Doctor Who

Doctor Who: Recensione dell’episodio 7.08 – The Rings Of Akhaten

Giunto ormai alla settima stagione di Doctor Who, noi fan del Dottore ci sentiamo parte della famiglia strampalata che nei setti anni – se parliamo della serie nuova, cinquanta se invece consideriamo l’intero ciclo – si è succeduta nei suoi viaggi in giro nell’universo. Tutti noi, che da bravi nerd amiamo il dottore come se fosse uno di famiglia e segretamente neanche tanto aspettiamo comparire il Tardis nel cortile di casa nostra, sappiamo che il “punto debole” del nostro Time Loard sono le relazioni umane. L’essere l’unico superstite dell’ormai estinta razza dei Signori del Tempo l’hanno portato a legarsi sempre, nonostante le delusioni e le sofferenze agli esseri umani, per tutti questi motivi questo episodio per noi “famiglia del Dottore” è stato veramente commovente.  Non appena Eleven, è costretto a ricordare chi è e soprattutto  le vite che ha vissuto, le nostre difese, almeno le mie, sono cedute.
Doctor Who è una favola moderna che parla a grandi e piccoli, qui i mostri il più delle volte non sono coloro che ti mangiano nel corpo, ma sono quelli che vogliono rubarti i ricordi, la memoria, l’anima, la vera essenza delle persone. Come in questo episodio in cui, come tradizione per una nuova companion, il dottore porta Clara a vedere un postro “straordinario”.

Doctor Who_708-2Gli Anelli di Akhaten, è il luogo “straordinario” prescelto dal Dottore per stupire Clara, nonché fulcro dell’episodio, qui una bambina/regina è stata addestrata dalla nascita per cantare al “nonno”, il “cattivone” dell’episodio e tenerlo così addormentato in un sonno perpetuo. Qualcosa però va storto e il nonno si sveglia affamato: vuole assorbire i ricordi della bambina. Il dottore accorre in suo aiuto e si offre egli stesso al mostro, lanciandosi in un monologo molto commovente, come dicevo prima, già sentito in forme diverse in passato ma che fa sempre il suo affetto. Matt Smith episodio dopo episodio, sta dimostrando tutta la sua bravura, soprattutto da quando è arrivata la nuova companion. Eleven è sempre stata una rincarnazione bambinesca e buffa del dottore, molto più aliena di Ten per intenderci e il rapporto con i Pond si era caratterizzato per lo più come fraterno, dall’arrivo di Clara nello speciale di Natale abbiamo assistito a un’evoluzione di Eleven molto interessante. La perdita dei Ponds avrà giocato senza dubbio un ruolo in questo cambiamento ma anche il diverso legame instaurato con Clara sin dall’inizio ha caratterizzato il modo di relazionarsi dei due in modo nettamente diverso da quello con i due coniugi. Eleven sembra più simile a Ten; un uomo affascinato da Clara sia dal suo mistero sia da Clara come donna ed è interessante vedere come Matt Smith è stato in grado di cambiare registro interpretativo in questa seconda parte di stagione. In questo episodio ha dato tutto se stesso nel monologo, la scena più intensa dell’episodio ed è impossibile davvero non commuoversi.
Jenna Louise ColemanCapitolo a parte merita invece Clara, che appare sempre più simile come caratteristiche alla vecchia companion Rose; a me piace sin dall’inizio, la trovo opposta ad Amy Pond come lo sono anche Karen Gillan e Jenna Louise Coleman, soprattutto come tipologia di recitazione e proprio perché sono opposte come companion sono poco convinta della storyline imbastita sul mistero della sua morte. Con la storyline di Amy si era già giocata la carta di far ruotare la trama della stagione sulla companion ora ripetere nuovamente la cosa potrebbe a mio avviso stridere un po’. Ma aspettiamo e vediamo come tutto sarà spiegato, sperando che nello svolgimento della trama si mantenga la coerenza e la semplicità narrativa, non nascondo che il mistero incuriosisce anche me ovviamente. L’abbiamo già vista morire due volte, in due diversi periodi. E’ veramente possibile che Clara si umana? Resta il fatto che questa nuova companion  è una bocca d’aria fresca, Jenna Louise Coleman è talmente brava e convincente e la sua chimica con Matt Smith è altissima che la stagione si sarebbe retta bene anche senza misteri che la riguardavano da vicino.
Nell’episodio in questione Clara, cede al mostro la foglia che ha reso possibile l’incontro dei suoi genitori e il loro innamoramento e che ha contribuito alla sua nascita. La foglia non contiene solo il passato ma anche il futuro tramandato a Clara, una potenziale molto grande. C’è un’infinità di vita non vissuta, di speranze di possibilità nell’universo, il mostro “sazio” da tutto questo, implode.

Doctor Who_708-3The Rings Of Akhaten è un episodio classico con un’ambientazione aliena che era un po’ mancata, la trama verticale sebbene non propriamente molto originale è più interessante di quella raccontata nello scorso episodio, aspetto però l’episodio che mi stupisca e sono certa che da qui al finale di stagione arriverà.

 Monologo del dottore:
I walked away from the Last Great Time War.
I marked the passing of the Time Lords.
I saw the birth of the universe and
I watched as time ran out,moment by moment,until nothing remained.
No time. No space. Just me.
I’ve walked in universes where the laws of physics were devised by the mind of a madman.
I’ve watched universes freeze and creations burn.
I’ve seen things you wouldn’t believe.
I’ve lost things you’ll never understand.
And I know things.Secrets that must never be told.
Knowledge that must never be spoken.
Knowledge that will make parasite gods blaze.
So come on then!
Take it! Take it all, baby!

Comments
To Top