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Big Bang Theory (The)

L’universo delle sitcom americane: Da Will & Grace a New Girl, passando per How I met your Mother

sitcom americane

Un “genere televisivo costruito da una fiction in più episodi della durata di mezz’ora ciascuno, basato su dialoghi comici e situazioni da commedia. Caratterizzati dal punto di vista degli ambienti e dei personaggi”.

È così che Aldo Grasso descrive uno dei generi più comuni e longevi della televisione. Stiamo parlando della sitcom (abbreviazione di “situation comedy”), un format televisivo che sfoggia situazioni comiche che prendono spunto dalla quotidianità e poggiano su regole narrative e schemi ben precisi. Lo fanno per un semplice motivo: per strappare la risata dello spettatore.

Sono serie tv con episodi non più lunghi di 30 minuti (di solito 20 bastano) caratterizzate da ambienti interni molto simili, dalla funzione aggregante. Quelle degli anni ’90 avevano risate e applausi registrati in studio, cornice delle situazioni comiche di ogni puntata. Ma le sitcom americane erano (e sono oggi) sfondo di vicende comiche, spesso anche esagerate, che coinvolgono uno o più personaggi. Tutte che si risolvono in una struttura circolare, che ha un inizio, un corpo centrale e una fine.

Le origini delle sitcom americane

sitcom americane
Credits: NBC

Parlare di sitcom americane significa parlare di un genere televisivo che si è evoluto e che continua ad evolversi. È tuttavia certo che la sitcom ha vissuto un periodo d’oro negli anni ’80 e ’90 con prodotti televisivi come I Robinson, Happy Days, I Jefferson, Seinfeld, Willy – il principe di Bel-Air e La Tata. Serie tv che potremo non aver visto per intero come abbiamo fatto con Lost o con Breaking Bad ma che conosciamo, seppur in minima parte.

Il grandissimo pregio delle sitcom è infatti sempre stato quello di dare a tutti la possibilità di “aggiungersi” alla visione. Le vicende comiche del singolo episodio non sono necessariamente collegate alla trama orizzontale della sitcom. E anche se lo sono, tutti possono seguirle, senza trovarsi spaesati come se stessero guardando il finale di Mindhunter su Netflix.

Traendo spunto dalla quotidianità e dal contesto sociale e culturale in continuo mutamento, la “situation comedy” è stata sempre in grado di dar vita a prodotti che indagavano i continui mutamenti. Ovviamente ridendoci su.

Le sitcom americane anni 80: I Robinson, Seinfeld e Otto sotto un tetto

otto sotto un tetto
Credits: ABC

Sarebbe limitante, e probabilmente ingiusto, dire che il genere delle sitcom americane sia nato degli anni 80. È però vero che è a quegli anni che si possono ricondurre le prime comedy di grandissimo successo ed impatto sul pubblico. Basti pensare a I Robinson (1984 – 1992), Casa Keaton (1982 – 1989) o Genitori in blue jeans (1985 – 1992)  e al loro successo in un periodo storico e sociale in cui la famiglia era il terreno fertile su cui far fiorire conflitti e storie sempre nuove. Sono dello stesso periodo altre sitcom di successo come I Jefferson (1975 – 1985) o Il mio amico Arnold (1978 – 1986), fondamentali in un periodo in cui era ancora vivo e pressante il razzismo e il pregiudizio nei confronti dei neri.

Un elemento senz’altro importante da considerare nell’elenco delle sitcom americane è il contesto in cui sono ambientate. Gli anni 80 hanno rappresentato il momento migliore per le sitcom a sfondo familiare. Seppure in contesti sociali diversi e con diversi fattori sociali, le sitcom di questo periodo storico vedevano più facilmente un contesto di questo genere rispetto ad altri, introdotti negli anni 2000.

Le sitcom inizi anni 90: Il fenomeno di La Tata e del Principe di Bel-Air

sitcom americane la tata
Credits: CBS

Si tende spesso a catalogare il genere delle sitcom per decenni: anni 80, anni 90, anni 00. È tuttavia improprio – oltre che incredibilmente complesso – unire questo genere nel decennio degli anni 90. Sarebbe più corretto invece dividere le sitcom della prima e della seconda metà del decennio che si avvicinava al 2000.

L’inizio degli anni 90 ha portato sullo schermo delle serie tv iconiche. È stata l’era di Willy – Il Principe di Bel Air (1990 – 1996), che ha lanciato la carriera dell’allora giovanissimo Will Smith. Appartiene a quest’epoca anche la sitcom La Tata (1993 – 1999) con l’iconica Francesca Cacace e le sue zie. Questo solo per citare quelle più note di questo periodo, che di certo non sono state le uniche. Cosa accomuna le sitcom di quegli anni? Siamo ancora in un’epoca “conservatrice”, con comedy legate alle tematiche familiari e poco innovative. Non che manchino situazioni progressiste in alcuni o tanti episodi delle serie tv, certo, ma nessuna che riesca a rivaleggiare con quello che avrebbero portato gli ultimi 5 anni dello scorso millennio.

