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Narcos: Recensione dell’episodio 1.01 – Descenso

Non sempre Netflix ci azzecca e questa nuova serie, per lo meno per quanto riguarda il pilot, stecca in pieno a mio giudizio. Ed è un peccato perché il materiale per sviluppare una storia, per quanto forse abusata, come quella di Pablo Escobar, c’era tutto, considerando che l’orizzonte di una serie tv e soprattutto il fatto che vi fosse la libertà creativa e contenutistica di Netflix davano la possibilità al prodotto di essere più completo e profondo delle altre storie raccontate finora, un po’ come era successo per Romanzo Criminale in Italia.

E proprio come in Romanzo Criminale, l’interpretazione di un ottimo Wagner Moura regala alla figura di Escobar tutto quel fascino contorto che sprigionava dal Libanese, quella cattiveria guascona che infrange ogni legge e ogni morale ma con il sorriso sulla faccia di chi sfida il mondo senza paura (e senza coscienza) condita da quegli scatti di “mostruosità” tipici del personaggio. Un ritratto fin dall’inizio importante e calzante, che affascina lo spettatore.

Anche la resa della Colombia e di Miami e di quel tratto di storia americana (nel senso di continente), pur con qualche forzatura un po’ giovanilistica, narcossono accettabili e vivono sul mix di immagini realizzate e immagini di repertorio che portano quel quid di realismo che può piacere, anche se pure questa soluzione la trovo ormai troppo vista in mille salse.

Allora, se il protagonista c’è, se l’ambientazione c’è, dove stanno i problemi? Iniziamo dall’elefante nel salotto: per praticamente tutta la durata del pilot viene utilizzato il voicover dell’agente che è il “rivale” buono di Escobar che, in prospettiva di racconto passato, ci spiega in ogni maledetta scena cosa stiamo vedendo, fa riassuntini di storia che dovrebbero “colmare i vuoti” o colmare la mancanza di conoscenze di storia recente e vorrebbe pure, orrore degli orrori, essere un voicover simpatico, come un vecchio amico che ci parla ininterrottamente sopra il film che stiamo guardando, raccontandocelo e facendo battutine stupide (tipo “ah, fa il bullo, ma la pagherà alla fine quella foto” – citazione semi reale).

Insopportabile, inascoltabile, ingiustificabile. Se la regola d’oro del fare televisione (o cinema) è “show, don’t tell”, qui siamo all’opposto palese; le stesse immagini spesso e volentieri sembrano solo un compendio visivo alla voce fuori campo, giusto per far vedere anche un po’ di quello che si sta dicendo, così come in un documentario del National Geographic, quando ancora ne facevano di decenti. narcos 3Le poche scene in cui questo orrido voiceover tace e lasciano recitare gli attori le ho vissute quasi come boccate di aria fresca, un oasi di buona fattura nel deserto delle buone intenzioni. Anche perché, e questo gira il coltello nella piaga, la fattura delle scene “recitate” è veramente buona, ha un potenziale molto grande, ma lo si è buttato via senza nessuna dignità.

Non ci sarebbe bisogno di altri problemi, ma se vogliamo analizzare il tutto fino in fondo, possiamo vedere che, per compiacere se stessi con questo stile di veloce documentario con scene significative e grossi lassi temporali colmati dalla voce narrante, nel solo pilot si sono bruciati tutta la storia dell’ascesa di Escobar da trafficante di sigarette e pochi beni di consumo fino a diventare ricco e potente narcotrafficante. Certo, alla fine del pilot non è ancora il Signore del Narcotraffico, ma poco ci manca. Una potenziale interessante storia, quella della sua ascesa, bruciata a buttata via come niente fosse. Spreco.

Alla fine dell’episodio pilota mi sono detto che magari nei successivi la voce fuori campo sarebbe scomparsa e quindi ci saremmo potuti trovare davanti ad un buon prodotto e quindi per curiosità ho buttato un occhio veloce sul secondo episodio (ma proprio in modalità salta avanti veloce) anche giusto per darvi qualche informazione in più.

Purtroppo anche nel secondo episodio ho trovato il voicover (anche se non so dirvi se presente tanto quanto nel primo) per cui dubito fosse solo una scelta introduttiva e temo sia una costante. Ad ognuno la propria scelta, chiaramente: se c’è qualcuno a cui il voiceover costante non da fastidio si segua pure la serie, mi sembra fatta bene e ben recitata, in caso contrario, come me, lasciate perdere.

1.01 - Descenso
  • Delusione
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