Glee

Glee: Recensione dell’episodio 4.19 – Sweet dreams

“Don’t stop believing…hold on to that feeling!”

C’è una teoria, tanto semplice quanto brutale: essa sostiene che il pilot di ogni serie televisiva è in grado mostrare lo spessore e quindi il successo dell’intera. Glee non fa affatto eccezione, se ripenso infatti allo spirito con cui mi sono messa a guardare la prima puntata posso affermare con certezza di non essere partita affatto con buoni propositi, ero pronta a staccare dopo pochi minuti. E poi? E poi mi sono ritrovata a cantare “Don’t stop believing” ininterrottamente per 3 giorni.Ma come mai vi sto dicendo tutto questo? Beh perché l’episodio di questa settimana “Sweet dreams” non fa altro che sviluppare il duplice significato della parola “sogno”: una dolce aspirazione, un dolce ricordo. Diversamente da quanto era accaduto nella (splendida!) puntata passata, i protagonisti sono i “Big” giù usciti dal McKinley. Tutti i personaggi però, compresi quelli che fanno parte del Glee Club, contribuiscono allo svolgimento di questo tema, a Lima per esempio i ragazzi sono ancora sconvolti per gli avvenimenti recenti tanto che ognuno di loro cerca  di calmare l’ansia nei modi più disparati e patologici: Sam finge di avere un gemello intelligente, Unique prende la pillola contraccettiva per farsi crescere il seno, Tina ha ripreso le sue mode pseudo-gotic.

Schermata 2013-04-20 a 01.19.28E i diplomati? Rachel Finn e Puck si trovano in una fase diversa della loro vita, in cui “sognano” i bei tempi passati e soprattutto sono chiamati a realizzare ciò che hanno per anni fantasticato. Assolutamente divertenti i due migliori amici che fanno vita di college e si cimentano in “Fight for you right to party” dei Beastie boys: pezzo di non grande spessore che però è reso interessante dal fatto che pare adattare con grande facilità lo schema “Glee” al mondo universitario. Guardando questo pezzo ho  capito come lo show potrà continuare ancora 2 stagioni, quando cioè verosimilmente non ci sarà quasi nessuno dei personaggi storici al McKinley High.  I due però, nonostante passino le giornate a cuocere toast con un ferro da stiro (trovata geniale) non hanno del tutto perso la testa, Puck soprattutto ricorda con lucidità ad Hutson “we’ve always known that we were special…this is our chance to prove it”, in altre parole: occorre combinare qualcosa, ora o mai più. E’ anche grazie alla spinta conferitagli da queste parole che Finn mette fine alla sua personale faida con Will e ritorna da insegnante co-responsabile, al Glee club.

Ma se c’è qualcuno le cui ambizioni sono state da sempre ben chiare a tutti questa è Rachel Berry: con un travolgente monologo iniziale ci viene “rinfrescata” tutta la sua devozione a Barbra Streisand, un amore infinito che viene ulteriormente acuito dal fatto che la ragazza sta per fare l’audizione per il  ruolo da lei sempre sognato “Fanny Brice” protagonista di “Funny girl”. Bella puntata quella della settimana scorsa, s’è detto, ma certo con poche canzoni, beh in questo episodio si riporta in alto il livello musicale della quarta stagione grazie a una maggior presenza di Lea Michele. “Next  to me”: viene da lei cantata insieme a Shelby la quale, a mio avviso, è sempre un grande contributo allo show. Il pezzo di per sé abbastanza ripetitivo, tuttavia le due donne con le loro voci riescono a superare ciò e la totale assenza di coreografia,  dando al pezzo spessore e ritmo. Accostare due prime donne può risultare pesante o può far si che si esaltino a vicenda, in questo caso è avvenuta la seconda ipotesi. Ma una canzone di Emily Sande’ (lo si immagina conoscendo Rachel Berry) viene fatta per puro riscaldamento: la sua vera preoccupazione è scegliere IL pezzo adatto all’audizione.

Come sempre, la Berry “torna alla base” e chiede consiglio a Finn. Hudson non ha dubbi, lei deve scegliere “something that takes you back to the roots of your passion”. Rachel più che “ri-cantare” possiamo dire “rivive” il pezzo da cui tutto è partito “Don’t stop believing” dei Journey. In un sovrapporsi di immagini la vediamo esibirsi accompagnata (nella sua mente) dai membri originari del Glee Club. Tina, Mercedes, Finn e Kurt riproducono la coreografia di un tempo: ognuno di loro è cresciuto, ma tutti provano ancora la stessa passione di un tempo…nessuno di loro ha smesso di “crederci”. Come gli esaminatori stessi le fanno notare stupiti, a Rachel accade qualcosa durante la performance: la Berry si lascia andare all’emozione. Stavolta però non si trattata di un panico da prestazione, come era accaduto per il provino per NYADA, ma un’emotività positiva che le brilla negli occhi e vibra nella voce. Personalmente, guardando l’episodio, ho avuto la netta sensazione che quella che si commuoveva sul palco fosse anche (e forse più) di Rachel Berry, Lea Michele. Realtà e finzione si sovrappongono, le note dell’ intro di “Don’t stop belivie” fanno il resto… la lacrima è praticamente assicurata. Rachel passa la prima selezione e tutto quel che riguarda il fronte NY ci resta in stand bye.Schermata 2013-04-20 a 01.16.39

Gli allievi del McKinley ci regalano però altre 2 performance: la prima in ordine di realizzazione è “You have more friends that you know”  di Mervyn Warren. Al contrario degli altri pezzi realizzati (ad esclusione della cover dei Journey) questa canzone ha un  testo molto significativo, Unique la arricchisce con il suo essere sempre una spanna sopra gli altri e questa sorta di “concertato” attorno al piano giova all’esecuzione. L’ultimo pezzo è un nuovo inedito “Outcast”: dello stampo di “Looser like me” pare piacevole ma niente di travolgente ,se non per la forza con cui riafferma “there’s nothing you can say to blow our dreams away”.

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