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Le sitcom di fine anni 90: Fenomeni sociali. Da Friends a Will & Grace

sitcom americane
Credits: NBC

Nella seconda metà degli anni 90 cambiano i contesti culturali e sociali, mutano le situazioni. Diciamo pure che si indagano realtà sempre nuove e si sviluppano inediti spunti di riflessione. Certo, le caratteristiche tipiche delle sitcom americane restano quasi sempre invariate (quasi è la parola chiave). Basta guardare un paio di minuti di una qualsiasi puntata per riconoscere quelle caratteristiche tipiche che fanno di questo prodotto televisivo un genere specifico a tutti gli effetti. Ad essere fondamentali in una sitcom sono, come in quasi tutti i prodotti tv: personaggi, ambienti e conflitti.

In una struttura che si sviluppa e si esaurisce in un episodio che dura ogni volta solo 22 minuti agiscono personaggi appetibili e dinamici, che coinvolgono lo spettatore in conflitti assurdi e privi di senso.

Questi sono gli anni in cui le sitcom iniziano a rischiare, ad esplorare dinamiche nuove che non sono più quelle familiari e tipiche. Arrivano sullo schermo Friends (1994 – 2004), Will & Grace (1998 – in corso), Dharma & Greg (1997 – 2002) ma anche Sabrina – Vita da Strega (1996 – 2003). Si fanno avanti temi come famiglia allargata, l’omosessualità, le relazioni. Anche la magia, a modo suo, rappresenta una novità nel contesto delle comedy (sembra impossibile ma la serie tv con Melissa Joan Hart aveva episodi da 22 minuti!).

Anni 2000: Le sitcom che hanno imparato a rischiare

malcolm in the middle
Credits: Fox

Il mondo delle sitcom è cambiato per sempre con l’arrivo di Friends ed è solo logico pensar che la sua fine abbia determinato un altrettanto significativo traguardo nella storia della commedia televisiva. I primi anni 2000 hanno rappresentato, in questo senso, un bisogno di sicurezza, un cercare novità nella tranquillità di territori già esplorati. Ecco allora l’originalissimo Malcolm in the Middle (2000 – 2009) con Frankie Muniz e la sua strampalata famiglia (Bryan Cranston era il papà, ricordate?). Nello stesso periodo arrivano sullo schermo La vita secondo Jim (2001 – 2008) e Tutto in Famiglia (2001 – 2005), che avrete visto senz’altro su Italia1 una sera o l’altra di un paio d’anni fa. Per non parlare di Scrubs (2001 – 2010).

La fine di Friends ha però aperto le porte a delle sitcom importantissime sullo sfondo della serialità, non solo comica ma generale. La seconda metà del primo decennio anni 2000 ha infatti segnato l’arrivo di How I met your Mother – E alla fine arriva mamma (2005 – 2014), Modern Family (2009 – 2020) e soprattutto di The Big Bang Theory (2007 – 2019).

La vera fortuna di queste serie tv è stato senz’altro il nuovo approccio alla serialità, diventata meno di nicchia e più “pop”, per un pubblico sempre più vasto, seppur ancora lontano dalla fruizione che avrebbero portato le piattaforme streaming nel secondo decennio degli anni 2000.

How I met Your Mother (2005 – 2014)

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Credits: CBS

Ancora oggi queste caratteristiche tipiche sopravvivono in prodotti televisivi nuovi che da un lato poggiano sulla tradizione mentre dall’altro introducono degli incredibili elementi di novità. Basta pensare a How I Met your mother, sitcom giunta da poco al termine e con uno spin-off già in cantiere, che fa un uso particolare delle strategie narrative. Al contrario delle più tradizionali sitcom, l’arco narrativo in cui si svolgono le vicende è uno degli aspetti fondamentali dello show.

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L’intera storia si svolge come un lungo e interminabile flashback attraverso cui Ted racconta la storia dell’incontro tra lui e sua madre ai suoi figli. Una strategia che ha dato i suoi frutti visto che per ben 9 stagioni ha tenuto lo spettatore incollato allo schermo. Puntata dopo puntata ci viene raccontato sempre qualcosa di nuovo e si giunge subito alla consapevolezza che l’incontro tra Ted e sua moglie è solo il pretesto per seguire le vicende di un nuovo gruppo di amici. Al lungo flashback, inoltre, si aggiungono i ulteriori flashback e flashforward dei singoli episodi che impongono allo spettatore una maggiore attenzione nel seguire e ricostruire la corretta struttura degli eventi esterni.

How I Met your Mother è stata per la mia generazione tra le sitcom (o forse serie tv in generale) più iconiche. È stata la serie tv della cravatta con le paperelle, dello “Slapsgiving”, del “Lo conosci Ted?” e del Corno Blu Francese. È stata la serie tv che ci ha fatto innamorare e poi arrabbiare, quando il finale ci è piombato addosso con tutto il suo realismo forzato.

