
The Following: Recensione dell’episodio 1.07 – Let me go
Una volta accettato e metabolizzato il presupposto che The Following è una serie a tratti scritta in modo superficiale e che chiede allo spettatore una gran dose di sospensione di incredulità, io trovo che comunque rimanga uno show guardabile e un intrattenimento, se non certo ricercato, quantomeno divertente e scanzonato; non in tutti gli episodi, ma in questo ad esempio si.
Partiamo dal presupposto che l’ultimo episodio richiedeva un po’ troppa pazienza alla mia logica per sembrare gradevole, con l’assedio più stupido della storia della tv non comedy e con diverse situazioni al limite del grottesco, ma comunque manteneva una certa parte di “divertimento”,
specie nelle scene sopra le righe di Kevin Bacon, e che anche qui ci vengono richiesti abbondanti sforzi per non cadere nella disperazione per la versione Scemo & più Scemo dell’FBI, ho notato un certo miglioramento nel ritmo e nello sviluppo della trama, o forse sono solo io che mi sono assuefatto.
Certo, rimangono cose un po’ assurde, come il fatto che i buoni siano sempre in due nei momenti topici (mentre poi a fatti avvenuti siano in 80) e l’unico che riesce a rincorrere i cattivi per 4 piani di scale è un tizio ex alcolizzato (ex da una settimana) e col pacemaker, ma soprassediamo. La mancanza tra i cattivi di Tom e Jerry aiuta molto, visto il loro poco spessore e l’episodio sostanzialmente si divide in due tronconi: la fuga di Joe Carroll da una parte e quella di Emma con il piccolo Joey dall’altra. Tronconi che a fine episodio vedremo ricongiungersi nella casa-base del culto dei serial killers un po’ nerd.
La parte Joe Carrol, per certi aspetti è prevedibile, anzi, diciamo che il fatto che il trasferimento preludesse ad un tentativo di fuga lo avevamo capito tutti, ma comunque, la trama è, a grandi linee, costruita anche bene con un ritmo che volutamente non lascia spazio a presunti colpi di scena che effettivamente non esistono, ma li rivela e mangia molto velocemente, senza darvi grossa importanza. 



Tutto questo si conclude con l’FBI che continua a non segnare nemmeno un punto a suo favore, mentre Carrol si riunisce alla sua gente (ma quanta ne usciva dalla porta di casa? quanti erano stipati li dentro?) e soprattutto a suo figlio, che evidentemente non ha mai visto dal vivo il padre e sarà interessante capirne la reazione nel prossimo episodio.
Episodio, quindi, a mio giudizio superiore alla media di quanto visto finora e la cui valutazione, incoraggiante, voglio inserire non come valore assoluto, ma in riferimento alle caratteristiche dimostrate dalla serie finora.









