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Grey’s Anatomy: Recensione dell’episodio 9×17 – Transplant Wasteland

Tutto riprende esattamente dove lo avevamo lasciato. Mentre l’ospedale si trova ad affrontare contemporaneamente più di un trapianto con uno staff decisamente ridotto, Jackson cerca di trovare un equilibrio nel suo nuovo ruolo. Jackson, infatti, è il nuovo boss ma fin da subito è chiaro che in realtà è solo un burattino nelle mani della madre.

Jackson cerca di trovare un equilibrio nel suo nuovo ruolo

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Grey’s Anatomy: Recensione dell’episodio 9×17 – Transplant Wasteland

Ma andiamo con ordine. Nella prima riunione dei nuovi dirigenti dell’ospedale, Jackson li informa infatti che secondo la Harper Avery Foundation un nuovo primario potrebbe giovare e aiutare a migliorare l’umore dei dipendenti. La riunione viene interrotta dopo questa notizia e Cristina decide di riferire subito questa richiesta all’ex-marito. Dopo averlo tenuto all’oscuro dei loro ultimi piani, Cristina non se la sente di nascondergli infatti nessun particolare che potrebbe riguardarlo. Owen si sente quindi tradito dall’ospedale e dopo una lite furibonda con Derek nella hall dell’ospedale dove viene nuovamente accusato dall’amico di essere il responsabile di tutto, decide di consegnare le sue dimissioni e di andarsene senza dare ulteriori spiegazioni.

Anticipando quello che Derek capirà più avanti nel corso dell’episodio (che la persona con cui è arrabbiato è Mark e non Owen), ho trovato pedante questo ulteriore attacco personale. È chiaro a tutti, e dovrebbe esserlo anche ai suoi amici, che Owen non avrebbe coscientemente scelto di far salire i propri amici su un aereo destinato a cadere. Derek soprattutto, avendo svolto anche se solo brevemente quel ruolo, dovrebbe rendersi conto delle migliaia di decisioni che un primario deve prendere giornalmente e di come certe cose vengano per forza di cose delegate ad altri.

Arriva finalmente il Grey Sloan Memorial Hospital

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Grey’s Anatomy: Recensione dell’episodio 9×17 – Transplant Wasteland

Senza la presenza e la costante attenzione di Owen, l’ospedale si trova quindi a dover affrontare una serie di trapianti senza una guida. Ed è proprio qui che Jackson comprende quale dovrà essere il suo ruolo e si impone sul resto dello staff come un vero capo deve fare ma soprattutto decide di imporsi anche contro la Harper Avery Foundation restituendo ad Owen il suo ruolo e proponendo un nuovo nome all’ospedale che tornerà ad essere il miglior pronto soccorso del Paese: Grey Sloan Memorial Hospital.

Ho trovato commovente il momento in cui Avery ricorda a tutti il motivo che li ha portati dove si trovano e come proprio quel motivo dovrà sempre essere tenuto ben in mente per svolgere al meglio il loro ruolo. Nel momento in cui Jackson gira il block notes ho provato per lui tanto affetto e ho pensato che potrebbe diventare un buon capo se mantiene questa sua presa di posizione.

Un nuovo capitolo per Catherine e Richard

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Grey’s Anatomy: Recensione dell’episodio 9×17 – Transplant Wasteland

Parlando dei casi chirurgici affrontati uno su tutti mi ha veramente commossa. Mi riferisco a quello seguito da April. Un medico affetto da una difficile malattia che lo porterà forzatamente alla morte decide di fermare le macchine che lo tengono in vita e di donare tutti i suoi organi ancora in buone condizioni. Stiamo parlando di eutanasia, termine che però non viene mai nominato nel corso di tutto l’episodio. Ho apprezzato particolarmente questa storia soprattutto per aver mostrato entrambi i lati e le opinioni a riguardo. April è infatti convinta che tutto debba essere tentato pur di guadagnare un minuto in più. Indipendentemente da quali siano le vostre o le mie opinion a riguardo credo che il tema sia stato trattato in modo forse troppo cauto e poco diretto ma d’altra parte forse un telefilm non è lo strumento giusto per affrontare argomenti di tale importanza.

Infine Catherine e Richard. Non sono mai stata una fan delle storie amorose di Richard…ma forse queste è la più interessante. La scena in cui Catherine gli chiede scusa per essersi comportata come “una leonessa che protegge a tutti i costi il suo cucciolo” l’ho trovata molto tenera. Nonostante infatti fosse tutta la vita che cercava un compagno che potesse essere anche una figura paterna per Jackson, al primo sentore ha tirato fuori gli artigli per la paura di essere giudicata nelle sue scelte. Ecco, forse, se Catherine pensasse un po’ di più alla sua vita e lasciasse fare a Jackson le sue scelte in totale libertà tutto sarebbe più facile…

Micra

Fondatore - Trentina, social and serial addicted. Nominata santa padrona del canederlo e adepta alla sacra arte del parampampoli. Lavora come Project Manager per un'agenzia di comunicazione.

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