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The Following: Recensione dell’episodio 1.03 – The Poet’s Fire

Giunti al terzo episodio di The Following, la struttura narrativa della serie appare abbastanza chiara ed è anche tipica della scrittura di Kevin Williamson. Possiamo sicuramente affermare che il rischio follower of the week che tanto spaventata dopo il pilot è stato in parte scongiurato; la struttura dell’episodio, infatti, risulta abbastanza omogenea tra la parte dedicata al follower dell’episodio e gli sviluppi riguardo il culto di Carroll in generale.

Grazie all’uso dei flashback ormai, abbiamo abbastanza chiaro, forse anche troppo, che tipo di potere Carroll ha sui suoi adepti; persone deboli, asociali o nel caso di Emma, Paul e Jacob sociopatiche che cercano di sentirsi accettate, sono rassicurate da quest’uomo carismatico che li invita a rifiutare la morale convenzionale che è la catena che li intrappola e non permettere di esprimere il proprio essere.
L’episodio The Poet’s Fire però è forse il più debole di quelli visti sino ad ora, la storia di Rick Kester il killer con ma la maschera di Poe che sul finale dello scorso episodio aveva arso un uomo, altri non è che un piromane follower di Carroll che ha scelto di vendicarsi dei critici che hanno espresso parere negativo sul libro pubblicato durante la carriera accademica del professore. Kester, non può essere definito neanche personaggio marginale, è del tutto assente  qualsiasi approfondimento. Sia lui, sia la moglie, non sono che dei semplici burattini nelle mani di Carroll, mentre le premesse nel primo e secondo episodio avevano gettato le basi perché si parlasse di culto, quindi di motivazione profonde e radicate che spingevano queste persone a sentire affinità con il professor Carroll. La parte un po’ più interessante riguarda invece i tre psicopatici in campagna aka Emma, Paul e Jacob.

The Following_JacobPaulJacob e Paul, fingendosi una coppia per anni, hanno instaurato una sorta di relazione che prescinde le etichette; neanche loro sanno bene come definire il sentimento che li lega, tanto che Paul, stanco della situazione e geloso del rapporto di Emma e Jacob, decide di testare se stesso; riesce ad abbordare una povera cameriera, che poi rapisce e porta alla casa, spiegando che è stanco di essere il terzo incomodo.  Mentre Emma sembra, sin dall’inizio, la più pericolosa e instabile di tutti, dopo quello che Paul fa alla povera cameriera potrebbe guadagnarsi un primo posto nella classifica del più schizzato, ma  nel suo personaggio c’è, apparentemente, maggiore approfondimento. Cresce nello spettatore la curiosità di saper sia cosa succederà e soprattutto cosa ha portato i tre a diventare follewers di Carroll; inoltre, la dinamica che esiste tra Jacob e Paul crea una sorta di empatia, sopratutto nei riguardi di Paul che appare evidentemente confuso dai suoi sentimenti, creando dei chiari scuri molto interessanti che se sviluppati potrebbero colmare il difetto forse più grande della serie che riguarda proprio la scrittura dei personaggi, tutti abbastanza stereotipati e piatti. Emma, che è la seconda al comando dopo Carroll, appare proprio la meno sfumata, descritta sino ad ora come una frustata ragazza insicura che grazie a Carroll trova il coraggio di riscattarsi, divenendo una cieca e fredda omicida della quale però non si capiscono le azioni.

L’episodio si risolleva in chiusura, quando avvengono due fatti abbastanza interessanti per gli sviluppi futuri: il primo è la morte dell’agente Reilly durante una colluttazione in casa dei coniugi Kester. Reilly muore dissanguato in pochi minuti dopo essere stato accoltellato da Maggie. La morte è abbastanza inaspettata perché l’agente faceva parte del team fisso che indaga sui Followers di Carroll, ma che ci tocca  per niente poiché non sapevamo proprio nulla dell’agente in questione. La cosa più interessante è, però, il video che Emma &co. mandano a Claire: vediamo i seguaci di Carroll che tentano di socializzare Joey alla violenza, partendo dall’uccisione di animali indifesi, generando una reazione isterica in Claire. Piccoli Dexter crescono.
The FollowingIn conclusione l’episodio è abbastanza deludente, gli elementi interessanti introdotti nell’episodio pilota e poi nel secondo sembrano essersi persi, lo show nelle sue premesse sembrava voler essere più maturo e serio mentre appare sia nei discorsi ripetitivi di Carroll nei flashback che nelle azioni dei followers abbastanza prevedibile e poco originale, sono evidenti anche una serie d’ingenuità come inviare l’agente Reilly da solo a difendere Maggie Kester sapendo che quasi sicuramente sarebbe arrivato il marito. Kevin Williamson riprenditi subito!
La colpa di queste aspettative disattese è anche della pubblicità che ha preceduto la serie, che aveva dipinto The Following come un Thriller spietato dal contenuto altamente violento. Questa, ovviamente non vuole essere una bocciatura totale alla serie, episodi non convincenti capitano anche ai migliori show, la speranza è che arrivi qualche inaspettato colpo di scena che rimescoli un po’ le carte.

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