Modern Family (2009 – 2020)

modern family ultima stagione
Credits: ABC

Elementi di modernità vengono introdotti anche in Modern Family, sitcom che racconta le vicende della famiglia allargata creata da Christopher Lloyd e Steven Levitan. Se da un lato seguiamo, come in tutti gli altri casi, le vicende conflittuali che oppongono i diversi protagonisti che formano inoltre un nucleo familiare che coinvolge diverse generazioni, dall’altro la comedy rompe un po’ lo schema tradizionale delle sitcom americane introducendo nell’impianto narrativo un elemento che sa quasi di documentario o di Grande Fratello.

In ogni puntata, difatti, i personaggi si intrattengono spesso sul divano e rivolgendosi ad una telecamera o guardando in faccia lo spettatore sembrano quasi confessare i loro pensieri più intimi. Questo crea una connessione con lo spettatore che nessun’altra serie tv aveva creato, fino ad allora. Il legame che si percepisce con Jay, Phil, Gloria, Mitchell, Claire e tutti gli altri componenti della famiglia Pritchett è unico!

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The Big Bang Theory (2007 – 2019)

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Credits: CBS

Ad essere moderno in The Big Bang Theory è la caratterizzazione dei personaggi. Se con Friends, Will & Grace, Modern Family o How I met you mother siamo di fronte a personaggi vicini al nostro universo, alle prese con la quotidianità e i suoi problemi. Personaggi vicini al nostro modo di essere e pensare. Con The Big Bang Theory siamo di fronte ad un gruppo di studiosi universitari, di scienziati che passano ore del loro tempo a disquisire su chi ha il QI più alto e su chi ha raggiunto i migliori risultati nei propri diversi studi scientifici.

Intellettuali sì ma tutti, a modo loro, con specifiche insicurezze o difetti intorno a cui si creano alcuni dei momenti più divertenti dello show. Rajesh non è in grado di parlare con le donne se non dopo aver bevuto un bicchiere di una qualsiasi bevanda alcolica, Howard fatica ad abbandonare il nido di casa e a staccare il cordone ombelicale con una Jewish Mother troppo apprensiva, Sheldon fatica ad adeguarsi a un normale sistema di norme sociali e Leonard, che in apparenza è il più normale tra i quattro, mostra più di qualche insicurezza.

La fine di The Big Bang Theory, proprio come quella di altre sitcom iconiche, ha segnato un punto fondamentale nella serialità televisiva comica di questo millennio. Anche se Young Sheldon, lo spinoff sull’infanzia di Sheldon, sta riscuotendo comunque un discreto successo e permette agli appassionati di continuare a seguirlo nelle sue avventure.

Le sitcom americane dal 2010:Una nuova direzione

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Credits: Fox

A partire dal 2010, dopo l’inizio delle grandi serie tv che hanno ridefinito il concetto di sitcom, a televisione ha iniziato a fare nuovi passi in direzioni diverse, scoprendo come il format delle sitcom americane potesse in realtà espandersi senza però perdere la propria identità.

Questi sono stati gli anni di New Girl (2011 – 2018), di Brooklyn Nine-Nine (2013 – in corso), di Don’t Trust the B***c in Apt. 23 (2012 – 2013). Begli anni, se consideriamo che New Girl è stata tra le cose più originali della tv di quegli anni, con una Zoey Deschanel veramente unica, e Brooklyn Nine-Nine è stato salvato dalla NBC (dopo la cancellazione a sorpresa di Fox) per proseguire la sua trionfale corsa, che si avvicina ora alla messa in onda della settima stagione.

Certo, ci sono state anche comedy che hanno preferito “giocare sul sicuro”, come Baby Daddy (2012 – 2017) e Young & Hungry (2014 – 2018). Questi prodotti della Freeform hanno preferito un format più classico a quello introdotto da altre serie tv, focalizzandosi su situazioni comiche sempre nelle stesse ambientazioni e perfino con le risate in sottofondo (ormai praticamente eliminate da qualsiasi serie tv, comedy e non).

Dal 2015 ad oggi: Le comedy vivono, ma fino a quando?

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Credits: NBC

La domanda che sorge spontanea oggi, quindi è: le sitcom americane, con una storia così ricca e variegata alle spalle, stanno davvero morendo? La risposta è (purtroppo) si. Qualche anno fa, Caterina aveva parlato di come la Comedy fosse un genere in via di estinzione, esplorando le cause del fenomeno. Più recentemente un articolo che si è posto la stessa domanda è uscito sul sito Odysseyonline.com: la comedy sta scomparendo?

Premesso che gli ultimi anni sono stati in grado di regalarci prodotti interessanti come Santa Clarita Diet (2017 – in corso) e The Good Place (2014 – 2020) purtroppo sembra di si. Il motivo, tuttavia, non è la sitcom come genere in se ma la fruizione della televisione in particolare e delle serie tv nello specifico. Ormai non ci si riunisce davanti alla tv la sera, ognuno guarda ciò che vuole e sul dispositivo che preferisce. Impossibile tornare indietro.

Ma anche se lo fosse… lo vorremmo davvero?

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