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Clive Owen parla di The International

Alto, barba incolta da sexy boy “mozzafiato”, Clive Owen non è solo bello ma anche un bravissimo attore con la A maiuscola! Fino a pochi anni fa, Clive era popolare soltanto tra le donne inglesi che, all’inizio degli anni ’90, non si perdevano una puntata del telefilm “Chancer”, dove vestiva i panni del protagonista: la simpatica canaglia Stephen Crane.

Oggi Clive Owen è un attore amato in tutto il mondo e protagonista di film entusiasmanti. In occasione dell’uscita, il 20 marzo, di “The International”, ecco una sua intervista tenuta durante la junket londinese di presentazione del film.


D: THE INTERNATIONAL è un film che si occupa di cosa accade dietro le porte sbarrate delle grandi banche mondiali. Pensi che questo film possa creare una paranoia allo spettatore?

Clive Owen: Certo che può! Ho immediatamente amato la trama di THE INTERNATIONAL perché mi ricordava i thriller politici degli anni ’70, come “Tutti gli Uomini del Presidente”, ed io ne ho visti davvero molti. Questo è insomma il punto attorno al quale di svolge il film. È la versione davvero ben scritta di un thrille di politica internazionale. Ha davvero tutto: la suspense, l’azione, i misteri che devono essere scoperti e moltissimi colpi di scena.


D: Pensi che questo film abbia toccata per caso alcuni dei problemi più importanti che stiamo vivendo al giorno d’oggi?

Clive Owen: Incredibile! Abbiamo girato il film un anno fa’, e per pura ma triste coincidenza è diventato drammaticamente attuale. Sono sicuro che molti penseranno che è stato girato prendendo spunto dalle notizie di questi giorni, ma non è stato così. È stato davvero molto puntuale rispetto all’attualità.

D: Pensi che le persone al giorno d’oggi stiano diventando molto più coscienziosi rispetto ai propri risparmi?

Clive Owen: Certamente, soprattutto nell’ultimo anno. Fino ad un certo punto le persone tendono a mettere i soldi in banca e credere ciecamente che questi verranno utilizzati propriamente, con la certezza che questi sarebbero relativamente salvi. Gli eventi eccezionali accaduti nell’ultimo periodo, hanno destato le persone che hanno iniziato a pensare a cosa accade esattamente ai propri risparmi, come vengono usati e chi è ad usarli.


D:
Nella tua vita, come sei stato trattato dalle banche – specialmente all’inizio della tua carriera quando non avevi così tanti soldi?

Clive Owen: Veramente non ho avuto molto a che fare con le banche! Sì, penso che le banche ti trattano sempre bene quando gli porti soldi, non trovi che accada così?


D: Quanti stuntman hanno utilizzato per sostituirti durante la realizzazione di THE INTERNATIONAL?

Clive Owen: Questo è stato un film molto “fisico” e con molte scene d’azione. La sequenza all’interno del Guggenheim, per esempio, è una scena con tantissima azione con moltissime sparatorie, corse, vetri rotti e sangue. Ma io mi comporto sempre nella stessa maniera quando dovrei essere sostituito dagli stuntmen: faccio tutto quello che posso. Quando si arriva poi ad un certo punto, sono molto contento di avere un ragazzo che mi assomiglia e fa tutto il resto.

D:
Il personaggio di Naomi Watts in THE INTERNATIONAL si deve fare da parte quando le cose si fanno troppo complicate, soprattutto a causa della sua famiglia. Nella tua vita, la tua famiglia ti ha mai influenzato in qualche decisione importante per la tua carriera?


Clive Owen: Non smetterò mai di ringraziare mia moglie Sarah-Jane per quel che ha fatto con me. Mi ha sembra dato la libertà di fare qualsiasi cosa io volessi in campo lavorativo. Lei è davvero splendida, mi dà tutti gli spazi e la libertà che mi sono necessari. Quando sono fuori per lavoro, ha sempre attenzioni per me, per lei e per i bambini, ma cerchiamo di dividerci i compiti e proviamo a vederci il più possibile. Forse solamente una volta nella mia carriera mi ha ditto “Ti devi fermare e prenderti un pò di tempo libero”, io allo’ra l’ho ascoltata e me si sono fermato perché l’ho capita.
Ultimamente però, è lei a tenere unita la famiglia e mi dà tutto il supporto e la libertà che mi serve. Le sono infinitamente grato.

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