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Intervista ai produttori di Fringe

ATTENZIONE SPOILER!

Nella serie televisiva sci-fi Fringe, Walter Bishop (John Noble) sta avendo a che fare con la dolorosa assenza di suo figlio Peter (Joshua Jackson), che è venuto a sapere solo da poco di essere stato importato da un mondo alternativo da suo padre quando era bambino. Nell’insolito episodio di questa settimana, Walter racconta alla nipote di Olivia, Ella, una storia che include performance musicali di Olivia (Anna Torv) e dell’agente Broyles (Lance Reddick).

Durante una conferenza stampa, i produttori esecutivi/show runners Jeff Pinkner e J.H. Wyman hanno parlato con IESB dell’episodio speciale ‘musical’ di Fringe, e anche di quello che gli spettatori possono aspettarsi dal finale in due parti della seconda stagione a maggio.

Allora, dividere la seconda serie in ‘Stagione invernale’ e ‘Stagione Primaverile’ sembra aver funzionato molto bene. Vi è piaciuto farlo e lo farete ancora per la terza stagione?
Jeff: La Fox ci dà un sistema di messa in onda ogni anno. Sapevamo, iniziando la stagione, a che punto avremmo avuto la pausa di metà stagione, e che poi saremmo andati in onda di fila per molte puntate. Abbiamo cercato di progettare la trama attorno a questo, al meglio che potevamo, e penso che abbia ottenuto molto successo. Non abbiamo una messa in onda finale per l’anno prossimo, quindi la costruiremo di conseguenza.

 

J.H.: Pensiamo entrambi che abbia funzionato bene perché ciò che ci ha permesso di fare è stato dare un cliffhanger e raccontare le nostre storie con un impatto maggiore. Si spera che la gente abbia detto, “Oh, voglio davvero che ricominci”. Così ci siamo goduti questa opportunità di avere davvero molti picchi durante la stagione, piuttosto che solo l’intera traiettoria di un piano, rallentata verso la fine, per il finale di stagione.

Jeff: Sapevamo quando stavamo per far la pausa di metà stagione che avremmo concluso con la nozione che Olivia realizza che Peter proviene dall’altro lato, e poi sapevamo che saremmo tornati e avremmo raccontato la back story per il pubblico, e avremmo lasciato che tutti si mettessero al pari prima di andare avanti.

J.H.: Sì, ci ha fornito una grandiosa opportunità. 

Che passi fate per mantenere segreti i copioni e le battute, da quando questi show ottengono un’attenzione così fanatica, e i fans impazziscono?
J.H.: Quando una parte di un copione esce, di solito proviene dalla produzione o da qualcuno che non dovrebbe spedirli. Tutti nello show – dallo staff della sceneggiatura, al personale d’ufficio, a tutti quelli che lavorano nella produzione vera e propria – sono ancora impegnati nel progetto. Non vogliono che esca niente, quindi tutti si prendono cura realmente dei nostri copioni. Siamo stati davvero fortunati che tutti siano così coinvolti e che si prendano extra cura dei loro copioni e e non li facciano uscire.

Jeff: Ci troviamo in quel mondo dove è incredibilmente lusinghiero sapere che la gente sta cercando di avere le tue storie prima del tempo. C’è stato certamente un periodo, qualche anno fa, in cui le cose venivano spoilerate molto prima. In qualche modo, qualcuno da internet prendeva un copione e lo spoilerava. Sono stato in show dove non avevamo da scrivere pagine finte, e perfino filmare scene finte, solo per la paura di questo. Ne abbiamo girate un po’ qui, quando sentivamo che qualcosa era davvero importante per noi, ma abbiamo anche scoperto che sempre più persone vogliono tenere lo show per loro stessi. Sono stati abbastanza garbati da non spoilerare cose. Abbiamo scoperto che il pendolo ha oscillato da gente che prova piacere a rivelare segreti a persone che provano piacere a mantenere segreti, e questo è stato realmente grandioso per noi.

