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Cinema

The Deep Blue Sea – Il Profondo Mare Azzurro: la recensione

Uno dei problemi più evidenti del ‘Sistema Cinema’ dei giorni nostri è senza ombra di dubbio la Distribuzione. Non voglio fare trattati a riguardo, non è mia competenza. A causa di ciò però, sono molti i film che vengono privati della giusta esposizione e, ovviamente, i più penalizzati sono quelli d’autore.

Il profondo Mare Azzurro (The Deep Blue Sea, titolo originale) rientra tra questi. Uscito in Inghilterra nel 2011, nei due anni successivi ha fatto incetta di premi e nominations importanti. Ciònonostante in Italia è stato del tutto ignorato, fino ad ora.
Sì, perché sarà il canale Rai Movie a trasmetterlo in anteprima assoluta, nella notte tra il 29 e il 30 gennaio, a mezzanotte e dieci.

deep2La pellicola è ambientata nell’Inghilterra del secondo dopoguerra e narra una giornata nella vita di Hester Collyer. Non una giornata qualunque, bensì quella in cui decide di togliersi la vita. Lo stile sapiente di Terence Davies, con un interessante gioco di flashbacks, ci farà ripercorrere la storia di questa donna, un’Anna Karenina dello scorso secolo: sposata infelicemente ad un giudice, scopre l’amore grazie ad un giovane soldato per il quale rinuncerà alla sua posizione nella società dell’epoca.

Se la trama, una pièce teatrale firmata Terence Rattigan, ricorda palesemente il capolavoro letterario di Tolstoj, l’esecuzione e la tematica del film riescono a produrne un’opera unica, emozionante, delicata, di una sofferenza soffocata e dilaniante.
Tecnicamente ci troviamo dinanzi ad un film di stampo classico, dal sapore mélò, che ci porta letteralmente indietro nel tempo, quando il cinematografo non aveva bisogno di imax e 3D ma solo di grande stile e raffinata recitazione.
E’ proprio quest’ultima, la recitazione, a rendere Il profondo Mare Azzurro un piccolo gioiellino indimenticabile per il pubblico più sensibile. A dare il volto alla protagonista è un’ immensa Rachel Weisz (candidata al Golden Globe e vincitrice di numerosi premi per questo ruolo). La sua Hester è una donna visceralmente passionale, capace di passare da uno sguardo perso e innamorato ad uno di profondo vuoto e disperazione, sempre con grande credibilità, creando con lo spettatore un’empatia di difficile riscontro per un ruolo così delicato.
Freddie Paige, l’oggetto del suo desiderio  – e del suo tormento –  è portato egregiamente in scena da Tom Hiddleston, uno dei più grandi talenti inglesi degli ultimi anni che, pur avendo un personaggio scomodo, riesce a farne emergere motivazioni e personalità con l’abilità di un veterano, unita ad una grande chimica e intesa con  la sua collega Rachel Weisz.

deep3Ad impreziosire il tutto bisogna menzionare la fotografia soffusa, che sovrappone ai colori caldi della scenografia una patina azzurrina, quasi a richiamare l’Azzurro del mare nel titolo, creando un’effetto vintage d’impatto. Soppesato e sapiete l’utilizzo delle musiche, in particolare il “concerto per violino e orchestra, Op.14, Movimento 2: Andante” di Samuel Barber e delle gemme di musica leggera di metà ‘900, tra cui la splendida “You Belong To me” di Jo Stafford che si impone in una delle scene più romantiche del film.

Il profondo mare azzurro rimane, comunque, un’opera per palati ricercati e di classico gusto. Mi sento di sconsigliarlo a chiunque cerca un cinema di azione e ritmo, o di passatempo. Per tutti gli altri invece, immergetevi a cuore aperto nella visione e lasciatevi trasportare nella sofferta malinconia che la pellicola non mancherà di suscitarvi.

Adattato e diretto da: Terrence Davies. Cast: Rachel Weisz (Hester), Tom Hiddleston (Freddie), Ann Mitchell (Mrs. Elton)

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