Recensioni Serie Tv

1992: Recensione episodi 1.09 Episodio 9 e 1.10 Episodio 10

Etiam periere ruinae (Lucano, Phars. IX, 969)

1992finale-accorsiIo nel 1992 avevo sette anni. La mia unica preoccupazione era che mio padre portasse a casa ogni mercoledì una copia di Topolino. Mani Pulite e Tangentopoli mi passavano alle spalle, dentro grandi schermi a tubo catodico. Quel periodo l’avrei poi studiato sui banchi dell’università, tra corsi di scienza politica e storia contemporanea.
“La storia può essere concepita e raccontata in modo tale che, attraverso i singoli episodi di individui, il suo significato essenziale e la sua connessione necessaria segretamente vi traspaiano” scriveva Hegel nelle sue Lezioni sull’estetica.
1992 racconta la storia, la nostra storia, attraverso le voci e i volti di uomini e donne del 1992. Quello che invece troviamo scritto sui libri è solo la cornice di questo quadro. Un quadro inquietante, cupo, ossessivo. Fatti di quegli uomini e quelle donne che camminano insoddisfatti su un percorso di vita che li conduce da un’insoddisfazione all’altra, da un dolore all’altro. Uomini e donne disposti a tutto pur di raggiungere i loro scopi. Uomini e donne incapaci di accettare le loro debolezze.

Dietro di loro un’Italia che crolla a pezzi, in cui pure le rovine sono distrutte. Eppure loro questo tragico 1992 sembrano attraversarlo con leggerezza e con una buona dose di egoismo. Non che non siano toccati direttamente da quello che succede, anzi alcuni di loro si sporcano le mani in questo gioco.
Ma gli uomini e le donne di questa serie non sono predatori, sono prede. Di un chi o di un qualcosa. Alla fine quel che ne esce non è un’immagine di un’ Italia devastante e devastata, ma piuttosto quella di un’ umanità miseramente fallita.

«Ci sono persone che non credono niente fin dalla nascita. Ciò non toglie che tali persone agiscano, facciano qualcosa della loro vita, si occupino di qualcosa, producano qualcosa. Altre persone invece hanno il vizio di credere: i doveri si concretizzano davanti al loro occhi in ideali da realizzare. Se un bel giorno costoro non credono più – magari piano piano, attraverso una serie successiva, logica o magari anche illogica, di disillusioni – ecco che riscoprono quel “nulla” che per altri è stato sempre, invece, così naturale.» (Pier Paolo Pasolini, Petrolio, appunto 84)

1992finale-dipietroPietro. Veronica. Bibi. Luca. Leonardo. Ognuno di loro dovrebbe rappresentare un tipo dell’Italia preberlusconiana, in cui la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista facevano il bello e il cattivo tempo. La Repubblica delle Banane che il pool di Mani Pulite ha mandato in frantumi. Partendo dai piccoli pesci per arrivare al pesce più grande, lo squalo. Mario Chiesa, Vincenzo Balsamo, Gaetano Nobile, Giacomo Mancini. Bettino Craxi. Ma i veri protagonisti di questa storia non hanno cognomi ma solo nomi che li rendono riconoscibili.

Il finale di questa prima stagione (perché sì, ce ne sarà una seconda e anche una terza di stagione – 1993 e 1994) racconta gli ultimi tre mesi del 1992. Ed ognuno dei protagonisti si trova a dover prendere delle decisioni difficili che possano permettere loro di stappare con gioia una bottiglia di champagne l’ultimo dell’anno: Veronica deve decidere se portare avanti la gravidanza e rinunciare al suo sogno televisivo, accanto a lei Pietro che deve decidere se fare di nuovo alla maniera della DC e salvarsi un posto in Parlamento; Bibi deve decidere o meno se continuare a fare il gioco sporco del padre e dei suoi e riprendere a vendere sangue infetto; Leonardo deve decidere se sottostare ad un nuovo ricatto e dover abbandonare la vita, il lavoro che ha sempre voluto.
Tutti alla fine provano a trovare una via di mezzo, ma nessuno ci riesce. E riscoprono quel “nulla” che per altri è stato sempre, invece, così naturale. E spesso macchiato di sangue.

Fozza, Itaja.

1992finale-spotCiò che non sono proprio riuscita a trovare in questa serie sono io, quell’io di 23 anni fa che guardava in tv Karaoke di Fiorello e a merenda mangiava Tegolini. Accanto a me c’erano mia sorella, ancora ben lontana anche lei dall’età del volto, e i miei genitori, che di elezioni e promesse non mantenute ne avevano viste già da un po’. E in quel momento loro, come milioni di italiani, erano in stato di totale sconforto non sapendo più a quale santo / politico affidarsi.
Erano loro quell’Itaja che doveva farsi fozza. E allora perché non raccontarla?
“Anche se ispirate a fatti realmente accaduti le storie narrate sono frutto della fantasia degli autori” si legge all’inizio di ogni puntata. Quale storia abbia voluto raccontare questa serie io però non l’ho mica capito.

Popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori.
A me, in verità, sembriamo solo un popolo di stronzi.

1.09 Episodio 9 e 1.10 Episodio 10

è stato un 1992 pessimo...

Valutazione globale

User Rating: 1.56 ( 2 votes)

Valentina Marino

Scrivo da quando ne ho memoria. Nel mio mondo sono appena tornata dall’Isola, lavoro come copy alla Sterling Cooper Draper Price e stasera ceno a casa dei White. Ho una sorellastra che si chiama Diane Evans.