Arrivando al finale di stagione, avete dovuto davvero pensare a cosa succederà nella prossima?
Jeff: In un certo senso, sì. Conosciamo il lungo termine e ci piace scrivere problemi per noi stessi perché scoprire modi di uscirne fuori fornisce la creatività maggiore.

Ovviamente, Fringe si svolge in un mondo molto accresciuto, dove esistono mostri e grande scienza, ma un musical è perfino un passo oltre a questo. Potete parlare del bilanciare le due cose e come fate funzionare questo negli episodi?
Jeff: Nell’ultimo episodio andato in onda, Peter ha scoperto di non provenire dal nostro universo. Ha saputo la verità riguardo alla sua identità e origine, si è confrontato con Walter su questo e gli ha voltato le spalle. Quindi sapevamo che volevamo raccontare un episodio che esplorasse questo realmente. Abbiamo questo attore fenomenale che è John Noble e questo grande personaggio che è Walter, e volevamo esplorare come questo colpisce Walter prima di spingerci avanti verso la fine della stagione. Abbiamo sfruttato un meccanismo narrativo per esplorare davvero i sentimenti di Walter.

Avevamo tutti gli elementi dell’episodio a posto quando la Fox ci ha chiamato e ha detto, ‘Hey, cosa ne direste ragazzi se vi chiedessimo di mettere qualche elemento di un musical nello show? Qualsiasi cosa. Solo mettete una canzone che viene suonata’. Non ci hanno chiesto di fare Glee. E, prima di agganciare il telefono, abbiamo detto, ‘Beh, questo è ciò che pensiamo per l’episodio, e questa è un’idea di come potrebbe funzionare per noi’. Abbiamo trasformato la loro richiesta in ciò che sentivamo positivo per noi e davvero intensificato e spinto l’episodio perfino più avanti nella direzione in cui lo stavamo già portando. È tutta un’opportunità. Una cosa che abbiamo scoperto fare molto nello show è di tenere specchi verso la realtà raccontando queste storie fantastiche, che in un modo o nell’altro sono metaforiche per quello che sta succedendo, sia nel nostro mondo sia nelle vite dei personaggi. Questo episodio fornisce un’opportunità di mostrare uno specchio dalla prospettiva di Walter del mondo e degli individui con cui lui interagisce, e abbiamo la sua visione fratturata del mondo e della sua condizione, ora che Peter lo ha lasciato. La musica supporta davvero la trama, ed è molto divertente, ma l’intera cosa è un episodio stravagante. Era importante
per noi che se avessimo sentito di danneggiare la storia in qualche modo, avremmo potuto dire semplicemente, ‘Grazie tante, ma non funzionerà per noi’.

Ora che avete fatto un episodio musical, come riuscireta a superare questo nella prossima stagione? Avrete un episodio fatto a cartone animato del sabato mattina o cose così?

Jeff: Potresti essere più vicino alla realtà di quanto immagini. 

J.H.: Esattamente.

Allora, Fringe sta diventando famoso per tutti questi segreti e nascosti easter eggs al suo interno. È un qualcosa in cui tutti prendono parte, o è solo parte della sceneggiatura, inserire tutte questi piccoli accorgimenti? Quand’è che vengono coinvolti?
Jeff:
Alcuni sono nella sceneggiatura. Altri sono specificatamente nel copione. In ogni episodio, abbiamo cose che vogliamo che la gente debba scoprire. Durante il processo di produzione, scopriremo dove è meglio collocarle per la storia e la produzione. Quello che è davvero bello della serie è che tutti i nostri reparti sono molto coinvolti nel creare un mondo completo e nel creare un programma realmente incredibile, relativo alla trama, dalla sartoria al materiale scenico, agli effetti visivi. Tutti partecipano. C’è stato un episodio un paio di settimane fa che è stato ispirato al gioco Cluedo e in scene diverse, tutte le armi dell’assassinio del gioco comparivano come accessori di scena nello sfondo, in una scena o in un’altra. Questo è qualcosa che lo sceneggiatore dell’episodio e l’attrezzista hanno deciso insieme. Ogni episodio ha un indizio da qualche parte su ciò di cui parlerà l’episodio successivo ed è dato largamente dagli effetti visivi.

