
The Walking Dead: recensione dell’episodio 3.15 – This Sorrowful Life
Quando abbiamo cominciato a vedere The Walking Dead pensavamo di vedere una serie sugli zombie. Che ingenui. The Walking Dead dimostra episodio dopo episodio – soprattutto in questa stagione – che è molto di più. Sono i viventi i veri protagonisti dello show, i sopravvissuti, come hanno affrontato il nuovo mondo che si presenta davanti ai loro occhi, e la loro vita dolorosa.
Comincia questo penultimo episodio della terza stagione e ci bastano pochi secondi, un paio di battute, per capire quanto siano cambiati i nostri protagonisti.
Rick informa Herschel e Daryl di aver deciso di dare Michonne in pasto al Governatore e riceve come risposta un “questo non è da noi, amico” da Daryl. Come dicevo, pochi secondi per dimostrarci l’ennesimo passo verso il baratro del “gentile poliziotto” e, parallelamente, un Daryl sempre più onesto e umano.
Ma Rick non era stato proprio il primo a capire che il Governatore li avrebbe comunque uccisi? Cosa gli ha fatto cambiare idea? Si sta aggrappando all’ultimo briciolo di speranza che gli rimane, sforzandosi di credere, ingenuamente, che la guerra possa essere evitata?
E se stai per fare una cosa orribile, a chi chiedi aiuto? All’uomo peggiore che conosci, naturalmente, in questo caso Merle, impegnato a cercare marijuana e anfetamine per sballarsi.
Proprio quando pensiamo – ma neanche poi tanto – di aver perso il nostro eroe, dopo l’ennesima apparizione di Lori, Rick sembra ritornare in sé e cambia idea. Per quanto possa essere cambiato, Rick resta l’uomo buono, onesto e giusto che abbiamo imparato ad amare. Anche Merle aveva previsto il cambiamento di idea di Rick e decide di pensarci lui a difendere la prigione e cattura Michonne per portarla dal Governatore. “Così andava fatto. Solo io potevo […] Sta a me farlo.“




Ormai stanco del peso della responsabilità che lo sta opprimendo, Rick raduna tutti per un discorso, molto diverso da quello fatto nel finale della scorsa stagione. È tornata la democrazia, si decide insieme come vivere e come morire, se lasciare la prigione o restare e combattere.
Nessuna notizia di Andrea, direi per fortuna, per cui immaginiamo sia ancora rinchiusa nella sala delle torture dell’amato.
Come al solito, The Walking Dead ci ha proposto la quiete prima della tempesta, la calma – più o meno – che precede il grande evento del finale di stagione. La guerra.










