fbpx
Recensioni Serie TvSerie Tv

Black Sails: Recensione della Seconda Stagione

Per molti (tantissimi) versi è un azzardo decidere di rinnovare una serie prima ancora che la sua stagione attuale vada in onda: poche serie possono permettersi questo lusso (Game of Thrones, per esempio) ma dopo aver visto la seconda stagione di Black Sails iniziamo a capire il perché Starz punti tanto su questa serie piratesca e perché riponga tanta fiducia in lei. Si tratta, infatti, di un mix di personaggi, trame e colpi di scena che non riesce a lasciare indifferente neppure il più scettico degli spettatori, lasciandolo attonito di fronte ad una fine che, proprio come accaduto per la Prima Stagione, arriva troppo presto.

Flashbacks o Capitano James ‘Sei-un-figo’ Flint

black sails_s2_6In primis una fondamentale parte della stagione è stata rappresentata dai flashback: lo fanno tutti, è vero, quindi ci sarebbe da chiedersi cosa avessero questi di diverso o particolare. Flint è un personaggio complesso, uno di poche parole, uno che si fa amare per le azioni, dettate spesso più da una forza d’animo e da un’alta morale che dalle mire egoistiche di cui è accusato (quasi del tutto erroneamente), quindi non è che un piacere scoprire qualcosa di più del suo passato. Sapevamo che il capitano nascondesse più di un’ombra – e che ombra! – ma mai ci saremmo aspettati di scoprire la verità in modo così dettagliato, così approfondito. I flashback, ove presenti, non costituiscono un’aggiunta all’episodio in cui compaiono ma ne rappresentato, se possibile, un fulcro fondamentale. Flint non fa ciò che fa perché è un pirata senza cuore, lo fa proprio perché un cuore ce l’ha e gliel’hanno spezzato, tanto tempo fa e non senza dolore. La relazione ambigua, quasi irreale tra lui e Mrs. Barlow assume una sfumatura nuova in vista di questa rivelazione, scioccante, che voleva l’allora capitano, rispettato e onorato, James Mcgraw innamorato del marito di Miranda Hamilton, Thomas.

BKS2_204_121713_7415.jpgE’ proprio il passato a forgiare le azioni del capitano Flint (scopriamo anche perché abbia assunto proprio questo nome, da pirata) e a spiegarci la sua dipendenza da Mrs.Barlow, che rappresenta insieme il fantasma del marito e il suo legame a lui. Un’amica, una confidente più che un’amante, la sua figura si evolve notevolmente proprio come quella di Flint, facendoci cascare la mascella per lo shock nel momento in cui la pallottola le trapassa la testa. Lo confesso: molti sono stati i colpi di scena in questa stagione ma nessuno è stato più improvviso di quello che ha visto morire il personaggio di Louise Barnes. La crociata che lei e Flint hanno portato avanti, in memoria di Thomas, è stata commovente e lodevole ma spero che non si fossero illusi che qualcuno, per davvero, sarebbe stato disposto ad ascoltarli. Un’isola sfuggita al controllo del dominio inglese non è una pecorella smarrita da accarezzare e riportare nel gregge, è un mostro pronto a distruggere tutto quello che l’Inghilterra ha cercato di affermare in quanto super-potenza (non c’era ancora il Comunismo e Hitler non l’aveva visto nemmeno l’oracolo di VIkings). Da qui la necessità del confronto bene-male, che risulta un duello senza vincitori né vinti: chi ha ragione e chi ha torto?

La corsa all’oro dell’Urca: the race

Non dimentichiamoci, infatti, che parliamo di Flint ma è comunque un pirata, uno che ha ucciso gente a sangue freddo, uno dei BKS2_203_112813_2155.jpgpochi che ha un codice d’onore, a differenza di altri che non ne hanno neanche mezzo, ma pirata non di meno. Charles Vane e Ned Low, tra gli esempi più completi e profondi della morale piratesca, spietata e sregolata son un chiaro esempio di questo ‘opposto’. Ned Low rapisce Abigail Ashe per poter avere un vantaggio su suo padre, Vane – pur trattandola meglio – non si comporta molto diversamente. Abigail diventa una pedina, una merce di scambio di enorme valore, forse perfino più dello stesso oro dell’Urca, quasi dimenticato da Flint nella seconda parte della stagione. Sarebbe stato lo stesso, se avesse saputo che era ancora sulla spiaggia, sprovvisto di protezione? Forse. Le scelte sono sempre dettate dal caso e dalle circostanze e, ora che il capitano è a conoscenza della reale situazione dell’oro, dubito che si lasci sfuggire un simile bottino.