J.H.: Quindi, alcuni di loro sono guidati dagli sceneggiatori e molti altri dal resto della produzione, fino alla post-produzione. Prima di andare in onda, veniamo a sapere di dover cambiare i nostri effetti visivi, perfino il giorno stesso in cui andiamo in onda.

Voi ragazzi avete fatto davvero un lavoro grandioso non solo nello sviluppare una storia affascinante ma anche per gli indizi che stanno dietro lo show. Potete dare dei suggerimenti alle idee che potrebbero non essere state notate nello show?
Jeff: Parte del nostro divertimento è portare la gente indietro a quei primi episodi, cosicché realizzino, “Oh dio, era pianificato”. Le cose erano già state decise dal pilot. Prendiamo questa cosa della ‘costruzione del mondo’ molto seriamente. Per il tempo in cui finirà la serie, vogliamo che la gente riesamini tutto ciò che ha visto, dall’inizio. La percezione è uno dei temi principali dello show, e vogliamo che la gente rivaluti le proprie percezioni sullo show.

J.H.: Nel finale di stagione c’è una cosa nascosta ed io e Jeff saremmo veramente impressionati se qualcuno la dovesse trovare. C’è una cosa da cercare nel finale che racconta molto della prossima stagione, ma è anche molto difficile da scoprire. Sarei molto impressionato, se la trovaste.

Per l’episodio musical, ci sono state cose specifiche a cui vi siete ispirati, o è solo un vibe degli anni ’40 in generale?
Jeff: All’inizio della stagione, siamo stati onorati ad apparire sulla cover di Entertainment Weekly, e hanno scattato foto di Olivia e Peter come detective degli anni ’40 con un look noir. Solo per facilità culturale, volevamo raccontare una storia in stile Principessa Sposa in cui Walter inventava un racconto. Appena vista quella copertina, abbiamo detto, “Oh deve essere una storia da detective”, perché uno dei temi del nostro show è che non è proprio un procedural, ma Olivia è una detective. Lo show porta già sè stesso verso quel tipo di vibe, così volevamo provarci, in modo cordiale. Ci siamo impegnati nell’episodio per non fare un noir anni ’40 al 100%. Ci sono molte cose anacronistiche, che è una caratteristica dello show, comunque. Ma è stato davvero divertente. Gli attori hanno dovuto interpretare versioni differenti dei loro personaggi, ed è stato molto divertente per loro, e ha presentato una versione diversa dello show, che si regge da sola.

J.H.:
I noire tradizionalmente sono racconti di moralità e questo è ciò che stavamo facendo. Sentivamo che quella era una via grandiosa per attraversare i confini della mente di Walter e il luogo in cui si trova la sua testa proprio ora, con l’assenza di suo figlio. C’è una ragione buona perché Walter racconta questa storia e un’altra buona ragione per cui sia un noir. Questo a causa della sua stessa storia, che vedrete nel prossimo episodio. Ci ha concesso molta larghezza di banda con cui giocare. Ma la morale è stata una grande parte di esso perché i noir funzionano meglio quando sono racconti con una morale.

Jeff: Sono tutte rappresentazioni dalla prospettiva di Walter. È davvero figo. Quando abbiamo iniziato a parlare dell’episodio, volevamo che fosse come un’apertura. A questo punto, era un modo grandioso per far capire alla gente quali sono i punti di vista emotivi di ogni personaggio. Quindi, vedrete chi sono i personaggi, ma sono ingranditi un po’ nella sua mente. Non sono diversi del tutto. Olivia è intrinsecamente buona e Peter è qualcosa di diverso in questo episodio, ma è qualcos’altro anche nello show reale. Così, abbiamo avuto la possibilità di esaminare sfaccettature delle loro personalità e dei loro caratteri, ma tutto entro il reale di ciò che sono.

J.H.: I nostri episodi migliori sono metafore o condizioni del mondo, che è il meglio dello sci-fi. Questo episodio è una metafora per una metafora. Molta narrazione è stenografata, oppure sono temi che sono nati fin dall’inizio dello show. Se questo fosse stato l’unico episodio che aveste mai visto, avreste capito abbastanza bene, dove si trovano tutti i personaggi, emotivamente, per godervi gli ultimi quattro episodi della stagione.