Articoli correlati

6 Commenti

  1. questa recensione mi lascia molto deluso. sembra un mediocre temino di scuola (fra l’altro non capisco a cosa si riferisca il testo quando dice “Pietro deve decidere se sottostare ad un nuovo ricatto e dover abbandonare la vita, il lavoro che ha sempre voluto”… boh!), ed una recensione alla serie, non agli episodi 9 e 10. anzi non è neanche una recensione alla serie, ma una risposta emotiva alla serie da parte dell’autrice della recensione. che l’autrice non abbia trovato se stessa e la sua infanzia nella serie a me francamente non interessa. vorrei avere un’opinione “professionale” sulla qualità dei due episodi.

  2. Ciao KIKO, innanzitutto grazie per aver dedicato del tempo a questa recensione. Proverò in qualche modo a risponderti.
    Quando una serie affronta tematiche e vicende che hanno a che fare con il proprio vissuto, credo sia facile (perlomeno a me accade) lasciarsi andare al sentimentalismo e all’emotività. Il riferimento alla mia condizione era in un certo senso simbolica: non sono riuscita a capire (e sì, mi riferisco all’intera stagione) quale storia abbiano voluto realmente raccontare gli sceneggiatori. Visto che i riferimenti storici sono serviti solo come spunto narrativo, quale storia ci hanno raccontato? Quella dell’Italia del 1992? O quella di “alcuni” italiani del 1992? O semplicemente quella di alcuni italiani che probabilmente avrebbero agito allo stesso modo anche in altro anno o decennio?
    Ho voluto inserire inserire in questa recensione / commento delle citazioni e soprattutto una in particolare, quella di Pasolini, che Leonardo recita alla fine del 9° episodio. Per me è stata la chiave di lettura, il modo in cui guardare all’evoluzione dei personaggi. Ma la condizione umana a cui fa riferimento Pasolini non è propria degli uomini del 1992. Perché allora tirare in ballo Tangentopoli e Mani Pulite?

    Riguardo alla frase che citi “Pietro deve decidere se sottostare ad un nuovo ricatto e dover abbandonare la vita, il lavoro che ha sempre voluto”, ammetto di aver erroneamente confuso Leonardo con Pietro. Grazie per avermelo fatto notare.

    Per concludere, in merito alla qualità dei due episodi, credo (da semplice appassionata di serie quale sono) che dal punto di vista narrativo molte cose fossero abbastanza prevedibili (la storia tra Veronica e Pietro per esempio, o la scelta di Bibi di distruggere il sangue infetto), alcune invece sono state un pò americanizzate (come l’omicidio di Rocco, il viaggio nelle droghe di Leonardo e il voler scoprire solo alla fine della 1.10 il manifesto di lancio di Forza Italia).
    Inutile dire che non mi è piaciuto il modo in cui sono stati inseriti, soprattutto nell’ultima puntata, i riferimenti storici (parole dette da alcuni messe in bocca ad altri). La parte migliore di questa serie per me rimane la colonna sonora, mentre la regia e la fotografia, in questi episodi come negli altri, mi sembrano un pò troppo scolastiche.

  3. Mi sembra una serie godibile e ben fatta. In fondo tutto e’ spettacolo.Colonna sonora favolosa.

  4. Al di là di considerazioni storico-politiche o chiavi di lettura varie, che , poi sono sempre in qualche modo influenzate dalle opinioni personali.

  5. Ciao Paolo, rispondo qui per comodità.
    Io sinceramente mi aspettavo qualcosina in più da questa serie. Mi sono piaciute moltissimo sia gomorra che romanzo criminale e mi aspettavo che il livello fosse se non uguale, superiore.
    Quello che manca a 1992, dal mio personalissimo e banalissimo punto di vista, è una sceneggiatura che vada al di là di quello che abbiamo già sentito e visto di quel periodo. I personaggi più che tali spesso finisco per essere delle caricature di se stesse.
    Al di là delle considerazioni storico-politiche e della nostalgia che la serie suscita.

  6. Ciao Valentina. Grazie per avere commentato le mie modeste osservazioni ” flash”. Sono capitato per caso sul sito, cercando appunto recensioni della serie ” 1992″. Secondo me la rilevanza politica delle vicende narrate è stata a suo tempo tale ( ognuno le può interpretare come meglio crede e non voglio assolutamente entrare nel merito ) che gli Autori hanno dovuto per forza adottare un taglio ” asettico” e dipingere i vari personaggi , reali appunto o realistici, ancora vivi o già morti, secondo stereotipi ormai consolidati , se non nella storia, almeno nell’immaginario collettivo e soprattutto , non suscettibili di attirare querele o altro..Gli Autori stessi hanno avuto un gran coraggio , tutto sommato, considerando le polemiche che potevano tirarsi addosso. Inoltre la serie è stata “consumata” velocemente ( due puntate alla volta) , proprio per non dare adito, a mio parere, a troppe discussioni. Peraltro mi meraviglia il fatto che di tali non ce ne siano state appunto troppe o accese. Come godibilità e scenografia , secondo me, la serie è molto valida…e non chiediamogli altro…. Gomorra e Romanzo Criminale si svolgevano in un contesto violento e ovviamente molto più spettacolare di per sè , anche “cinematograficamente”. Ciao di nuovo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Pulsante per tornare all'inizio