…o quello che ne è rimasto. Con una mossa strategica, furba e del tutto imprevista, si sono aggiudicati il bottino più conteso dei Sette Mari (rullo di tamburi) i Tre del Bordello di Nassau. Eh si, perché se prima c’erano Jack/Anne e Max, ora ci sono Jack e BKS2_206_031114_6172.jpgAnne e Max. Non mi sarei mai aspettata che le cose andassero così, tra di loro, e di sicuro pensavo che la relazione a tre sarebbe finita con qualche scenata di gelosia o, magari, un morto. Invece è quasi lodevole il modo in cui Max e Jack hanno saputo mettere da parte i propri dubbi per il bene di Anne, cara ad entrambi, e trarne perfino un vantaggioso accordo finanziario. L’oro è nelle loro mani, mentre Nassau cade in rovina, e c’è solo da sognare circa quello che potranno farne. Max, indiscussa padrona dell’isola grazie alle sue prostitute, è diventata molto più di quello che un tempo era stata, elevandosi al di sopra della propria posizione e usando il cervello – non il suo corpo – per arrivare in vetta. Anne, a modo suo, ha saputo rendersi indipendente e, tra un doppio omicidio e una bottiglia di rhum, ha capito di non essere né la ‘Anne di Jack Rackham’ e neppure la ‘Anne di Max’ ma una persona a se stante, che è in grado di costruire un futuro in cui il suo nome non venga più associato a quello di nessun altro, in cui sia conosciuto solo grazie ai meriti delle sue imprese. Scene di lussuria a parte, mi è piaciuta molto l’evoluzione di questi tre personaggi e il modo in cui hanno saputo giocare le proprie carte – Anne in particolare.

Tutti gli altri, o la massa dei plebei secondari

black sails_s2_4Molto interessanti anche se non altrettanto coinvolgenti si sono dimostrati i percorsi di John Silver, Billy e Eleanor (la quale in questa stagione è stata anche peggiore che nella precedente: tanto inutile che le avrei sparato in testa io stessa). John ha inizialmente sfruttato Flint, perché gli era comodo e perché pensava fosse la sua unica possibilità di diventare ricco, ma questo non l’ha reso meno desideroso di eccellere come persona e quindi divenire il Quatermater della nave, al contrario! Silver ha continuato ad essere indispensabile per la sua ciurma, che ha iniziato a vederlo sotto una luce diversa dopo che si è fatto macellare le gambe da un’accetta (in particolare, ma non solo) e non ha rivelato l’insurrezione generale contro gli uomini di Vane.

Se la simpatia di Silver non ha fatto che crescere, non si può dire altrettanto per Billy. Non so come mai ma il ragazzo che non si poteva fare a meno di apprezzare nella stagione scorsa, ha tirato fuori il suo lato arrogante, doppiogiochista e spietato. Non è per Black Sails 2 2015nulla migliore del Flint dal quale tanto vuole prendere le distanze. E’ vero che è stato torturato, vero che ha sofferto molto, vero che è stato ingiustamente tradito da Flint ma… e allora? Questo non ti da il diritto di sentirti improvvisamente un Messia dei pirati oppressi di Nassau! Datti una calmata che magari poi un po’ di carriera riesci a farla!

Sempre se non finisci male come Eleanor – che la fine come la sua non la consigliamo a nessuno. La donna più potente di Nassau perde molto, sia come favorita del pubblico (che non è mai stata) sia come capo di quella macchina delicata che è il porto di Nassau. L’amore ritrovato per Vane svanisce non appena Flint rientra in gioco, facendoci dubitare una volta per tutte che la donna abbia un cuore e, se anche potevamo sorvolare sulle iniziali manie di protagonismo, non possiamo di certo ora, dopo che ha mandato un intero covo di pirati alla malora. Gioisco solo alla prospettiva che la sua storyline londinese potrebbe risultare più interessante di quanto non lo sia stata quella di Nassau!

Black Sails 2 2015Dulcis in fundu: considerazioni finali

Nel complesso una seconda stagione di alto livello, che è riuscita a catturare lo spettatore, minuto dopo minuto, con colpi di scena continui e mai scontati. I flashback, come già accennato prima, hanno aggiunto molto spessore ai personaggi principali e, nel complesso, molti dei protagonisti ‘accennati’ nella precedente stagione hanno trovato compimento e realizzazione in questi 10 episodi. La storyline di Lord Ashe, almeno in parte, ha trovato la propria conclusione, a differenza dell’oro dell’Urca il cui destino, se possibile, sembra ancor più incerto di quanto non fosse nella stagione passata.

Flint lo amiamo sempre di più, John Silver ha una gamba di meno e l’accoppiata Charles Vane-James Flint promette scintille quasi quanto quella di King Richard-Galavant. Ci rivediamo l’anno prossimo con la terza stagione!

Per restare sempre aggiornati su news, immagini e seguire gli episodi vi consigliamo di passare per Black Sails Italia.

Seconda Stagione

Accattivante

Valutazione Globale

User Rating: 3.82 ( 9 votes)

Katia Kutsenko

Cavaliere della Corte di Netflix, rinomata per binge-watching e rewatch, Katia è la Paladina di Telefilm Central quando si tratta di tessere le lodi di period drama e serie tv fantasy. Le sue uniche droghe sono: la caffeina, Harry Potter e Chris Evans.

Articoli correlati

Back to top button