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Cinema

Indivisibili: la recensione del film di Edoardo De Angelis

indivisibili

Titolo: Indivisibili

Genere: drammatico

Anno: 2016

Sceneggiatura: Nicola Guaglianone, Barbara Petronio, Edoardo De Angelis

Regia: Edoardo De Angelis

Cast: Angela Fontana, Marianna Fontana, Antonia Truppo, Massimiliano Rossi, Toni Laudadio, Marco Mario De Notaris, Gaetano Bruno, Gianfranco Gallo, Peppe Servillo

Prima di dare inizio a questo straordinario spettacolo, sarà il caso di spendere due parole sullo stupefacente tema che esso tratta.  (Freaks, Tod Browning)

Nel 1932 il cinema veniva scosso dall’uscita di Freaks, in cui il regista Tod Browning portava sul piccolo schermo la storia dei freak show, spettacoli itineranti in voga all’inizio dello scorso secolo negli Stati Uniti, in cui le attrazioni erano rappresentate da persone con malformazioni fisiche, rare malattie e aspetti bizzarri. Nani, ermafroditi, gemelli siamesi erano al centro del palco, sotto gli occhi curiosi di spettatori attratti e al tempo stesso sdegnati dalla visione di questa diversità. La pellicola, oggi considerata uno dei film cult del ‘900, suscitò così tanto scalpore che fu colpita da una drastica censura e fu per la carriera di Browning un vero e proprio disastro.

indivisibiliA distanza di quasi 100 anni Freaks tornerà al cinema, grazie al meraviglioso lavoro di restauro della Cineteca di Bologna, il prossimo 24 ottobre. E forse in qualche sala incrocerà Indivisibili, che con il vecchio film americano ha diversi punti in comuni.

A partire dai nomi delle protagonisti, Viola e Dasy, quasi identici a quelli di Violet e Daisy Hilton, che proprio in Freaks interpretavano se stesse, due gemelle siamesi dotate di una bellissima voce. Anche Viola e Dasy sono gemelle siamesi e aspiranti cantanti. Questa loro particolare condizione è stata fin dalla loro nascita motivo di lucro da parte della famiglia, diventando nel tempo l’unica fonte certa di reddito. Per i loro genitori Peppe e Titti le figlie rappresentano l’unica possibilità, in un territorio come quello di Castel Volturno in cui è difficilissimo tirare a campare.

Viola e Dasy sono cresciute con la consapevolezza di non poter mai vivere una vita staccate, costrette a dover condividere ogni singolo momento della giornata e a dover rinunciare a volte ai loro desideri. Ma per quanto possa essere in alcuni casi conflittuale, il loro è un rapporto di assoluta fiducia e complicità. L’una vive e sente per l’altra.

La situazione  cambia quando le ragazze scoprono di essere state vittime di una grande bugia, di avere la possibilità – contrariamente a quanto i genitori hanno raccontato loro – di vivere una vita normale, di essere divise. A tenerle unite è infatti solo un sottile strato di pelle e capillari, mentre organi interni, ossa e apparati non sono coinvolti.

La reazione delle due sorelle alla notizia è diametralmente opposta. Se infatti Viola non avverte la necessità di questo cambiamento, anzi è terrorizzata alla possibilità di rimanere da sola, é Dasy a convincerla che questo non potrebbe essere che un bene per loro. È lei che sogna più della sua gemella di poter realizzare quei sogni che la accomunano a tutte le ragazze della sua età, viaggiare, ubriacarsi, fare l’amore.

Dipendenza, fede e superstizione

indivisibiliEdoardo De Angelis, al suo terzo lungometraggio dopo Mozzarella Stories e Perez., porta sul piccolo schermo questa storia di diversità, legandola alla specificità del luogo in cui è ambientata.
Castel Volturno non è infatti solo lo sfondo di questa favola nera, ma è un vero e proprio personaggio, con i rifiuti sulle rive del lago, le sue case in perenne costruzione, le barche scrostate.
Ma è soprattutto la gente di Castel Volturno, piena di contraddizioni, fede e superstizione, a diventare un’altra attrazione di questo amaro circo, il preludio di quell’opera in itinere di cui Viola e Dasy sono protagoniste. Tutti i personaggi sono a servizio, volenti o nolenti, delle gemelle siamesi.

Indivisibili è infatti, prima di tutto, un film sulla dipendenza. Sono dipendenti una dall’altra le due protagoniste, fisicamente come spiritualmente, e da loro dipendono gli zii e i genitori, a loro volta dipendenti chi dal gioco chi dalle droghe. Ma è dipendenza anche la religione – che in questo territorio incontra il malaffare, la superstizione e l’arrivo di volti e tradizioni nuove – e la ricerca del successo e della ricchezza, di quei beni materiali che rappresentano e a volte ostentano una condizione di benessere.

Viola e Dasy rappresentano in questa terra scassata e maltrattata la straordinarietà che va custodita e venerata. Le persone le toccano perché porta fortuna, gli zii spingono affinché siano riconosciuti loro dei miracoli, il prete del paese le vuole vestite da sante per la processione che culminerà nella posa della prima pietra di una nuova chiesa.

Oggetti di culto loro malgrado, le due sorelle proveranno a staccarsi da questa irrealtà alla ricerca di una dimensione reale, in cui poter essere semplicemente quello che sono, due ragazze appena maggiorenni con una valigia piena di sogni. Il loro cammino verso la normalità sarà una sorta di viaggio collodiano di espiazione da una colpa che, in fondo, non è neanche loro.

indivisibiliSi potrebbe scrivere tanto altro su Indivisibili, come si sarebbe forse potuto raccontare tanto altro nella pellicola stessa. Sono tanti infatti gli spunti narrativi (uno su tutti la ludopatia di Peppe) che arricchiscono ma in qualche modo indeboliscono il film, costringendo a volte ad accelerare un po’ troppo i tempi e la risoluzione di alcune sottotrame, togliendo così spazio e tempo alla straordinaria storia di Viola e Dasy (interpretate magnificamente dalle gemelle Fontana), queste due sorelle vicine eppure così lontane da Violet e Daisy Hilton.

Perché se quest’ultime ebbero successo fu soprattutto per una curiosità del pubblico – al limite del morboso – per la loro diversità, mentre le Viola e Dasy di Indivisibili di questa anormalità non ne sono nè il volto nè l’anima. Ciò che esce fuori dalla pellicola è piuttosto il ritratto sincero di chi non ha paura di scegliere, cambiare, vivere.

Indivisibili
  • Regia e Fotografia
  • Sceneggiatura
  • Recitazione
  • Coinvolgimento emotivo
3.7

Riassunto

Una favola amara in una terra senza speranze

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