Cosa state organizzando, per prepararvi alla terza stagione?

Jeff: L’anno scorso, pensammo che il nostro finale di stagione fosse ad effetto perché introduceva concretamente un’idea di cui si era parlato per l’intera stagione, e siamo riusciti a ritenerci soddisfatti con i pensieri e le aspettative del pubblico. Penso che sia piaciuto davvero. Così è stata una vera sfida per noi quest’anno trovare come potevamo voltare pagina nel capitolo successivo e avere lo stesso effetto. Credo che il finale dell’anno scorso fosse davvero soddisfacente per il pubblico, ma crediamo di averlo fatto di nuovo. Alla fine della stagione, penso che direte, “Wow, questo ora è totalmente un altro mondo ed è davvero interessante”. Non è letteralmente un altro mondo, ma un intero altro capitolo di cui si è parlato, ma capirete concretamente un po’ di più. Quindi se stiamo procedendo verso qualcosa, è questo. Crea davvero una conclusione soddisfacente per tutto quello in cui è stato coinvolto il pubblico quest’anno, ma apre anche un altro livello di consapevolezza che si spera ci guiderà nella stagione 3 e oltre. Ci sono tante cose eccitanti con cui abbiamo avuto a che fare, e che siamo molto eccitati di raccontare.

Peter e Walter torneranno indietro insieme in questa stagione?

Jeff: Le relazioni sono complicate e noi non vogliamo mai che siano facili. Solo perché è uno show televisivo negli Stati Uniti d’America, tutto fa pensare che il bel protagonista maschile e la bella protagonista femminile dovrebbero stare insieme, ma noi pensiamo che devi guadagnarti questo tipo di cose. Quando interpretiamo l’emozione di un tradimento come questo, in un certo senso, riguarda il cuore umano, che è complesso. Quindi, Peter avrà una reazione davvero realistica alle cose di cui ora è a conoscenza, e questo è il primo passo in un viaggio indietro a qualche tipo di conoscenza comune di una relazione. Non penso che sarà mai facile, e dovrebbe fornirci molto materiale perché è una dinamica davvero interessante. Non vuoi solo che sia tutto perdonato, vuoi anche avere altri sapori della relazione. Credo che ci troviamo a questo punto.

Che approccio tenete per intrecciare la musica all’episodio? Come avete deciso quali canzoni avreste usato?
J.H.:
È una favola spezzata più che altro. È più un’ode a Willy Wonka che qualsiasi altra cosa. Scegliamo canzoni per ragioni specifiche, e in base a finali molto diversi dello spettro. A volte puoi avere una canzone che è popolare e altre volte può essere degli anni ’40 o ’50. Lo scopo era raccontare una storia grandiosa e trovare la musica giusta per ogni pezzo. Così, c’è musica nell’episodio e i personaggi canteranno, ma è organico.

Jeff:
Non abbiamo lasciato che la canzone guidasse la narrazione. Abbiamo lasciato che la trama ci raccontasse quali canzoni scegliere e di quale periodo. Si spera, che le canzoni suonino su molti livelli diversi. Hanno tutte spinto in avanti la storia e ci hanno permesso di guardare dentro ai personaggi. Walter, come personaggio, dal momento in cui lo abbiamo incontrato, ha una connessione profonda con la musica. Questo è stato importante per John Noble perché nella sua ricerca, lo scienziato che ha scoperto e rispettato ha avuto una relazione complicata e interessante con la musica. Ci ha portato tutta questa letteratura di Einstein e delle sue relazioni con Bach. Così abbiamo sempre girato con questa nozione di Walter e della sua collezione di dischi e, in un certo senso, l’episodio è solamente il jukebox di Walter. C’è musica contemporanea anchè lì comunque perché non è rinchiusa in nessun tempo.

J.H.:
Sì, è come se qualsiasi cosa stesse suonando in laboratorio, in ogni dato momento, avrebbe ispirato una parte della storia.

iesb.net – 29.04.10

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