Colony

Vivere o sopravvivere: recensione della seconda stagione di Colony

Colony S02

C’è una differenza neanche tanto sottile tra sopravvivere e vivere. Due vocaboli che sembrano puntare allo stesso risultato finale, ma che in realtà indicano due modi di comportarsi molto diversi. Sopravvivere è, infatti, fare tutto ciò che è necessario per sfuggire al momento fatale in cui si inizierà il viaggio verso quel paese da cui nessun viaggiatore ritorna. Vivere è molto di più che restare vivi. È dare un senso ai giorni che ci separano da quel viaggio fatidico affrontandoli con dignità e onestà. Con coraggio, se necessario. Vivere o sopravvivere. È questo, dopotutto, il tema portante della seconda stagione di Colony.

Colony S02Una ritrovata unità nella diversità

La serie sci – fi in onda su USA Network era stata una gradita sorpresa per il modo alternativo in cui si era rapportata ad un tema dopotutto abusato come quello di una invasione aliena. Già il fatto che questi invasori dallo spazio non si fossero mai visti era un chiaro indizio della singolarità di un prodotto che aveva giocato altre carte per essere interessante. Su tutte il contrasto tra i coniugi Will e Katie con il primo disposto a scendere a patti col diavolo pur di ritrovare il figlio scomparso Charlie e la seconda integralista nella sua ricerca di un futuro dove il muro che rinchiude Los Angeles fosse solo il ricordo di una vittoria. Due modi differenti di ambire comunque allo stesso scopo: la sicurezza della propria famiglia. Sia Will che Katie erano, infatti, convinti che fosse questo il bene superiore, ma avevano idee diverse su cosa si potesse sacrificare in nome di questo obiettivo. Era, forse, inevitabile che i due finissero per riconoscere che una diversità di metodo non poteva essere la ragione di una separazione che avrebbe contraddetto il fondamento stesso del loro agire. Spicciata dopotutto rapidamente la ricerca di Charlie nei primi episodi (con una relativa facilità che sembra contrastare con le enormi difficoltà che questo aveva richiesto nella prima stagione), il percorso della serie porterà i due ad una ritrovata e rafforzata unità. Merito soprattutto di circostanze contingenti che rendono impossibile per Will continuare a fare patti col diavolo dal momento che il demonio non ha più i modi accomodanti e ragionevoli di Snyder, ma la brutalità e la freddezza dei nuovi signori insediatisi al distretto di polizia rendendo il clima molto più severo e oppressivo (al punto da indurre al suicidio in una scena particolarmente cruda Jennifer, ultimo residuo della passata gestione). Se Gracie e lo stesso Charlie sono semplici spettatori interessati di questa reunion, alla ricerca di un proprio ruolo indipendente sembra essere Bram le cui esperienze nel campo di lavoro prima e con i ribelli poi sono il carburante per una corsa che tuttavia lo riporta al punto di partenza. D’altra parte, è l’intera stagione che sembra essere stata scritta con l’obiettivo di ricondurre tutti indietro alla casella iniziale. Will e Katie sono di nuovo insieme e la famiglia Bowman può avviarsi compatta verso una nuova avventura unita dopo aver sconfitto ogni avversità e soprattutto ogni diversità.

