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Castle - Detective tra le righe

Castle, il signore in giallo

Il panorama telefilmico USA sta vivendo uno dei suoi momenti di massimo splendore: l’offerta è talmente vasta che la domanda quasi non riesce a starle dietro. Così molte serie nate su solide premesse, innovative curiose e fantasiose, vengono cancellate dopo una o due stagioni (basti pensare alla sfortunata Pushing Daisies o a Life) mentre altre, nate come “tappabuchi” estivi e senza molte pretese, riescono a guadagnare una fetta di solidi aficionados. E’ questo il caso di Castle, targata ABC, che dopo i soddisfacenti ascolti dell’estate appena trascorsa – circa 9 milioni di spettatori – è stata promossa alla seconda serata autunnale per una nuova stagione.

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Di per sé la serie non porta nessuna idea nuova: un detective della polizia del NYPD e uno scrittore, insieme per forza, con i conseguenti contrasti del caso. Lo scrittore è Richard Castle – l’affascinante e sottovalutato Nathan Fillion giallista, sciupafemmine e in crisi creativa dopo aver ucciso il protagonista dei suoi romanzi. Vive in un appartamento di proporzioni gigantesche – fantastiche le scene in cui tira di scherma in salotto o gioca alla guerra con le armi laser – con una madre decisamente eccentrica e una figlia adolescente, che sembra riuscire a tenere insieme con maturità i fili di questa disfunzionale famiglia. La bravura di Fillion sta soprattutto nel trasformare un personaggio potenzialmente antipatico – sbruffone, straricco, viziato – in una di quella facce da schiaffi che è impossibile odiare. Il detective della polizia di New York è Kate Beckett – interpretata da Stana Katic – dura, integerrima e decisamente indipendente. Nel corso della serie si scopre che lo scudo difensivo che mostra al mondo è conseguenza di trauma subito durante la sua giovinezza, scudo che solo la testardaggine di Castle riesce a scalfire, almeno in superficie. L’occasione di incontro-scontro tra i due è una serie di omicidi che ricalcano in modo preciso alcune scene dei libri di Castle. Coinvolto dapprima come sospetto, poi come consulente, il buon Richard aiuta nella soluzione dell’indagine e annoiato e nullafacente intravede nella collaborazione con la squadra di Beckett un’occasione per ritrovare lo stimolo alla scrittura. Così sfruttando il suo fan più importante, il sindaco, riesce ad inserirsi nella squadra, non senza la profonda irritazione iniziale della detective, la quale diventa anche ispirazione per la protagonista del nuovo filone romanzesco, la poliziotta Nikki Heat. Come detto la serie non porta molto di nuovo: c’è la contrapposizione dei caratteri e viene calcato il filone del consulente esterno – di solito genio e sregolatezza e tanto in voga in questo periodo – che senza distintivo o pistola risolve casi complicati. I primi riferimenti che vengono in mente sono Fringe e forse ancora di più The Mentalist, ma se da una parte il sorriso di Simon Baker e il carisma del suo personaggio Patrick Jane riescono a caricare sulle spalle l’intero show, con Castle le dinamiche sono fortunatamente più corali. E questo dà modo allo spettatore di affezionarsi gradualmente al personaggio e a “preoccuparsi” per loro, cosa che in un certo senso si fa più fatica a fare con gli show citati in precedenza. E’ come si rimanesse un senso di freddezza e distacco (ovviamente questo può variare da persona a persona). Qui la scena è quasi equamente divisa tra Fillion-Castle e Katic-Beckett, e c’è da dire che i siparietti creati appositamente per i due sono uno dei punti di forza della serie. Ovviamente in ogni serie in cui si contrappongono un carattere maschile e uno femminile l’atmosfera è caricata di una tensione erotica inespressa, quella tanto per dire alla Mulder e Scully che ci hanno fatto dannare per 10 anni, prima di vedere un bacio. Queste strizzatine d’occhio maliziose aiutano a mantenere viva l’attenzione e a far crescere il legame che si va via via creando tra i protagonisti. Ma in questo dualismo si inseriscono perfettamente anche i caratteristi, i personaggi secondari ma ben definiti che aiutano a creare il contorno alla serie. Mamma Castle (una divertentissima Susan Sullivan), ex attrice di Broadway che vive ancora gioiosamente nel ricordo dei fasti passati e Alexis Castle (Molly Quinn), quindicenne figlia dello scrittore che sembra essere l’unica con la testa sulle spalle in una famiglia così bizzarra. La pecca che, a mio parere, zavorra un po’ la serie è la complicatezza dei casi. Probabilmente il tono leggero, la sdrammatizzazione continua – anche nei momenti di massima tensione – hanno fatto pensare agli sceneggiatori che lo si potesse scambiare per un telefilm comico. Le indagini diventano così molto arzigogolate e con uno schema ben preciso che vede l’accusa progressiva di due, tre personaggi molto sospettabili, salvo poi scoprire che la verità era tutt’altra. Solitamente chi guarda un telefilm poliziesco vuole cercare di indovinare il colpevole, soprattutto attraverso un procedimento logico, con indizi graduali e che man mano permettano di mettere tutti i tasselli al loro posto. Questo continuo scombussolamento delle carte in tavole, per altro in certi momenti anche molto veloce, rischia di far perdere troppo il filo, innervosendo chi guarda. A metà strada tra la Signora in giallo (anche se Richard Castle non porta tutta la sfiga di Mrs Fletcher) e Moonlighting la serie si distingue per la brillantezza e la rapidità dei dialoghi, mai banali, nonché per la realistica alchimia che si è creata tra i due protagonisti. E considerando che la serie con Cybill Sheperd e Bruce Willis dopo 30 anni è ancora in grado di divertire, questo paragone non può essere che un complimento. La chicca del pilot è la partita a poker di Castle con gli scrittori – veri – James Patterson e Stephen J. Cannell che si sono prestati al gioco con molta autoironia. Curiosa infine l’iniziativa di merchandise della ABC che durante l’estate ha rilasciato i capitoli del “nuovo romanzo” di Richard Castle, con protagonista Nikki Heat, scaricabili settimanalmente dal sito ufficiale fino ad arrivare alla premiere del 21 settembre (il libro sarà poi acquistabile in forma cartacea). A presto con la seconda stagione.

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