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Arrow: Recensione dell’episodio 1.23 – Sacrifice

Uno dei finali più avvincenti e coinvolgenti dell’anno

Grazie ad una fortuna sfacciata (e perché qui mi vogliono bene) questa settimana mi sono ritrovata a recensire prima il finale di stagione di Revenge e poi quello di Arrow: due dei telefilm più “divertenti” in TV. Scelgo la parola divertenti, perché senza che nessuno se ne abbia a male, nessuno dei due è un telefilm di qualità eccelsa. Trattenete i pomodori marci prima di lanciarmeli, lasciatemi proseguire. Pur essendo qualitativamente ben fatti, entrambi puntano sull’intrattenimento più che su una cura estrema della sceneggiatura; cosa che non è sempre un male, anzi, ma che secondo me richiede una precisa alchimia, un equilibrio di elementi in grado di separare una serie ben riuscita da una bella boiata (mi salta in mente The Following, tanto per citarne una).

Revenge ha seguito un percorso diverso da quello di Arrow, partendo con un ritmo abbastanza tranquillo e una certa dose di serietà, ha imboccato presto la strada della soap adrenalinica, abbandonando ogni senso di realtà e lanciandosi in twist smodati sempre più sfrenati. Ha trovato insomma un suo equilibrio nell’assurdo, nel voler strabiliare a tutti i costi. Regalandoci… grandi risate!

Arrow invece, dopo un inizio un filo traballante ma che mostrava potenzialità (dialoghi e movimenti di trama in alcuni casi erano quasi imbarazzanti), ha saputo trovare una sua dimensione, facendosi sempre più solido di episodio in episodio e diventando facilmente per me uno dei telefilm più coinvolgenti della stagione. Si è immerso completamente nella sua atmosfera fumettosa e piano piano ha costruito un intero mondo nel quale i suoi personaggi si sono mossi con passo sempre più sicuro, fino a regalarci questo esaltantissimo finale dove quasi tutto ha funzionato alla perfezione.

Arrow_123-02Togliamoci subito il “quasi” dalle scatole. La parte più debole è stata per me quella sull’isola. Già avevo trovato un po’ deludente la rivelazione del super  piano di Fyers  di tenere in ostaggio la Cina con qualche missiletto. Quanto ci sarebbe voluto ai cinesi per lanciargli… diciamo… quei 300 missili e radere al suolo l’isola e tutti quelli che l’avevano scelta come luogo di villeggiatura? Sottigliezze.

La conclusione di questa parte mi è parsa un po’ affrettata. Avevamo lasciato i nostri bucherellati (evidentemente nulla di serio) e legati come salami con Fyers pronto ad abbattere un aereo. Fortunatamente a Oliver bastano 5 secondi per liberarsi e per dare inizio ad una carneficina che non ha precedenti. Sul lanciamissili, che se ne va in giro senza controllo e ha già sparato il suo petardo, si annidano centinaia di soldati in nero che Oliver e i suoi abbattono come mosche nel tentativo di impedire il disastro. Scopriamo così che non solo Shado è una super donna, esperta di arti marziali e tiro con l’arco, ma anche di lanciamissili e disattivazioni ; ci vogliono sì e no due mossette per deviare il missile e farlo cadere convenientemente sull’accampamento sterminando quei pochi che erano rimasti in vita. Nonostante tutto devo però ammettere che la battuta di Fyers sul playboy naufrago che gli rovina 2 anni di piano è stata una delle migliori dell’episodio. Oliver lo infilza con un colpo perfetto e noi finalmente ce ne liberiamo.

Tutta la storyline sull’isola ha avuto sorti alterne durante la stagione. Lo spazio a disposizione per i flashback era ridotto, cosa che ha reso incerto il trascorrere del tempo e ridicolo il susseguirsi infinito di liberazioni e catture. Però anche la squadra che si è formata sull’isola è interessante ed è ben oliata e questa parentesi di Fyers copre solo un annetto scarso della vacanza di Oliver, lasciando 4 anni tutti da scoprire. A me resta solo una piccola richiesta… possiamo liberarci di quella parrucca immonda di Oliver e far finta che Shado sia anche un’ottima parrucchiera? Grazie.

