
Bodies: la serie mystery fantascientifica britannica di Netflix: trama, cast e recensione
Se siete appassionati di mistery e fantascienza (e magari anche di comics), la serie del momento per voi è sicuramente Bodies. Disponibile dal 19 Ottobre su Netflix, è tratta dalla graphic novel omonima scritta nel 2015 da Si Spencer e disegnata da quattro diversi autori per adattarsi alle quattro linee temporali su cui si svolge l’azione.
Si, avete letto bene. Quattro linee temporali: passato, presente e futuro uniti insieme dalla scoperta nella stessa via in quattro epoche diverse dello stesso cadavere. Con questa premessa, è facile comprendere come la trama sia non affatto semplice e lineare, ma a renderla ancora più intricata e affascinante sono i colpi di scena assicurati. Proviamo a fare un po’ di ordine (senza spoiler) per invitarvi alla visione della serie.

Trama
Lo stesso cadavere: nudo, l’occhio sinistro distrutto da un colpo, una ferita alla testa quasi cicatrizzata, uno strano tatuaggio sul polso sinistro. La stessa via: Longharvest Lane nell’East End londinese. Quattro anni diversi: 1890, 1941, 2023 e 2053. Quattro detective: Alfred Hillinghale nell’epoca vittoriana, Charles Whiteman durante la guerra, Shahara Hasan nella Londra di oggi, Iris Maplewood in un futuro prossimo.
Nel corso delle indagini, i detective scopriranno loro malgrado che, nonostante i decenni che li separano, le loro inchieste sono collegate da un unico criptico disegno che coinvolgerà anche persone insospettabili. Ben presto emergerà anche una sinistra cospirazione che prosegue da oltre 160 anni e minaccia il Regno Unito, riconducibile alla figura di un enigmatico leader politico di nome Elias Mannix.


Cast
Il cast di questa miniserie britannica vede intersecarsi diversi ruoli per ciascuna epoca storica interessata. La parte del leone spetta sicuramente ai quattro investigatori: Kyle Soller (già in Poldark prima e di recente in Andor), Jacob Fortune – Lloyd (visto in La Regina degli Scacchi e in The Great), Amaka Okafor (finora molto attiva principalmente a teatro) e Shira Haas (protagonista di Unorthodox). Il cast è comunque numeroso data la natura della serie per cui non faremo torto a nessuno elencandoli in massa di seguito.
Cast principale
- Jacob Fortune-Lloyd nel ruolo Charles Whiteman
- Shira Haas nel ruolo Iris Maplewood
- Amaka Okafor nel ruolo di Shahara Hasan
- Kyle Soller nel ruolo di Alfred Hillinghead
- Greta Scacchi nel ruolo di Polly Harker
- Tom Mothersdale nel ruolo di The Body
- Michael Jibson nel ruolo di Jack Barber
- Stephen Graham nel ruolo del Comandante Elias Mannix / Sir Julian Harker (tutti)
Cast ricorrente
- Derek Riddell nel ruolo di DCI Calloway
- George Parker nel ruolo di Henry Ashe
- Gabriel Howell nel ruolo di Elias Mannix
- Synnòve Karlsen nel ruolo di Polly Hillinghead
Guest star
- Jonny Coyne nel ruolo di Farrell
- Alexandra Roach nel ruolo di Maggie
- Mark Lewis Jones nei panni di Andrew Morley, padre adottivo di Elias Mannix
- Kate Ashfiel nel ruolo di Elaine Morley, moglie di Andrew
- Anna Calder-Marshall nel ruolo di Lady Agatha Harker
- Natalie Gavin nel ruolo di Sarah Mannix
- Kae Alexander nel ruolo di Bothroyd


