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Anni da Cane: è tutta una questione di età – Recensione del primo Amazon Original italiano

Titolo: Anni da Cane
Genere: teen movie
Anno: 2021
Durata: 1h 37m
Regia: Fabio Mollo
Sceneggiatura: Alessandro Bosi, Mary Stella Brugiati, Federico Sperindei
Cast principale: Aurora Giovinazzo, Isabella Mottinelli, Federico Cesari, Luca Maria Vannuccini, Sabrina Impacciatore, Romana Maggiora Vergano, Achille Lauro, Valerio Mastandrea

Si era parlato non poco di Anni da Cane. Il primo film italiano prodotto da Amazon. Achille Lauro che interpreta sé stesso e regala un suo inedito per i titoli di testa. Una protagonista giovanissima ma di belle speranze che rivedremo presto nell’attesissimo Freaks Out dei Manetti Bros. La presentazione in anteprima alla Festa del Cinema di Roma con un affollato red carpet e il pubblico in spasmodica attesa dei propri beniamini (vabbè, di Achille Lauro soprattutto). Se ne era parlato molto prima di vederlo. Anche perché, dopo averlo visto, di che vuoi davvero parlare?

Anni da Cane: la recensione
Anni da Cane: la recensione – Credits: Amazon Prime Video

Niente di nuovo sul fronte italiano

Anni da Cane deve il suo titolo alla convinzione di Stella che i suoi anni vadano contati come quelli dei cani. Ognuno ne vale sette per cui il suo sedicesimo compleanno che si avvicina potrebbe esserle fatale. Perché compirebbe la ragguardevole età di 112 anni che sono il limite oltre cui i cani non vanno. Animata da questa ferrea convinzione che a cui nessuno si oppone più di tanto per puro quieto vivere, Stella si lancerà in una corsa a perdifiato per realizzare in meno di trenta giorni una variegata lista di obiettivi. Semplici come partecipare ad una festa da ricchi. Astrusi come ottenere un colloquio di lavoro. Importanti come fare sesso per la prima volta. Ad aiutarla l’inseparabile amica Nina e il nuovo ma altrettanto inseparabile amico Giulio.

Che tutto non vada come previsto è talmente ovvio che non vale la pena neanche rischiare di fare spoiler. Anche perché il primo problema di Anni da Cane è che, in verità, tutto va esattamente come prevedibile. La bislacca convinzione di Stella è la scintilla necessaria ad avviarne il motore, ma l’automobile del film si muove poi su una strada che gli spettatori conoscono bene. Rubando un immagine allo stesso film, si ha l’impressione che gli autori ne realizzino lo script allo stesso modo in cui una ricamatrice inesperta adopera un cartamodello. Le resta la scelta del tipo di tessuto e dei colori del disegno, ma il risultato finale sarà quello che ci si aspettava a meno di errori e differenze più o meno volute.

Che sia questo il caso è evidente nella coorte di personaggi che circonda la protagonista Stella. In Anni da Cane abbondano le figure rigidamente codificate in ogni loro dettaglio da anni di film e serie tv a tema teen. L’amica nerd insicura con una relazione complicata con l’altro sesso. L’amico omosessuale dai capelli colorati, la parlantina rapida e gli interessi artistici. Il love interest dal carattere variamente opposto a quello della protagonista. La madre incapace di comunicare con la figlia e persa in qualche hobby senza senso. La sorella maggiore perfetta in tutto tranne che nella capacità di relazionarsi alla minore. Il trio di ragazze alla moda al top della piramide sociale del microcosmo scolastico.

Anni da Cane è un cut – and – paste di mille teen movie già visti e rivisti a cui si aggiunge come l’ultimo arrivato che si lascia guardare quel tanto che basta a confermare ciò che già si sapeva. Che non c’è niente di nuovo.

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Anni da Cane: la recensione
Anni da Cane: la recensione – Credits: Amazon Prime Video

Un film nuovo nato già vecchio

Eppure è un peccato che sia andata così. Anni da Cane finisce per assomigliare ad un razzo in rampa di lancio che parte verso le stelle per poi limitarsi a volare tra le nuvole come un qualunque areo di linea. È il personaggio di Stella a portare il film su quella rampa, ma è la perniciosa assenza del coraggio di osare a far terminare il carburante prima che il volo si trasformi in spaziale. Un peccato difficilmente perdonabile perché Aurora Giovinazzo mostra di avere le qualità per reggere toni anche meno ostinatamente leggeri.