Colony S02Resistere resistere resistere

Nuova avventura che verrà vissuta fuori dalle mura di una Los Angeles svuotata dei propri abitanti deportati in massa sulla colonia penale lunare come soluzione finale ai problemi causati dalla resistenza ribelle. Se la prima stagione di Colony era stata capace di rendere bene il senso di oppressione che una dittatura estranea impone alle sue vittime, la seconda allarga i suoi orizzonti ponendo l’accento sulla già citata differenza tra vivere e sopravvivere. Se, infatti, nella prima serie abbiamo visto come gli abitanti si arrangiassero per tirare avanti comunque accettando passivamente le restrizioni della propria libertà, in questa seconda annata vediamo come sia invece possibile fare di più che accontentarsi di essere non morti. Vivere può significare anche combattere, ma non c’è un solo modo di essere ribelli. C’è la resistenza silente e ragionata di Broussard e di quel che resta del suo team che si preoccupano di combattere il nemico tenendolo ben distinto dalle sue vittime. Ridotto ai minimi termini, il gruppo vede diminuire ancora di più i suoi effettivi palesando una inferiorità forse anche troppo marcata che finisce per fare dell’ex militare una sorta di essere superiore invincibile che stona con il tono abbastanza realistico della serie. Ma c’è anche la resistenza estrema della Red Hand che, in un impeto manicheo, vede solo bianco o nero cedendo alla feroce regola del chi non è con noi è contro di noi. Adoperando anche metodi poco ortodossi (tipo usare ragazze carine come esche per adescare giovani infoiati da usare come kamikaze), la Mano Rossa porterà lo scontro ad un livello di violenza ed efficacia che mai si sarebbe immaginato possibile nella prima stagione. Soprattutto, costringerà lo spettatore a interrogarsi su cosa significhi ribellarsi ad un regime, su quali compromessi siano accettabili o meno, su dove vada posta la linea divisoria tra noi e loro. Un modo intelligente di affrontare una tematica scontata che pecca tuttavia nella messa in scena dato che quelli che sembravano onnipotenti controllori vengono spesso battuti senza alcuna difficoltà (con la Red Hand che fa strage nella zona protetta e Broussard super ricercato che va in giro come se nulla fosse).

Colony S02Umani vs alieni o umani vs umani ?

Tra le novità più significative di questa seconda stagione, va sicuramente inclusa l’ampio spazio dedicato agli intrighi politici. Non che questi mancassero l’anno scorso e la figura di Snyder era lì a segnalarcelo. Ma stavolta questo livello si arricchisce ulteriormente con la presentazione di una intera organizzazione superiore che governa il mondo occupato dagli alieni mediando con i nuovi padroni. La presenza di questa gerarchia superiore giustifica, da un lato, l’arrivo di una nuova e più spietata forza di polizia (al cui confronto i Red Helmet fanno la figura di comprensivi poliziotti di quartiere) e, dall’altro, motiva le ambizioni politiche dei contendenti che potevano apparire piuttosto labili (a che pro, infatti, brigare per essere comandanti di una città senza futuro?). La storyline politica permette di tenere ancora in gioco il personaggio di Snyder che era stato molto apprezzato nella passata stagione e che ha l’occasione di confermare quelle innegabili doti di cinico opportunismo e strategica furbizia che lo avevano imposto all’attenzione del pubblico. A farne le spese sono Nolan e Maddie con la seconda che sembra infine pagare il dazio di un atteggiamento troppo egoistico che l’ha portata a schierarsi sempre con il lato grigio del potere anche a costo di scontrarsi con la sorella Katie. Almeno, da quanto si intuisce dal season – finale, Maddie potrà finalmente incontrare questi fantomatici alieni che continuano a non vedersi, ma la cui natura extraterrestre sembra ormai essere confermata da indizi pesanti (come le capsule per portare via gli umani in stato catatonico). Che ci siano poi alieni ribelli aggiunge un ulteriore punto di interesse che permetterà di intrecciare politica e resistenza nella prossima stagione.

Colony conferma quanto di buono visto nella prima serie, ma il livello generale sembra nondimeno calato a causa di un succedersi di scelte troppo facili che minano la credibilità dell’impianto. Una seconda stagione, quindi, che invoglia alla visione del seguito, ma anche semina qualche, per ora esile, dubbio sulla capacità degli autori di tenere salda la rotta. Aspettiamo la terza per capire dove vorranno condurci, se tra le stelle o contro gli scogli.

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Recensione seconda stagione
  • Uniti per vivere e non sopravvivere
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