Ma buttiamoci ora nella vera azione. Diciamocelo, ultimamente erano stati un po’ avari nel concederci dei sani pettorali e a questo punto credo li stessero solo conservando per il gran finale. Oliver è incatenato al soffitto e Malcom, ormai allo scoperto, gli gira intorno dedicandosi ad una delle priorità di tutti i cattivi: un monologo che sbeffeggi l’avversario ed esalti il loro piano di distruzione. Quando se ne va assistiamo ad una sequenza che finalmente sfrutta al massimo tutti i super muscolacci di Stephen Amell. Oliver si arrampica lungo la catena come un ragno per poi lasciarsi ricadere di schianto sfondando tutto. E la mia esaltazione viene coronata quando Freccia provvede a spezzare un paio di colli mentre fa roteare la catena. Andrò all’inferno ma sono sempre felice di vedere che qualche cattivo lo ammazza senza troppe remore.

Ma quello con Malcom è solo il primo e il più semplice dei colloqui che Oliver deve affrontare. La sua agenda prevede prima un The_Americans_102-03incontro con quel cadavere di Tommy: una strizzatina al suo cuore spezzato e una pillola di dura verità sulla nascosta vena distruttiva di suo padre sono all’ordine del giorno. Il secondo appuntamento è dedicato a Moira e consiste in una chiara esposizione dei cruenti dettagli sulla morte del padre ed un rimprovero a non fare la vaga visto che bisogna trovare un modo per fermare quel pazzo di Malcom. E quando finalmente Oliver spera di avere un attimo per tirare il fiato, deve subire un’imboscata da parte di Laurel, che, sempre vestita malissimo, ha scelto il momento peggiore per fare chiarezza sui loro sentimenti.
Tutte e tre le scene (sì, lo ammetto, pure quella di Laurel) sono belle ed intense e ci mostrano l’evoluzione di Oliver che dopo un’intera stagione di segreti e sotterfugi, sembra aver capito quanto sia inutile prenderla alla larga quando una buona dose di verità è la cura migliore di tutti i mali (soprattutto quando il tempo stringe).

In questo episodio c’è il giusto spazio per tutti (tranne per Roy che resta un po’ da parte) e anche Felicity si guadagna una bella scena. Fermata e interrogata dal Detective Lance per via dei suoi maneggi informatici, si lancia in una difesa appassionata di Freccia che se uscita dalla bocca di un altro personaggio sarebbe stata stucchevole ma che detta da lei è assolutamente perfetta. Si sa, io la adoro sempre di più. Il suo discorso tocca un po’ il cuore di Lance, che dopo aver ricevuto una chiamata dal suo vigilante preferito, si convince a sacrificare la sua carriera pur di avvertire i suoi superiori del pericolo imminente. Più sacrifici per tutti.

Eppure serve una conferenza di Moira in diretta mondiale per rendere concreto il pericolo. Con un colpo di scena totalmente inaspettato e davvero gradito, Moira confessa il suo coinvolgimento nel piano criminale di Malcom pur di mettere in guardia la città. E’ il momento che tutti quanti digeriscano un po’ di verità. Ma Thea non sembra prenderla stortissima visto che la sua priorità è salvare il suo amato annidato nei bassifondi e che ovviamente o non ha telefono o glielo hanno tagliato perché non ha pagato le bollette.

Tutta altra faccenda è la verità che deve accettare Tommy che sempre più sfatto, scherzando con il padre sul suo supposto piano criminale, si sente dire in tono molto sereno: “Tutto vero.” Cosa che mi ha esaltato un sacco. Per dargliene prova concreta, Malcom provvede a fare a fettine con un macete i soliti sprovveduti armati di mitra venuti ad arrestarlo e siccome non è bastata, dà anche una bella tappata in testa a suo figlio, giusto per ribadire il concetto. John Borrowman è perfetto. Ha il necessario carisma per essere un cattivo credibile senza cedere mai alla tentazione di strafare. Oh, quando strilla in faccia a suo figlio… semplicemente perfetto! L’unico appunto che gli faccio è che il suo costumino da arciere cattivo è un filo bruttino… ma sono piccolezze.

