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Big Bang Theory (The)

Ottobre comedy (parte 1): The Big Bang Theory – Go On

The Big Bang Theory

Cosa è successo: nei primi cinque episodi si chiude l’avventura spaziale di Howard. Partiamo da questo: è una sitcom e ci sono scene a zero gravità. How about that?! Tra la madre, la mancanza di gravità e il bullismo dei compagni Howard ha il suo bel da fare. Ovviamente anche le relazioni si sviluppano. Leonard e Penny sono prossimi a una rottura, immersi in una storia che è ormai disincantata da parte di Penny e quindi va recuperata con un po’ di duro lavoro. In contrasto con Amy. La sua disperata ricerca di contatto intimo con Sheldon continua imperterrita creando costanti momenti di divertimento. Povera Amy, la scena al cinema nel secondo episodio è da manuale. C’è una novità: Stuart, il proprietario del negozio di comics, diventa un regular della serie, entrando nel gruppo come sostituto di Howard. Ovviamente è Raj che lo porta all’interno della cerchia, creando anche con lui quella sorta di bro-mance che era già vista con Howie. Quando il viaggio del povero Wolowitz finisce, al suo ritorno c’è solo Bernadette ad aspettarlo, in un crescendo di situazioni deprimenti fino alla chiusura troppo comica di lui, solo al diner a cantare tristemente “rocket man” di fronte a una fetta di cheesecake. Kudos. E la sua fissa per lo spazio continua fino al quinto episodio.

Cosa ci ha fatto ridere di più: in queste puntate ci sono scene di assoluta comicità. Amy che si schiarisce i baffi, Sheldon che entra nella camera di Penny mentre dorme, i continui doppi sensi involontari di Raj, Howard e Bernadette vestiti da Grande Puffo e Puffetta…

Cosa ne pensiamo: tornano con la sesta stagione i nerd più stupendi della storia della televisione moderna Questa serie merita, episodio dopo episodio, di essere guardata. Non solo perché è un esempio di nerditudine come mai se n’è visti, assolutamente realistica nonostante il suo essere portata all’estremo, ma anche perché è una sitcom divertente, recitata bene, dove i tormentoni funzionano e le situazioni riescono. Senza essere scontata. Nonostante alcune sotto trame verticali cadano nel vuoto (come la nuova assistente di Sheldon), la serie ha uno sviluppo orizzontale piacevole che si incastra perfettamente con lo spirito principale che è quello della comicità. Cosa apprezzabile per una sitcom. Anche Friends era così, meno fissata sull’effetto soap opera, che è rischioso, come dimostra How I Met Your Mother, sitcom moderna di assoluto valore ma che ha trovato un numero crescente di detrattori proprio per questa esagerazione verso l’orizzontale che ha portato la comicità a diventare più accessoria che centrale. The Big Bang Theory va alla grande

Autore: Alessandro

Go On

Cosa è successo: L’animo sovversivo del protagonista, un grandioso ed ispirato Matthew Perry, emerge in ogni occasione, destabilizzando gli equilibri del gruppo con le sue “petizioni” (Action) che però non sempre portano bene, facendogli anzi guadagnare – in un episodio – una quantità indescrivibile di gatti.. Inevitabili i passi indietro che il protagonista deve fare nei confronti della terapista, una spassosa Laura Benanti, che comunque finisce per subire le sua influenza ed i suoi consigli, come nell’episodio in cui lo interroga su cosa sia il vero amore per capire se è lo stesso che la donna prova per il suo boyfriend… Vediamo Ryan percorrere spaurito i corridoi di un supermercato per la prima volta, e trovare poi la soluzione alle sue indecisioni facendo lo stalker ad un cliente… Il processo di integrazione col gruppo diventa sempre più intenso, a tal punto che il produttore Steven si sente escluso dalla nuova vita dell’amico e manifesta la sua gelosia con gesti estremi, come prendergli la mano mentre pranzano al ristorante davanti agli occhi perplessi del cameriere ed a quelli turbati di Ryan.

Cosa ci ha fatto ridere di più: l’apprezzamento di una partita di basket che gli insegna ad avere il cieco George, interpretato dal famoso Bill Cobbs, la canzone per la defunta moglie che intona il suo giardiniere davanti alla fontana commemorativa, il viaggio mentale che Ryan fa nel paese alternativo di Don.

Cosa ne pensiamo: proseguono le strampalate avventure di Ryan King, presentatore radiofonico di un programma sportivo, all’interno del gruppo di sostegno per “andare avanti” e superare le proprie tragedie. Tutti i personaggi, anche quelli più assurdi (come l’enigmatico Mr. K.) rappresentano delle ottime spalle per il vedovo Ryan che tra una risata, si ride ma sempre sobriamente, ed una lacrimuccia, come nelle apparizioni della moglie defunta che lo sprona a badare seriamente a se stesso, iniziando col fare la spesa, compie piccoli passi verso la guarigione…

Tanti gli spunti di ilarità, in questa nuova comedy della NBC, dal ritmo veloce e divertente, che ha risposto al gradimento del pubblico prolungando la serie per un’intera stagione!! I dubbi però affiorano ugualmente, perché seppure siamo di fronte ad un buon prodotto, sembra che la storia giri su se stessa. E’ come se, a fine di ogni episodio, ci si domandasse: e dopo? Cosa ci sarà dopo, tale da affezionarci sempre più e scegliere di continuarla a guardare; tanto da aspettare con ansia l’arrivo della settimana successiva per scoprire come si evolve la vicenda? E’ proprio questo “quid” in più che aspetto, ancora, di vedere nello show….

Autore: Rita G.

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