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Cinema

27 Gennaio: Il Cinema come testamento della Memoria

“Memoria”. Prendendo un dizionario della lingua italiana, sono tante le accezioni che questo termine può assumere. Ad interessarci maggiormente oggi, 27 gennaio, è quella memoria definibile come capacità di conservare e rievocare mentalmente le esperienze passate, di riconoscerle come tali, di collocarle nello spazio e nel tempo. Quello che i dizionari non aggiungono alla definizione è la funzione della memoria stessa: l’importanza di imparare dalle esperienze passate ed evitare che quelle più negative vangano ripetute.

deep2Una delle arti più significative nel dovere del ricordo è sempre stata la letteratura: testimonianza scritta di esperienze, storie. La parola che resiste al tempo, tramanda i fatti e aiuta le generazioni a tener vivo un evento. A scrivere la storia. In epoca moderna, la letteratura ha contribuito alla nascita di una nuova arte, la cosiddetta settima, il Cinema. Sebbene in tanti, troppi, considerino questo settore un mero intrattenimento, è indubbia l’importanza che esso abbia nell’informare, nell’evocare, nel tramandare e raccontare degli eventi.

A volte in maniera verosimile, altre in modo crudo e realista, sono molte le pellicole che dal 1945 in poi hanno raccontato l’orrore dell’Olocausto, contribuendo a far conoscere al mondo intero delle mostruosità che ancora oggi alcuni hanno il coraggio di negare o dubitare di veridicità.

Uno dei capolavori assoluti del genere è Schindler’s List, di Steven Spielberg. Ovviamente tratto da un romanzo, sublimandone la forza evocativa nelle coscienze degli spettatori, il film è di fatto un Cult, uno di quelli che bisogna aver visto assolutamente una volta nella vita. Altra importante pellicola,  vincitrice di valanghe di premi come la precedente, commuovendo le platee di tutto il mondo è La vita è bella di Roberto Benigni che fa del suo punto di forza una narrazione più tenera, senza bisogno di calcare la mano su vicende già estremamente orripilanti, focalizzandosi sull’Amore di un padre nel tutelare l’infanzia del suo piccolo in un contesto  – quello di Auschwitz – che priva l’uomo della sua umanità, non risparmiando nessuno, neppure i bambini.

Sempre più numerose le opere a tema prodotte negli ultimi anni. Ricordiamo i premiatissimi Il Pianista di Roman Polanski, The Reader di Stephen Daldry; oppure i successi di pubblico come Il bambino con il Pigiama a Righe, Vento di Primavera o La Chiave di Sara. Pellicole uniche, che si focalizzano su vicende meno note, a volte un po’ romanzate, conservando sempre quella funzione di testamento umano per non dimenticare.

deep3L’Orrore vissuto dal popolo Ebraico raccontato sempre con diverse tecniche, differenti punti di vista. E non dimentichiamoci che coinvolti nella “Soluzione Finale”  – volta a imporre il predominio dell’utopica razza ariana –  vi erano anche zingari, disabili, comunisti, testimoni di Geova e omosessuali. Ed anche il Cinema ce lo ricorda, in film come Bent di Sean Mathias, con Clive Owen, Jude Law, Ian McKellen e Nikolaj Coster-Waldau, storia di sopravvivenza – e d’amore –  a Dachau tra una “stella gialla” (il marchio di identificazione per gli ebrei) e un “triangolo rosa” (altro triste simbolo di identificazione per gli omosessuali).

La Giornata della Memoria dev’essere per ogni essere umano uno spunto di riflessione a non commettere l’errore più grande: discriminare e pensare che qualcuno possa essere inferiore ad un altro. Ognuno di noi, nella sua diversità, è prezioso alla società e merita il rispetto e il diritto alla Vita e alla Dignità. E anche il Cinema contribuisce a ricordarcelo.

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