Anni da Cane sembra voler rifiutare tenacemente quei tentativi recenti di cambiare un approccio ormai vetusto ai teen movie. Rifugge l’intensità drammatica e il crudo realismo di una serie come Euphoria. Evita accuratamente quello sguardo attento sul rapporto con la società intorno di un prodotto come Skam Italia. Non sposa la fresca autoironia con cui film come Sul più bello e Ancora più bello declinano una storia di partenza simile a molte altre commedie romantiche. Si mantiene nel solco di una relazione a due classica invece di aprirsi a tematiche più inclusive come Maschile singolare, altro prodotto italiano distribuito da Amazon.

Il risultato è una commediola leggera dove le note positive non mancano, ma sono inevitabilmente motivi di rimpianto per ciò che sarebbe potuto essere e non è stato. Anni da Cane è impeccabile nella sua messa in scena, nella fotografia pastello, nella regia rapida, nel ritmo forsennato, nella gestione dei tempi. Ma lo è perché non esce dalla comfort zone creata da film come The Kissing Booth e Tutte le volte che ho scritto Ti amo. Anche il cameo di Achille Lauro è solo una rivisitazione italica della tradizionale guest star chiamata a fare lo specchietto luccicante che attira il pubblico più giovane.

Anni da Cane sente, forse, il peso della responsabilità di essere il primo film italiano commissionato da Amazon. Vuole essere certo di piacere a tutti a prescindere dalla nazionalità. E, per esserne certo, copia quei film che sono piaciuti a tutto il suo pubblico di riferimento. Senza metterci niente di proprio.

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Anni da Cane: la recensione
Anni da Cane: la recensione – Credits: Amazon Prime Video

Un problema di età

Inevitabile domandarsi se non sia una questione di aspettative. Se non si stia chiedendo ad Anni da Cane qualcosa che non potesse dare. Perché dopotutto è molto probabile che il film riscuoterà un discreto successo tra il pubblico cui è diretto. Quegli adolescenti che si accalcano nell’auditorium dove il film è stato proiettato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma senza accorgersi che sono davanti alla sala sbagliata. Quelli che sognano una festa di compleanno con Achille Lauro che si esibisce in un mini concerto privato. E che magari saranno pure contenti che ci sia nel cast anche Marta Losito che chi scrive neanche sapeva chi fosse.

Forse semplicemente è tutto un problema di età. L’errore non è di Anni da Cane, ma di chi pretende di giudicarlo secondo schemi critici che vengono dal mondo del cinema. La colpa sarebbe perciò di chi dimentica che il film non è e non vuole essere nulla più che un instant movie sbarazzino. Interessato solo a rincorrere i rapidamente mutevoli gusti di quella fascia del pubblico che ha la stessa età di Stella e dei suoi amici. Un modo di dare a Cesare quel che è di Cesare. Fa niente che Cesare qui sia un ragazzino con poca voglia di impegnarsi. E ancora meno importa che indietro voglia solo una fresca leggerezza, delle romanticherie imitabili, qualche bella canzone e un paio di volti noti.

Anni da Cane offre esattamente questo. E, da questo punto di vista, sarebbe da promuovere perciò a pieni voti. Solo che su queste pagine virtuali ancora ci si prova a scrivere recensioni trattando ogni film come se si parlasse di cinema. E, quindi, davvero non si può non bocciarlo. Sarà un problema di età.

Anni da Cane: la recensione
  • Regia e fotografia
  • Sceneggiatura
  • Recitazione
  • Coinvolgimento emotivo
2.6

Giudizio complessivo

Un teen movie come troppi che non prova ad essere nulla più che un prodotto il cui gradimento è inversamente proporzionale all’età dello spettatore

Winny Enodrac

Vorrei vedere voi a viaggiare ogni giorno per almeno tre ore al giorno o a restare da soli causa impegni di lavoro ! Che altro puoi fare se non diventare un fan delle serie tv ? E chest' è !

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