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Finché notte non ci separi: un giallo tinto di rosa. Recensione del film con Pilar Fogliati e Filippo Scicchitano

Finché notte non ci separi è il nuovo film di Riccardo Antonaroli racconta di una prima notte di nozze molto singolare.

Una coppia di novelli sposi, Eleonora e Valerio, interpretati da Pilar Fogliati e Filippo Scicchitano, si trova inaspettatamente a inseguire un enigma per nulla scontato: un assegno accompagnato da un anello con un’incisione, dono di nozze della ex fidanzata dello sposo apparentemente senza un senso logico; questo mistero accompagnerà i protagonisti attraverso un viaggio notturno alla scoperta di altre verità.

Sulla carta, cerano tutte le premesse per coinvolgere il lettore in una trama avvincente, purtroppo però alcuni personaggi sono stati sviluppati frettolosamente e in modo superficiale

Una trama intrigante, ma poco performante

Il pretesto è un regalo ambiguo per raccontare un’altra storia, anzi altre storie, non solo quelle dei protagonisti ma anche degli altri personaggi che incroceranno la loro strada in questa assurda notte.

Come in una sorta di viaggio onirico, la Eleonora prenderà coscienza di tutte le fragilità e insicurezze che la contraddistinguono; lo Valerio sarà tentato da qualcuna di più simile a lui ma capirà che non sempre si sceglie chi ci assomiglia di più ma piuttosto chi ci completa con le sue diversità.

E nel loro cammino di comprensione e riscoperta di sé, un ruolo importante lo rivestiranno proprio gli ex fidanzati che quasi come “grilli parlanti” aiuteranno i protagonisti a sviluppare maggiore consapevolezza di sé, che servirà a rassicurarli sul nuovo viaggio appena intrapreso.

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Un cast ben congeniato

I protagonisti sono interpretati dall’istrionica Pilar Fogliati assieme ad un sorprendente Filippo Scicchitano, accompagnati nel loro percorso di vita di questa folle notte dai magnifici Lucia Ocone e Giorgio Tirabassi, senza dimenticare le comparse tutt’altro che secondarie come l’improbabile tassista Francesco Pannofino.

Roma protagonista

Correre, camminare o semplicemente riposare su una panchina di una Roma notturna, sempre bella ed emozionante non ha eguali. Facile riconoscere via Nazionale o i vicoli di Trastevere per chi la vive, ma al resto dei telespettatori non passerà inosservata la passeggiata sul lungo Tevere o tra le magnificenze del Colosseo.

Un film nel complesso godibile, consigliato per chi vuole passare una serata allegra e spensierata, anche se ci sono passaggi più lenti e meno avvincenti, si garantisce che i 125 minuti scorreranno velocemente.

Il trailer di Finché notte non ci separi

Finché morte non ci separi

Regia e Fotografia
Sceneggiatura
Recitazione
Coinvolgimento emotivo

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Rita G.

Il suo primo amore sono le serie televisive, sin da quando bambina guardava (rigorosamente di nascosto, perché mamma non voleva) Twin Peaks ed X-Files. Poi un giorno, vide sulla copertina di Ciak proprio X-Files (1^ film) e lo comprò. Da allora il binomio telefilm–cinema non l’ha più abbandonata. Le piace raccontare questo mondo meraviglioso, dove ama nascondersi e sognare e, magari, scrivendo riuscire a fare sognare anche gli altri assieme a lei!

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