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It Ends with Us – Siamo noi a dire basta: Quando l’amore non sfugge alla violenza. Recensione film con Blake Lively e Justin Baldoni

Titolo: It Ends with Us – Siamo noi a dire basta
Tratto da: It Ends with Us, libro omonimo di Colleen Hoover
Regia: Justin Baldoni
Sceneggiatura: Christy Hall
Cast: Blake Lively, Justin Baldoni, Brandon Sklenar, Isabela Ferrer, Alex Neustaedter, Jenny Slate, Kevin McKidd

Raccontare la violenza non è mai semplice, sia che si tratti di quella brutale della guerra o quella più sottile, spietata degli abusi domestici. Quest’ultima nel dettaglio sceglie di raccontarla il film It Ends with Us – Siamo noi a dire basta, tratto dall’omonimo romanzo di Colleen Hoover e interpretato da Blake Lively, Justin Baldoni e Brandon Sklenar.

Se il progetto aveva attirato l’attenzione di una larga fetta di pubblico già durante la sua realizzazione, le controversie legate alla promozione della pellicola non hanno fatto altro che accrescere il clamore e la curiosità che aleggiano come una cappa di mistero sul film. Blake Lively, protagonista e guru della moda, concentrata più sul proprio aspetto e quello del suo personaggio rispetto al messaggio che il film dovrebbe diffondere. Al contrario, Baldoni – co-protagonista e regista del film – sempre distante dalla Lively e costantemente vocale sull’importanza del messaggio di It Ends with Us. Drama da red carpet a parte, la parte più semplice è quella di concentrarsi sulla pellicola, cercando di lasciare da parte il rumore causato dalla sua promozione.

Recensione: It Ends with Us – Siamo noi a dire basta

Se non c’è il triangolo, non è una commedia (?) romantica

Sorvolando scenari bucolici alla Una mamma per Amica, il film ci presenta Lily Bloom (Blake Lively), una ragazza del Maine che sogna da sempre di fare la fioraria. Dopo la morte del padre, intrufolatasi su un terrazzo di uno dei grattacieli di Boston, incontra per caso Ryle Kincaid, un neurochirugo affascinante e misterioso, con il quale scatta subito una scintilla di passionale intensità. Non avendo letto il libro è difficile paragonare le scene su grande schermo con quello che la Hoover ha raccontato sulla carta stampata, ma l’incontro sul tetto tra Lily e Ryle è molto intenso, ben raccontato e incredibilmente passionale (e, secondo Blake Lively, sceneggiato da Ryan Reynolds in persona).

Mentre assistiamo l’evolversi della relazione di Ryle e Lily nel presente, agevolata dal fatto che la sorella di lui diventa sua collega nel negozio di fiori che ha da poco aperto, il film ci catapulta parallelamente nel passato. Una storia d’amore meno sensuale e più romantica, adolescenziale, si evolve tra la giovane Lily (una giovane e straordinariamente somigliante alla propria controparte adulta Isabela Ferrer) e Atlas Corrigan (Alex Neustaedter). Uniti dal trauma di avere assistito a scene di violenza con i propri genitori, Lily e Atlas si avvicinano prima da amici e poi da innamorati. Un amore intenso, travolgente, di quelli che capitano una volta nella vita.

E’ pertanto solo un segno del destino quando, cenando insieme a Ryle e sua madre, Lily rivede Atlas già adulto (Brandon Sklenar), proprietario di un proprio ristorante. Lei ha inseguito il proprio sogno di avere un negozio di fiori e lui quello di diventare un ristoratore, sembra quasi un segno del destino il fatto che i due si rincontrino dopo tanto tempo. Eppure Lily non è libera, Ryle è una parte essenziale e fondante della sua vita. Un uomo che ha messo in gioco la propria esistenza di avventure di una notte per scommettere tutto in una relazione sentimentale stabile proprio con lei.

Recensione: It Ends with Us – Siamo noi a dire basta

It Ends with Us: drama o rom-com?

Una delle principali critiche che It Ends with Us – Siamo noi a dire basta ha ricevuto è stata quella di essere stato promosso come un film leggero, una commedia romantica non dissimile da tante altre in circolazione. In effetti i primi tre quarti del film sono proprio questo: una commedia romantica. Interessante, passionale, sensuale, con un plot-twist prevedibile ma godibile del vecchio amore di adolescenti che torna e rischia di sconvolgere lo status quo. Ma l’argomento principale del libro di Colleen Hoover non è l’amore, ma la violenza che ne scaturisce.

