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Mad Men

Mad Men: recensione dell’episodio 6.03 – The Collaborators

The Collaborators è un altro ottimo episodio di una serie che dopo sei stagioni continua a regalarci nuove chiavi di lettura sull’essere umano

Quello che accade dietro ad una porta chiusa resta solo e soltanto lì. E’ la lezione che Dick Whitman impara in tenera età per diventare Don Draper quando la matrigna lo porta a vivere nel bordello gestito da “suo” zio Mack. Spiare attraverso il buco della serratura e scoprire costa sta facendo chi si trova all’interno di una stanza: non più farlo fisicamente mettendosi in ginocchio come il piccolo Dick ma capirlo solo con l’astuzia e la sagacia, riuscendo a mantenere una discrezione ed una riservatezza che sono da sempre il tratto caratteristico di Don Draper e di molti altri personaggi di Mad Men. L’ammonizione (“Tu hai la tua stanza”) fatta da una prostituta del bordello che sorprese Dick mentre stava spiando la madre che faceva sesso con zio Mack è stata fondamentale per il percorso che lo ha portato ad essere Don. Qualunque cosa che da quel momento in poi fosse successa in una stanza chiusa sarebbero stati affari suoi.

MadMen6X03-2E’ una giustificazione che Don ormai può assumere per ogni tipo di cosa che lo vede protagonista in ambito professionale mentre nella vita privata continua a cadere nel “tranello” del buco della serratura. Una vita privata che continua a vederlo fedifrago nei confronti di Megan. La relazione sessuale clandestina con Sylvia, la vicina di casa, è causa di imbarazzo da parte dell’uno e dell’altra. Una serie di circostanze porteranno Don e Sylvia a ritrovarsi a cena da soli in un ristorante dopo che il marito di Sylvia, ignaro della situazione, si trova costretto ad abbandonare la cena per questioni di lavoro. Megan, alla cena, non si era neanche presentata. Dentro di lei alberga un segreto che riesce a confessare a Sylvia ben prima che a Don. Pochi giorni prima Megan ha avuto un aborto spontaneo. E’ un aborto che da una parte la segna inevitabilmente ma dall’altra, brutto a dirsi quanto a pensarsi, è un problema in meno per il proseguo della sua carriera d’attrice.  La reazione di Don alla notizia è un misto tra incredulità e sollievo. Se Megan non avesse perso il figlio, Don come avrebbe reagito? La coppia sarebbe definitivamente crollata sotto il castello dei detto-e-non-detto. Non è un caso che Weiner abbia fatto tacere Don per quasi tutta la durata del viaggio con Megan alla Hawii. Di allegorie e metafore Mad Men ne ha da vendere, insomma.

Sylvia con Don è stata chiara. Da lui vuole soltanto una rapporto sessuale, niente di più e per questo non può permettersi di bussare alla sua porta mentre in casa c’è anche il marito. Ne parlavamo nel paragrafo precedente dell’immaturità di Don con le relazioni. Ancora non sa rendersi conto quand è il momento di fermarsi, quali sono le azioni giuste che deve compiere e quali no. Don vuole introdursi nella vita privata degli altri forse anche soltanto per vedere se le cose vanno meglio che a lui. Il Don che ritroviamo a fine episodio accovacciato nel corridoio che conduce al suo appartamento è lo stesso Don (Dick) che spiava dal buco della serratura la sua matrigna. Nulla è cambiato per lui.

Peggy intanto continua il suo percorso verso una piena soddisfazione professionale, quella che alla Starling, Cooper, Draper, Pryce sembrava non aver trovato. L’occasione per farsi valere agli occhi del pedante e pignolo Ted (ma estremamente necessario per l’evoluzione del suo personaggio) a Peggy arriva quando viene a sapere dai suoi ex colleghi che c’è stata una rottura tra l’Heinz dei fagioli e l’Heinz del ketchup, la “Coca-Cola dei condimenti”. Chiunque avrebbe approfittato della situazione per portare Mr. Ketchup dalla sua parte ma il cordone ombelicale che lega Peggy alla vecchia agenzia è duro a spezzarsi e questo la fa desistere fin quando verrà costretta dal suo capo. Il ritorno alla corte di Don forse non appare troppo lontanomadmen-collaborators

Un piccola rivincita se la prende anche Trudy, la moglie di Pete. Dopo essersi trovata costretta a sopportare l’ennesima magagna del marito, Trudy  affronta d’impeto Pete che, diciamoci la verità, aspettava da molto tempo questo momento. Trudy lo accontenta a metà: è libero di trasferirsi nel suo appartamento in città ma, per il momento, non gli concederà la soddisfazione del divorzio. E’ stato avvisato: “Ti distruggerò”. Uomo avvisato, mezzo salvato (?).

The Collaborators è un altro ottimo episodio di una serie che dopo sei stagioni continua a regalarci nuove chiavi di lettura sull’essere umano.

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