jill (Julie Gonzalo, che recentemente abbiamo visto nello spydrama di USA, Covert Affairs), che viene accusata di un omicidio che non ha commesso, semplicemente perchè è troppo vicina ad esporre un segreto che il Governo, nella forma della Division, vuole tenere ben segreto.  Jill riceve infatti una chiamata da un giovane testimone che si offre di vendergli una serie di riprese fatte sul luogo di un’incidente aereo successo qualche tempo prima, e che potrebbe mettere in ginocchio una compagnia aerea rea di usare voli di linea per scambio di droga. Ovviamente questi simpaticoni hanno un patto con la Division, e Michael è chiamato ad occuparsi della missione che, però, viene appunto rovinata dalla nostra Nikita che arriva a salvare Jill. Percy si rende conto che ci deve essere una talpa all’interno della Division, altrimenti come farebbe Nikita ad essere sempre un passo avanti a loro? Nessuno sospetta però della nostra Alex, ma tutti i sospetti ricadono invece su quel poverello di Birkhoff che, sorpresa, ha una trasmittente impiantata in un dente (se ricordate, nell’episodio 1.01 Pilot, Nikita rapisce Birkhodd e gli impianta appunto questa trasmittente). Allontanando i sospetti da Alex, insomma, Nikita si dimostra ancora pià furba di tutta la division! Tiè!

Più “casistico” rispetto ai primi due, e rispetto al quarto di cui parlerò a breve, questa puntata è stata ugualmente bella e coinvolgente. Alex e Amanda ne escono come due personaggi sempre più interessanti, anche se – mi ripeto – la star assoluta è Maggie Q. Bella, carismatica, è riuscita in poco tempo a caratterizzare perfettamente il suo personaggio: molto cazzuta, e allo stesso tempo fragile.

Nel quarto episodio, Rough Trade, caso della settimana e trama generale si intrecciano perfettamente: Nikita torna alla sua prima missione, cercando di rimettere a posto gli errori commessi in passato, e nel mentre sclaciando un ulteriore calcio alla Division. Viviamo quindi la storia su due binari paralleli: i flashback del passato di Nikita, che diventa baby sitter sì, ma che ha in realtà come obiettivo il padre di famiglia. Un ufficiale del governo che – in maniera riluttante – è costretta ad uccidere (o meglio: contribuisce al suo omicidio). A questo punto, durante la sua prima missione, Nikita inizia a chiedersi quali siano veramente le intenzioni della Division. Tornando al presente, Nikita è fermamente convinta a voler chiudere l’operazione che ha iniziato la sua “carriera”: un terribile mercato di schiavi che porta Nikita fino ad Hong Kong solo per scoprire che l’uomo che pensava di aver ucciso è ancora vivo, e che non è mai stato innocente.

Alla Division, le nuove reclute – durante il loro addestramento – devono disinnescare una bomba, ed Alex mostra le prime debolezze quando è vittima di una terribile crisi di panico, che ha origini ben più lontane: alla sua adolescenza, quando la sua vera famiglia venne uccisa e lei riuscì, misteriosamente, a uscire indenne da quella situazione mortale (chi scommette con me che la Killer che ha fatto fuori la famiglia di Alex è in realtà proprio la nostra Nikita?). Amanda capisce che qualcosa non va, e costringe (in modo assolutamente anticonvenzionale) Alex ad affrontare le proprie paure. Chiaramente intenzionata a non far conoscere nulla del suo vero passato, Alex inventa una storiella che apparentemente convince Amanda, ma che invece non fa altro che convincerla che sotto c’è altro. Amanda ne sa una più del diavolo! (Tra l’altro, Miranda Clarke, nonostante abbia avuto più o meno la stessa espressione in tutti i ruoli della sua carriera, risulta credibile)

In missione ad Hong Kong, in aiuto di Nikita accorre Michael, che – per la prima volta – inizia a mettere in dubbio le motivazioni di Percy.

Puntatona fantastica, in cui vediamo Alex affrontare il suo passato, e che – ipotizzando un coinvolgimento della nostra Nikita nella tragedia che si porta addosso – non porterà a niente di buono. Scene d’azione come al solito fantastiche, e i dialoghi scritti molto bene. Che altro devo dire?

Lo ammetto: sono forse poco obiettivo. Amavo questo serial già prima della trasmissione del pilot, e settimana dopo settimana mi sto ritrovando ad adorarlo sempre di più. In una marea di pilot che quest’anno mi hanno deluso, Nikita è una sorpresa che mi ostinerò a difendere ad oltranza! Poi voglio dire, per ora ci son anche le premesse giuste, quindi 😀

    

Cristiano

Fondatore

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