Boardwalk Empire

Boardwalk Empire – 1.02 The Ivory Tower

Odio Boardwalk Empire. Profondamente.

Perché dopo l’assaggio cinematografico del pilot, propone un secondo episodio di chiaro stampo televisivo ai limiti della perfezione maniacale. E odio le serie di tale livello, di tale fattura, perché ogni commento potrebbe sembrare riduttivo, eufemistico e potenzialmente (a meno di scivoloni epocali) sempre monotono: serie straordinaria, serie perfetta, serie incredibile, serie meravigliosa, serie strepitosa. Capolavoro. Termine che non è nemmeno azzardato a soli due episodi. Sappiamo cosa è in grado di fare la HBO e, in questo caso, ha spinto al massimo l’acceleratore.

 

Da un punto di vista squisitamente estetico, è pura meraviglia per gli occhi, soprattutto se vista in alta qualità (se ne avete la possibilità, fatelo!). Questo secondo episodio conferma pienamente le impressioni del primo: c’è una cura ossessiva delle scenografie (vedasi la scena del funerale, per citarne una), degli oggetti dell’epoca e dei costumi. La regia, nonostante manchi dei guizzi geniali dell’episodio precedente (cosa assolutamente prevedibile), è elegante, maestosa, attenta ai dettagli. Il tutto finalizzato per descrivere al meglio i protagonisti. Continua l’approfondimento di Nucky e Jimmy e del loro rapporto non certo facile, con un Jimmy che vuole dimostrare il suo valore, tenendo testa al primo, ma viene facilmente sopraffatto dall’imponente personaggio di un Steve Buscemi in stato di grazia (la scena in cui Nucky si gioca i 3000 dollari mancanti di Jimmy ne è un chiaro esempio). Se Jimmy risulta un personaggio molto più fragile di quanto voglia apparire, al contempo Margaret Schroeder, lentamente ripresasi dall’aborto, si dimostra un personaggio molto più forte, con uno spiccato senso della sopravvivenza: non è da tutti rifiutare i soldi di Thompson e mantenere fermezza quando gli si chiede un lavoro. Chi conosciamo meglio, grazie ad un paio di scene particolarmente “forti” sono Al Capone e l’agente Nelson van Alden: il primo sprezzante nel negare l’aiuto a Jimmy e furioso nel dare la sua “dichiarazione ufficiale”; il secondo particolarmente inquietante nell’annusare il nastro della signora Schroeder, dopo aver scritto una letta alquanto fredda alla moglie.

Questo è quanto più o meno accade nella puntata, con la sparatoria nel bosco che sta creando non pochi problemi a Nucky per le sue relazioni con il gangster di New York, Arnold Rothstein (particolarmente inquietante con la storia della palla da biliardo), e con quel finale, dai tratti comici (che per qualche oscura ragione mi ha ricordato True Blood), che promette interessanti conseguenze.

La serie incanta, appassiona, travolge e rende le domeniche geologicamente troppo distanti tra loro.

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