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Florence Foster Jenkins: la recensione del film con Meryl Streep

Florence Foster Jenkins

Titolo: Florence Foster Jenkins

Anno: 2016

Genere: biografico, commedia, drammatico

Sceneggiatura: Nicholas Martin

Regia: Stephen Frears

Cast: Meryl Streep, Hugh Grant, Simon Helberg, Rebecca Ferguson, Nina Arianda

Ci sono alcuni talenti che pratica e studio non possono donare a chi li brama con sudore. Ci sono invece talenti che più trascorrono gli anni e più risplendono.
Nessun’altra attrice avrebbe potuto regalare una seconda vita a Madame Florence Foster Jenkins. Lo sapeva bene il produttore Michael Kuhn, il quale disse a Nicholas Martin che se lei non avesse accettato la parte, la sua sceneggiatura non sarebbe mai e poi mai diventato un film. Fortunatamente per lui e per noi, il sì di Meryl Streep alla fine è davvero arrivato.

Florence Foster Jenkins
Florence Foster Jenkins – Photo Nick Wall.NEF

Florence Fotser Jenkis, la peggior cantante lirica di sempre

Florence Foster Jenkins, ereditaria di inizio ‘900 con un genuino e viscerale amore per la musica, è passata alla storia come la peggiore cantante lirica di sempre. Già da piccola Florence manifestò una grande passione per la musica, prima appoggiata dai genitori – che le permisero di prendere delle lezioni – e poi dagli stessi ostacolata quando la ragazza chiese di poter proseguire i suoi studi all’estero. La giovane, da poco coniugatasi con Frank Thornton Jenkins da cui poi divorziò, scappò con il neomarito a Filadelfia, dove fece l’ insegnante di pianoforte, lavoro che dovette abbandonare quando contrasse la sifilide e inizió ad avere seri problemi alle articolazioni. L’eredità di una grossa somma di denaro alla morte del padre e l’incontro con l’attore St. Clair Bayfield, suo fedele sostenitore e marito, la spinsero a riprendere in mano il suo grande sogno: diventare una cantante.

Il film di Stephen Frears racconta l’ultimo anno di vita dell’artista americana. Florence ha settantacinque anni circa ma continua ad esibirsi per gli amici. Nonostante l’età e lo stadio avanzato della malattia con cui da 50 anni convive, la donna è un concentrato di vitalità e passione.

La musica è tutto per lei e lei vive in funzione della musica. Per Florence la musica è come un sesto senso, una parte di se stessa senza la quale non può vivere. Il circolo musicale dedicato a Giuseppe Vedi, le sue importanti amicizie (una su tutte Arturo Toscanini), le continue donazioni a favore di enti musicali: il suo contributo alla scena culturale di Philadelphia fu davvero notevole.

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Eppure quell’amore sconfinato non fu mai non corrisposto. La sua inconfondibile voce era priva di qualsiasi grazia, come vittima di un incantesimo che l’ha resa terribilmente stonata, come mai nessuno nella storia. Ma l’ostinazione quasi bambinesca con cui inseguí il suo sogno la portò ad esibirsi persino al Carnegie Hall, davanti ad un pubblico composto in stragrande maggioranza da veterani di guerra a cui lei stesse regalò i biglietti. St. Clair e chi l’amava provò a tenerla all’oscuro delle critiche e dagli scherni.

La storia di una donna, tra risate e commozione

Florence Foster Jenkins non racconta solo la Florence cantante. C’è anche la Florence moglie, che con il marito ebbe questo tenero rapporto di reciproca protezione, la Florence amica generosa e sempre disponibile, la Florence madre, che quasi vede nel giovane accompagnatore Cosme Mcmoon quel figlio mai avuto. Ed infine la Florence donna, combattiva e coraggiosa fino all’ultimo acuto.

Florence Foster Jenkins
Florence Foster Jenkins – Photo Nick Wall.NEF

Se non ci fosse stata Meryl Streep a dare corpo e anima a questo personaggio, non ci saremmo ricordati di questo film. Ad aiutarla ci sono sí le ottime interpretazioni di Hugh Grant e Simon Helberg, con i quali si nota sin da subito una chimica fortissima. Come aiutano certamente la regia di Frears e le musiche di Alexander Desplat.
Ma Florence Foster Jenkins è lei. Perché per impersonare una diva serve una diva. E Meryl Streep lo è.

Florence Foster Jenkins
  • Regia e fotografia
  • Sceneggiatura
  • Recitazione
  • Coinvolgimento emotivo
3.6

Riassunto

La gente può dire che non so cantare, ma nessuno potrà mai dire che non ho cantato.

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