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The Walking Dead: Recensione dell’episodio 6.02 – JSS

La scorsa settimana The Walking Dead ci aveva lasciato con un cliffhanger amaro e beffardo: il piano di Rick stava andando fin troppo bene per essere portato a termine vittoriosamente. Qualche spettatore aveva previsto ed era in attesa di uno stravolgimento in negativo, qualcun altro stava invece già sorridendo felice per un piano che, almeno per una volta, sembrava essere filato liscio. In pochi secondi tutto sembra crollare, e cade il sipario.the-walking-dead 6.02 lauren cohan

Una settimana di attesa, e già dalle scene iniziali di questa seconda puntata della sesta stagione capiamo che gli sceneggiatori vogliono tenerci ancora di più sulle spine prima di arrivare a scoprire come si sia originato quel frastuono infernale che attira i walkers verso Alexandria. E così sembra non interessarci troppo di una ragazzina che perde i genitori e vaga per le strade desolate prima di raggiungere un porto sicuro; non ci accorgiamo neanche subito che in realtà quel viso è familiare: si tratta di Enid. Subito dopo, le riprese ci conducono all’interno di Alexandria, in un susseguirsi di scene dal sapore quotidiano. Ci stanno distraendo, raccontandoci cose che potrebbero anche interessarci ma non quando sappiamo che qualcuno di loro, forse, ha azionato un congegno per tradirli tutti. Capiamo che ci hanno distratto per un buon motivo e portato fuori pista soltanto quando sulla scena irrompe un selvaggio che brandisce un machete e squarta una tranquilla casalinga che fuma nel suo giardino. Dopo questa scena a dir poco onirica, l’inferno.

Ed eccoli lì i Wolves, brutali e selvaggi, che finalmente si rivelano e attaccano nel momento in cui tutti i combattenti di Alexandria non sono in città. Ma perchè farci vedere ad inizio puntata il modo in cui è cresciuta l’adolescente Enid? Iniziare l’episodio con lei è come se ci portasse a vivere inconsciamente l’attacco dei Wolves attraverso il suo punto di vista interiore: ancora una volta lei e tutti noi abbiamo avuto la conferma che al mondo non c’è nessun posto sicuro, nessun posto che puoi chiamare casa. Inoltre, che non c’è nessuna persona che tu possa chiamare famiglia: è un mondo in cui si è terribilmente soli. “Just Survive Somehow” è non solo il promemoria di una fragile bambina costretta a diventhe walking dead 6.02 jss lennie jamesire una dura adolescente, ma diventa un motto applicabile all’intera esistenza umana.

È un duro colpo per Alexandria che stava cercando invece di costruire qualcosa di duraturo. Un attacco che è destinato a continuare dato che, fatti i conti con i vivi, ora bisogna affrontare i morti. La comunità, che già non sembrava così unita, avrà il suo bel lavoro da fare per reggersi in piedi. E proprio in questo episodio viene mostrato un modo diverso di pensare e di agire che differisce totalmente dal modus operandi di Rick: la violenza che non uccide di Morgan. Se finora infatti avevamo visto il personaggio interpretato da Lennie James più alzare le mani che parlare, adesso siamo riusciti a farci anche una idea circa il suo pensiero d’azione. Morgan si rivela essere un personaggio più interessante di quanto si poteva sospettare, uno che è riuscito a sopravvivere in questo mondo facendo affidamento si sulla sua forza, ma soprattutto sulla sua intelligenza. La luce che porta dentro stona ed è in netto contrasto con la mentalità dei più forti di Alexandria. In questa puntata è Carol a contrapporglisi totalmente, fino alla scena finale in cui i due si incrociano ignorandosi: segno del disprezzo che il nuovo arrivato ha avuto modo di accumulare guardando i comportamenti della sua “collega”, che di fronte alla bruta violenza ha imparato a rispondere con altrettanta brutalità. Di questo passo, Morgan si scontrerà anche con Rick: almeno sappiamo che esiste un modo diverso di condurre le cose. Morgan non uccide perché ha paura, tutt’altro, gioca d’astuzia. Ha risparmiato alcuni dei Wolves affinché abbiano paura di tornare ad Alexandria, e forse sotto sotto anche perché crede che ci sia ancora una speranza nel cuore degli uomini per “risvegliarli” dal loro stato di walking dead, loro che sono ancora vivi.the walking dead 6.02 jss melissa mcbride

Carol è l’altro personaggio di punta dell’episodio: è tornata quella cinica e spietata che abbiamo avuto modo di conoscere fino all’arrivo ad Alexandria, quella che non ha mai abbassato la guardia neanche quando assumeva la forma di una docile e innocua casalinga, nascondendosi dietro una maschera di moralità che non le apparteneva più. Anche Carl ha mostrato segni di maturità, riuscendo a caricarsi senza problemi della difesa della sorellina e della propria casa senza frignare troppo.

Nel complesso dunque un episodio scorrevole sui livelli cui The Walking Dead ci ha abituato. Tanta azione con scene dinamiche e veloci, alternate ad altre più riflessive in cui si prende un po’ di pausa dalla frenesia e dal sangue, senza dimenticare il colpo di scena centrale a cui si arriva con un inizio in climax ascendente: un po’ inaspettato, magari per qualcuno invece scontato, ma pur sempre gradito.

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6.02 – JSS - Il nostro giudizio
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