Le voci degli interpreti
A farci entrare meglio nel mood della serie aiutano i commenti degli interpreti sui rispettivi personaggi. Ad aprire le danze non può che essere Stephen Graham che interpreta il Comandante Mannix.
È complicato parlare della trama e del percorso del mio personaggio perché ci sarebbe molto da dire. Mannix è stato abbandonato da bambino e lasciato a se stesso nel mondo crudele in cui è cresciuto. È stato adottato da una famiglia che gli ha mostrato una qualche forma di amore. Ma poi è diventato parte di una setta e l’architetto di una società utopica distorta. Sembra folle, vero? Ma è una follia bellissima!
Una preview sulle singole epoche storiche ci viene data dai quattro protagonisti principali. Andando in ordine temporale, iniziamo dal 1890 funestato dalle gesta di Jack lo Squartatore. Basta uno sguardo, tuttavia, per capire che il cadavere in Longharvest Lane non è opera sua. Lo capisce subito l’ambizioso ispettore Alfred Hillinghead (Kyle Soller), che all’inizio sospetta del giornalista Henry Ashe (George Parker), arrivato per prima sulla scena del crimine. Quando Alfred inizia ad essere attratto da Henry, dovrà rimettere in gioco tutte le sue convinzioni. Ce lo spiega lo stesso Kyle Soller.
Alfred è un detective molto competente. Ma il lavoro di detective era una professione relativamente nuova all’epoca: in pochi sapevano in cosa consistesse e come muoversi. È anche un bravo padre di famiglia. Ma è anche segretamente un omosessuale che cerca di reprimere la sua vera: è stato per me incredibile immergersi nella storia di un uomo vittoriano sposato e, segretamente, omosessuale.
Ci porta nella Londra devastata dai bombardamenti nazisti nel 1941 la seconda linea temporale che vede come protagonista il tutt’altro che integerrimo poliziotto Charles Whiteman. Sarà lui a dover confrontarsi con il cadavere misterioso, ma soprattutto con la cospirazione secolare e la sua coscienza. A presentarcelo sono le parole di Jacob Fortune – Lloyd.
Charles è un ragazzo dell’East End cresciuto a Whitechapel. È brillante, ha un carattere rude e non sopporta gli sciocchi. Lo vediamo all’inizio come un poliziotto corrotto, pronto alla violenza. Ma poi, man mano che la storia si sviluppa, accadono molte cose che lo spingono verso nuovi territori. Percorre un bel tratto di strada e scopre molti lati di sé che non pensava di avere.
Un altro balzo temporale e arriviamo nella Londra dei giorni nostri dove la detective Shahara Hasan (Amaka Okafor) insegue un adolescente dall’aspetto sospetto. La caccia termina in un vicolo dove un corpo nudo senza vita. L’inizio di indagini che si allargheranno sempre più finendo per mettere in pericolo sé stessa, ma soprattutto i suoi familiari. Che ad Amara Okafor sia piaciuto girare Bodies lo capiamo dalle sue stesse parole.
Shahara è una madre single che vive con suo padre, ma in passato si è messa nei guai. Quello che amo di Bodies è che ogni periodo temporale è girato in uno stile diverso e ha una sua propria atmosfera.
Arriviamo, infine, nel non tanto lontano futuro del 2053 dove la detective Iris Maplewood (Shira Haas) si trova ad indagare su un caso misterioso che avrà una svolta che lo differenzierà nettamente dagli altri crimini. Ci presenta il suo personaggio Shira Haas con queste parole.
Iris è una detective del futuro ed è molto appassionata e ambiziosa”, ha raccontato Haas. “Vuole salire di grado perché crede nel lavoro che sta facendo. È nata con una disabilità e ha praticamente perso tutti e tutto ciò che aveva dopo la catastrofe del 2023.
Recensione della miniserie
Bodies è la miniserie di Netflix più chiacchierata e vista al momento; se siete capitati sulla piattaforma in questi giorni, avrete notato che la serie britannica è salda al primo posto sin dalla sua uscita. Bodies è una serie che ha le carte in regola per essere apprezzata sia dagli amanti dello sci-fi puro, del poliziesco classico e soprattutto da chi ama le serie character–driven.
Nel corso degli otto episodi, il dramma poliziesco, mantiene il suo ritmo e la sua credibilità intrecciando la trama al punto giusto: un elemento importante per un genere in cui gli intrecci di trama finiscono a volte con l’esasperare lo spettatore.
Sicuramente Bodies non è perfetta, alcuni espedienti narrativi sono infatti a favore dei personaggi e a scapito della trama; questo soprattutto nell’episodio finale.
Bodies però intrattiene lo spettatore grazie soprattutto a un cast di prim’ordine e una grande qualità di produzione in tutte le epoche in cui è ambientato.
Come ho detto, Bodies poggia tutto sui suoi protagonisti i cui attori ci regalano una recitazione costantemente di altissimo livello che consente senza troppo sforzo un’empatia verso le storie dei personaggi, tutti outsider nella loro epoca: l’appartenente alla comunità lgbtq+ prima che questa vedesse la luce in modo formale, una donna mussulmana in un Inghilterra contemporanea in cui tira un vento di destra, un ebreo durante la seconda guerra mondiale e una ragazza paraplegica in un epoca in questo non è più un grosso problema se fai parte di quelli che contano.
Nata come una miniserie, non è detto che però non si trasformi in una serie, visto il successo ottenuto e soprattutto, la chiusura dell’ultima puntata.
Trailer
Bodies è sicuramente un thriller intrigante che ci regalerà sorprese e imprevisti. Un crime sui viaggi nel tempo che porterà lo spettatore ad interrogarsi sulle ragioni di questo misterioso delitto. Come sempre in questi casi, saranno le rivelazioni finali sul come e il perché di quanto visto a determinare il livello di soddisfazione dello spettatore e il giudizio finale su questa miniserie. A noi non resta che augurarvi buona visione e lasciarvi con il trailer.