Il modo in cui Justin Baldoni sceglie di raccontare la violenza domestica di Ryle e Lily è simile a quella di un sognatore che torna progressivamente alla realtà. Aperti gli occhi, non ci si rende conto subito di quello che è successo, la nebbia di Orfeo sembra avvolgere la coscienza e celare quello che la ragione suggerisce con prepotenza. Analogamente, Lily inizialmente si convince di essere stata ferita per un colpo accidentale alla testa, e di essere caduta per le scale dopo essere scivolata. Insieme a lei, lo stesso spettatore vede inizialmente una scena in cui è facile cadere nell’errore, convincersi che non c’era malizia negli atti di Ryle. Proprio come Lily, l’incedere degli eventi afferma con prepotenza quello che dovrebbe essere già noto: nessun tipo di violenza è accidentale, nessun tipo di abuso non è intenzionale.

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Recensione: It Ends with Us – Siamo noi a dire basta

Un racconto parallelo in cui la violenza è un di cui, ma non protagonista

Per rispondere quindi a chi ancora si domanda se questo film parla di violenza e abusi la risposta è: certamente. Sarebbe tuttavia un errore pensare che sia questo il fulcro del film. Per buona parte della pellicola, le ambientazioni, i dialoghi, le scene, le musiche vertono verso due storie d’amore parallele. La prima è quella di una Lily adulta con Ryle, che si trasforma progressivamente in un incubo ad occhi aperti. La seconda, invece, è quella più lunga che parte dall’innocenza dell’adolescenza per Lily e Atlas, che arriva fino ai giorni nostri.

Mentre queste due trame procedono parallele, è sottile ma significativa la differenza evidenziata tra i due uomini. Ryle, che già dall’infanzia è stato vicino ad episodi di violenza (la morte di suo fratello), non si accorge neppure del male che fa alla donna che ama, poi sua moglie. Per lui affermare il proprio possesso su di lei è più importante di quello che lei realmente desidera, come dimostra l’ultima straziante scena che li vede a casa insieme. Al contrario Atlas, che fin da adolescente ha visto sua madre picchiata da fidanzati passeggeri, sa che cos’è la violenza e la riconosce ancor prima di Lily, ancor prima che quest’ultima ammetta con se stessa di essere una vittima di abusi.

Ed è solo alla fine che Lily riesce ad accettare la realtà, quando la sua vita la porta su un binario in cui fare altrimenti non influenzerebbe soltanto la sua vita ma anche quella delle persone che ama.

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Recensione: It Ends with Us – Siamo noi a dire basta

It Ends with Us – promosso o bocciato?

Volendo ignorare tutto il drama estraneo alla pellicola, ma anche il libro (che, ricordo, non ho mai letto), la pellicola di Justin Baldoni con Blake Lively protagonista è un bel film. Ben girato, ben raccontato, piacevole. Quello che dovrebbe essere il fulcro del racconto emerge come una piccola tessera del puzzle, diventando quasi trascurabile dove avrebbe dovuto essere il magnete che attira tutto.

Innegabile la bravura dei protagonisti, Blake Lively e Justin Baldoni in particolare. Lei riesce molto bene a internalizzare i sentimenti di una donna che ha visto sua madre subire violenze e che mai avrebbe creduto di trovarsi nella stessa situazione. La vera sorpresa è questa, poiché già sapevamo benissimo che è in grado di reggere la parte della protagonista romantica (basti ri-guardare Adeline – Eterna Giovinezza). Similmente Baldoni è un personaggio saldo, forte, forse fin troppo, che incarna alla perfezione l’uomo innamorato che sfoga nella violenza la propria frustrazione per non avere il controllo assoluto sulla propria donna.

Non sono ancora convinta che sia una pellicola da ri-vedere, ma è sicuramente una pellicola da vedere almeno una volta. Se non altro per l’azzeccatissima scelta della colonna sonora: alzi la mano chi ha riconosciuto Skinny Love dai tempi di The Vampire Diaries.

It Ends with Us - Siamo noi a dire basta: Recensione film

Regia e fotografia
Sceneggiatura
Recitazione
Coinvolgimento emotivo

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Kat

Cavaliere della Corte di Netflix e Disney+, campionessa di binge-watching da weekend, è la Paladina di Telefilm Central, protettrice di Period Drama e Fantasy. Forgiata dal fuoco della MCU, sogna ancora un remake come si deve di Relic Hunter.

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