
Better Call Saul: Recensione dell’episodio 2.10 – Klick
Nella recensione dello scorso episodio di Better Call Saul, Winny aveva fatto un ottima analisi, tracciando un parallelo in questa faida tra fratelli tra Chuck come un meno candido Abele e Jimmy come un meno feroce Caino. L’analisi era ottima, ma non mi aveva convinto. Come non mi aveva mai convinto la presunta innocenza di Chuck, costretto a comportarsi così a causa del brutto modo di essere del fratello.
Chuck è sempre stato Caino. La rappresentazione è quella di un classico fratello maggiore, misurato, sgobbone, competente che vede il fratello svagato riuscire in “qualche modo” che è sempre allegro e che viene amato e coccolato più di lui dal padre, dalla madre e praticamente da chiunque nella sua vita. Un uomo come Chuck non capisce, non si dà per vinto, ma è un apatico sentimentale, non riesce a concepire cosa sia l’affetto e lo trasforma, lo porta a degenerare in un odio e in una voglia di distruggere ogni ambizione e stilla di felicità nel fratello, per un semplice motivo: non perché il fratello sia pericoloso, ma perché lui, Chuck Mc Gill se la merita di più, perché è più responsabile, più impegnato, più preparato e se non può essere lui il centro dell’attenzione non deve assolutamente esserlo Jimmy.
Chuck vuole distruggere Jimmy, non per via di Mesa Verde, ma da molto più lontano, dall’infanzia. Lo poteva sopportare finché era un perdente, uno scarto della società, ma non può minimamente accettare che possa esserne un membro accettabile, felice, indipendente e amato.
Il suo odio monta e cerca di travolgere ogni cosa e rischia di esserne travolto lui stesso.
No, Chuck non era furioso per l’errore commesso, non era furioso per il cliente perso, era furioso perché Jimmy gliel’aveva fatta sotto il naso e quindi la sua furia diventa cieca, ancora maggiore di quella che ci riferisce il povero Ernesto, tanto da approfittare dell’affetto del fratello per portarlo a quel drammatico momento di confessione registrato.
Lo sappiamo, noi spettatori di Breaking Bad, che nel futuro di Saul Goodman non ci sarà Kim e non ci sarà Chuck. La china del dramma sta sempre più palesandosi davanti a noi e l’odio di Chuck ne è il motore principale. Non che Jimmy sia un pezzo di pane, ma in fondo al cuore è ancora un buono, un furbetto, ma buono, anche se sappiamo che non lo sarà per sempre.


Se nella parte dedicata a Mike si sostanzia la perfezione tecnica di Gilligan, nella parte dedicata ai fratelli McGill viene ancora una volta evidenziata la bravura attoriale di entrambi che reggono delle scene, altrimenti “povere”, con la loro capacità istrionica e la presenza scenica dirompente.


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La scena della confessione registrata di Jimmy e quella di Mike che viene interrotto mentre prendeva la mira sono ottimi preludi alla terza stagione dove ne vedremo delle belle. Secondo me entrerà in scena sia Gus Fring e l’agente infiltrato della DEA Nacho..
Di Gus Fring anche la pagina facebook ufficiale di Netflix l’ha confermato
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Spero che gli sviluppi della trama prevedano un epilogo catastrofico per Chuck, raramente ho odiato un personaggio quanto lui.