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Recensioni Serie Tv

White Collar – 2.06 In The Red

Per la serie, anche i truffatori, o meglio ex tali, hanno un cuore d’oro, questa settimana Neal – con l’aiuto ovviamente dell’impavido agente dell’FBI Peter Burke – mette la parola fine ad un giro di estorsioni a danno di poveri genitori adottivi e dei loro appunti innocenti pargoli.

In In The Red, quella che sembrava infatti una semplice ‘rapina’ in una gioielleria, per mano di una donna che lavorava all’interno, diventa un caso molto più complicato: la suddetta, infatti, che si presenta al luogo di scambio col proprio figlio, rivela di essere stata costretta a rubare quei gioielli per poter pagare la madre naturale del proprio figlio, intenzionata – nonostante l’adozione sia avvenuta nel modo più legale possibile – a riprendersi il piccolo, se non appunto in cambio di una piccola sommetta, una robetta tipo centomila dollari. Neal e Peter sentono odore di truffa, e ben presto si rendono conto che in realtà dietro tutto c’è l’avvocato che ha gestito le adozioni, e nessuna madre che improvvisamente si rifà viva con l’intento di riprendersi i piccoli. Questa era la parte facile. Quella difficile, però, consta nel dimostrare il tutto. E come nel più tradizionale dei casi di White Collar, Neal e Peter mettono in atto una ‘sceneggiata’ per incastrare l’avvocato.

Nel frattempo Mozzie s’introduce a casa di Sara e ruba il nastro contenente la registrazione dell’ultima chiamata fatta da Kate prima di rimanere vittima dello scoppio dell’aereo. Il nostro temerario però non ha fatto i conti con quel “tornado con i tacchi a spillo” (cit.) che è la Ellis, che si rende conto che qualcuno ha fatto irruzione in casa sua e della mancanza del pacco, va subito a prendersela col nostro Neal. Dopo aver ascoltato il nastro, però, Sara decide di aiutare Neal nella sua indagine sulla morte di Kate. Nel nastro in questione, sentiamo Kate rivolgersi in modo piuttosto amichevole a qualcuno, avvisandolo che la partenza potrebbe andare storta a causa della presenza di Peter Burke. Chi è costui? E perchè Kate è morta? Ma soprattutto, CHI SE NE FREGA!

Sinceramente della cara Kate m’interessava poco quando era in vita, figuriamoci ora che è morta e sepolta. Anzi, Kate e il suo rapporto con Neal li ho trovati sempre uno dei maggiori freni al potenziale di questo serial. Il mistero sul suo incidente, poi, poteva essere interessante agli inizi, ma si sta dilungando troppo, e ho come l’idea che in realtà neanche gli autori sappiano bene dove andare a parare.

Per fortuna, però, White Collar è altro, e stranamente funziona meglio con le trame settimanali, che piuttosto con quella ‘orizzontale’. Adorabile come al solito Mozzi, e il personaggio di Sara Ellis continua a piacermi un sacco.

Cristiano

Fondatore

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