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How To Get Away With Murder – Recensione dell’Episodio 2.03 – It’s Called Octopus

Annalise sta morendo.

ImmagineAnnalise sta morendo e noi non sappiamo perché. Quanto siamo maniaci del controllo, e Shonda lo sa: se non sappiamo cosa sta succedendo, andiamo nel pallone, continuando ad arrovellarci sul perché la protagonista di How to Get Away with Murder giaccia per terra (quasi) esanime. I continui flash forward non ci aiutano di certo: ci viene –ovviamente- fatto vedere solo ciò che ai piani alti piace, per cercare di farci arrovellare ancora di più, farci venire un’idea ed essere poi costretti a cambiarla, perché “No, non è mica possibile.”

In questa amorfa condizione spazio-temporale che ci porta avanti e indietro senza un attimo di sosta, Annalise cerca ancora di mantenere una parvenza di normalità dinanzi al luridume dell’ultimo anno che la sta ricoprendo dalla testa ai piedi. L’omicidio di Lyla, la morte accidentale di Sam, quella calcolata di Rebecca. Crolla, vacilla, ma non cade mai, e se cade riesce sempre a rialzarsi a tempo record; l’Annalise tosta e cazzuta riesce sempre a prendere il sopravvento e a piacerci di più rispetto all’egoista, manipolatrice che più volte abbiamo visto in azione, e che mai abbiamo avuto il coraggio di condannare.

Nonostante i suoi disperati tentativi di evadere dalla realtà che la circonda e di sfuggire al suo maledetto passato, Annalise è inseguita da un’edace ironia che non le dà tregua: Annalise non può scappare dal suo passato perché esso è sagacemente spezzettato in ciascuno dei clienti che decide di seguire.Immagine Tanya non è solo una donna che gestisce un bordello e che, accidentalmente, causerà la morte dell’uomo che ama a seguito di una serie di sporche manipolazioni; Tanya rappresenta, in realtà, la perversione sessuale e l’aspetto più recondito della personalità della nostra protagonista che affiora ogni qual volta l’istinto di sopravvivenza fa capolinea, ovvero la tendenza a manipolare, ingannare ed usare le persone a proprio piacimento. E Domenik, un uomo (apparentemente) innocente, colpevole esclusivamente di essere innamorato di una donna che non fosse sua moglie, rappresenta parallelamente l’indifeso ed innamorato Nate, colpito dalla mano traditrice di Annalise, responsabile di averlo messo dietro le sbarre e riscattato dalla stessa. Annalise è vittima e carnefice, punitore e riscattatore, e non sapremo mai in quale schiera potremo ritrovarla nella prossima occasione, se tra i buoni o i cattivi.

Del resto anche l’amore incestuoso tra i fratelli Hapstall, un credibilissimo movente per il parricidio di cui sono accusati, non è nient’altro che un fortissimo rimando alla morbosità con la quale Annalise instaura tutte le sue relazioni: dalla smisurata fiducia che ripone in Frank, all’impossibilità materiale di staccarsi da Bonnie, anche se è ciò di cui entrambe hanno bisogno; dall’incredibile perseveranza nel far funzionare il suo matrimonio con Sam, nonostante si fosse rivelato una persona priva di raziocinio in più di un’occasione, agli altalenanti ed indefiniti sentimenti che prova nei confronti di Nate, per finire, poi, all’indomabile senso di responsabilità che sente nei confronti dei suoi tirocinanti, cosa che, come abbiamo già potuto constatare, la spingerà a fare l’impossibile, pur di proteggerli.

La tematica moralista della colpevolezza o meno dei clienti di Annalise non viene toccata se non in superficialità; è di fondamentale importanza non essere innocenti, ma ammetterlo chiaramente quando non lo si è. E mentre il mondo crede che Annalise stia cercando di difendere i propri clienti e giustificarne la colpevolezza, in realtà non sta facendo nient’altro che giustificare se stessa.

how-to-get-away-with-murder-2x03-2Inconsci di tutto questo vorticoso turbinio interiore, i 5 Keating conducono delle vite piuttosto semplici, regolari: Connor sembra essere davvero cambiato e pronto ad una relazione seria con Oliver; Laurel è fortemente decisa a conoscere meglio Frank e a poter instaurare con lui un rapporto che non sia esclusivamente sessuale; Michaela cerca di rifarsi una vita dopo Aiden ed incappa nel fratellastro di Rebecca (anche se lei ancora non lo sa, ma noi sì!); Asher lascia inspiegabilmente Bonnie e chiede aiuto all’eterea figura del padre, aprendo una nuova e misteriosa finestra su di un’altra ragazza, e Wes… beh, Wes è ancora alla ricerca di Rebecca e, a quanto pare, di nuovi alleati. La fiducia riposta nel suo mentore e nella sua guida, nel suo protettore e nella sua madre adottiva, Annalise, sta scemando col passare del tempo. Da un lato abbiamo il fratellastro di Rebecca, “Egg”, deciso quanto lui a volerla ritrovare; dall’altro, Nate, ma ciò che hanno in mente, ancora non ci è dato di sapere.

 Tutti coloro che credevano di essere fuori dal circolo vizioso di Annalise Keating… ne saranno risucchiati ben presto, di nuovo.

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2.03 - It's Called Octopus
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mmorìn92

Amo i libri, il cinema, la fotografia, l'arte, l'architettura e soprattutto...i telefilm! Amo, insomma, la vita. Ma una "biographical info" sarebbe davvero troppo riduttivo per descrivermi. Lascio quindi a voi l'ardua sentenza! https://www.facebook.com/MorinPhotographer?fref=ts

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