Killing (The)

The Killing: recensione dell’episodio 3.07 – Hope Kills

Premessa d’obbligo: ho sempre ritenuto le critiche a The Killing esagerate, soprattutto in questa stagione perché fino allo scorso episodio avevo apprezzato lo sforzo che era stato fatto dagli sceneggiatori nel pulire le trame e renderli lineari; anche le piste sbagliate che in The Killing sono il marchio di fabbrica non le ho mai considerate un punto negativo dello svolgimento della trama bensì una sottolineatura all’autenticità di una serie che si prefigge di rappresentare in modo realistico le indagini della polizia. Tutto ciò resta, ma dopo la visione di questo capitolo ho dovuto ammettere, soprattutto a me stessa, che, come ha spiegato Daniele prima di me, questa stagione di The Killing ha qualche problemino!

The Killing_307-bGiunto a otre la metà di stagione la trama principale appare piuttosto vacua con una serie di leggerezze e sviste a volte addirittura imbarazzanti. Ragioniamo: che il pastore Mike avesse qualcosa da nascondere a me è sembrato chiaro dal secondo episodio, da quando Holder e Linden arrivano al rifugio.  Apparentemente anche a loro, il tizio pare sospettoso sin dall’inizio, Holder, infatti, fa più di  una battuta sul tatuaggio.

Dopo vari giorni d’indagini che hanno riguardato tutt’altro, però, si ritorna al punto di partenza e solo ora Holder decide di far controllare il tatuaggio, segno di riconoscimento che si rivela poi utilissimo per conoscere la verità. Il pastore Mike non è chi dice di essere, è già passato nel sistema, infatti, e per quale reato? Sequestro di minore! Tutto farebbe pensare che il colpevole sia ormai stato individuato, ma conoscendo The Killing è molto probabile che non sarà così o, per lo meno, questa non è tutta la verità. Potrebbe aver rapito sia Callie sia Lirik per proteggerle dal vero assassino? Non dimentichiamoci, inoltre, un tassello essenziale della trama orizzontale: Joe Mills. Se è certo che Mills è l’artefice dei filmini, in cui sono protagoniste le ragazze scomparse, e, di fatto, anche il loro protettore non sappiamo come e se è legato anche agli omicidi, in qualche modo, sicuramente, sarà coinvolto con la vicenda, poiché il cellulare di Callie era in suo possesso. Molti quesiti che non sono un punto negativo, come dicevo sopra; la serie mostra sempre un buon ritmo e molta dinamicità, il problema è che, giunti al settimo episodio, sembra tutto poco incisivo e soprattutto i nostri detective preferiti sembrano un po’ addormentati e poco intuitivi. Perché Holder controlla il tatuaggio solo ora, se lo aveva notato addirittura nel primo episodio?  Mi è sembrato solo un espediente per tirare avanti la storia e basta!

The Killing_307-aSe come dicevo, non ci sono certezze e cose chiare, una cosa l’abbiamo stabilità: la palma d’oro come peggior madre viene ceduta, in questa stagione, da Linden alla madre di Callie senza ombra di dubbio. Vedere questa donna che si affanna a cercare la figlia dopo averla sbattuta letteralmente fuori di casa e averla obbligata, alla prostituzione è veramente triste quanto realistico, soprattutto in un ambiente disagiato nel quale questa terza stagione è ambientata. Quella di peggiore padre va senza dubbio al secondino Becker che non si sa con quale intento educativo, porta il figlio appena adolescente in “gita” alla prigione per vedere dove sarà impiccato Ray Seward.

The Killing_307-fPer quanto riguarda la trama Seward/prigione devo fare una breve considerazione, secondo me essenziale, anche per valutare la stagione nel suo complesso. The Killing era stato, di fatto, cancellato, poi AMC grazie all’intervento di Netflix con cui divide i costi di produzione, a gennaio ha rinnovato la serie; da quel momento al primo ciak del 25 febbraio è passato pochissimo. La trama di Seward è stata ideata e girata, soprattutto, come un troncone a parte da unire in fase di post produzione al resto della trama. Questa netta divisione (voluta) si nota e un po’ spezza la narrazione generale, nonostante sia interessante soprattutto grazie alla grande prova di Peter Sarsgaard. La scena in cui deve pesarsi così che si stabilisca il giusto contrappeso durante l’impiccagione è spettacolare: The Killing_307-dintensa, toccante e a dir poco sconvolgente. Soprattutto sapendo ormai con certezza, che Seward è innocente del delitto del qual è accusato.

Ecco, come dicevo, bisogna valutare tutto questo per giudicare la stagione in corso, questo non significa che dobbiamo essere clementi con Vena Sud e company perché hanno avuto poco tempo per scrivere e girare la stagione, ma avere forse un po’ di pazienza e arrivare fino alla fine per capire veramente qual era l’idea complessiva e soprattutto in che punto le due trame s’incontreranno e si amalgameranno.

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