La catastrofe è imminente. C’è da trovare il macchinario per i terremoti e c’è da disattivarlo. Nelle Glades la gente scappa, ma siccome è di protesta, corre urlando con dei cartelloni in mano. Felicity può disattivare il dispositivo ma ha bisogno di qualcuno che ci metta mano e Lance è il primo volontario della lista. Il compito di Oliver e Dig, dopo una rapida dichiarazione di amore eterno, è quello di trovare Malcom e renderlo inoffensivo nel caso lui abbia in mano il dispositivo di attivazione. Sono contenta del fatto che Oliver si debba seriamente preoccupare della concreta possibilità di prenderle per l’ennesima volta… perché, diciamocelo, Malcom non avrà altrettanti muscolacci ma pesta davvero come un fabbro. Lo scontro finale è dei più soddisfacenti. Difficilmente si ha la possibilità di assistere a due che se le danno di santa ragione a suon di frecce e l’effetto non è affatto ridicolo come un potrebbe aspettarsi. Sono gran botte tanto che Oliver alla fine è costretto a fare uno spiedino trafiggendo se stesso per arrivare a colpire Malcom. Applausi a scena aperta.

Intanto Felicity e il detective sono alle prese con la macchina per i terremoti. Ci sono i soliti intoppi nella disattivazione e per qualche attimo ci rassegniamo (felicemente?) al fatto che sarà Lance a lasciarci le penne. E invece Felicity trova la soluzione all’ultimo secondo. Tutto è bene quel che finisce bene? No, assolutamente. Con un twist insperato c’è un secondo congegno che attivato riesce a demolire almeno in parte le Glades, proprio sotto gli occhi esterrefatti di Oliver e Dig che si godono il tutto in prima fila.

Ma ancora i conti non tornano. Siccome siamo in un season finale e se non muore qualcuno non siamo contenti (io sinceramente Arrow_123-04propongo l’abolizione di questo stratagemma abusato!) non è finita qui. Che sta combinando quella mucca di Laurel? Tutti le hanno detto di starsene a casa ma siccome lei non ce la può fare a non scassare le balle è andata nelle Glades lo stesso. Cosa starà facendo? Aiutando i bambini? Soccorrendo i bisognosi? No, raccoglie cartelle del suo studio legale… che sarà anche una nobile causa ma secondo me totalmente inutile. Sarà lei a morire? No, troppo bello. Tutti gli uomini del telefilm convergono sul suo ufficio in rovina. Ci arriva prima quel vitellone di Tommy che mentre solleva due tonnellate di muro si deve pure sentire chiedere “Ma che ci fai qui?!”. “Scema, ti amo!” Le dice prima che la punizione divina per  tale spreco di sentimenti gli piombi addosso sotto forma di mezzo edificio. Laurel taglia la corda ma dal retro arriva Oliver. E’ il suo turno di versare lacrime e lo fa con una certa grazia. Che Tommy ci lasci le penne mi spiace parecchio. Perché, anche se vittima del solito triangolo amoroso, la sua reazione alla scoperta dell’identità segreta di Oliver era stata complicata e interessante. E un po’ mi ha sorpreso che sia morto proprio lui quando credevo che sarebbe stato il prossimo cattivo.

Oliver ci rimane giustamente malissimo e la stagione si chiude proprio sulla sua totale disperazione. Avrà anche sconfitto Malcom Merlyn, ma metà delle Glades è andata e a pagare con la vita è stato il suo migliore amico. Come influenzerà tutto questo la prossima stagione? Io sospetto che la morte di Tommy più che altro servirà agli sceneggiatori per allontanare i due piccioncini sfigati.
Ma resta il fatto che il cattivo principale è stato sconfitto e la missione di Oliver affidatagli dal padre si è conclusa con una mezza sconfitta. Non vedo l’ora di scoprire quali nuovi scenari aprirà la seconda stagione.

PS: sì, assolutamente. Questo batte il finale di Revenge 10 a 0.

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