Recensioni Serie Tv

Rizzoli & Isles – 1.01 – 1.04

TNT we know drama. Ed effettivamente non  si può dar loro  torto.

Dopo aver sfornato quella perla che è The Closer  e una serie di altri prodotti interessanti (Leverage, Saving Grace) oltre ad essere diventati i miei eroi personali per aver garantito una terza stagione alla bellissima Southland, ecco che con un certo coraggio si cimentano in una nuova serie poliziesca Rizzoli & Isles, tTra l’altro in periodo estivo.

Coraggio innanzitutto perché è l’ultimo di una serie infiinita di  cop-drama che spuntano ormai ovunque. E’ vero che è un genere che piace molto, ma stiamo rasentando l’abuso.

Coraggio in secondo luogo perchè, con pochissimi precedenti alle spalle (mi vengono in mente le Charlie’s Angels o Cagney & Lacey), protagoniste sono due donne. Le due sono legate da un profondo rapporto di amicizia ma non potrebbero essere più diverse.

Jane Rizzoli (Angie Harmon reduce dello sfortunato Women’s Murder Club)  in stile molto tomboy, dura, disincantata, estroversa  è una detective della polizia di Boston, di origine italiana, con annessa famiglia fracassona alle spalle. Ha quella punta di cinismo che il suo lavoro le ha costretto ad usare, così come ha una parola sarcastica per tutti, anche per la sua amica Maura. Pian piano però scopriamo anche che questa armatura nasconde un animo buono. Nel passato Jane è stata sequestrata da un serial killer, che l’ha quasi uccisa e le ha comunque lasciato cicatrici fisiche sulle mani e psicologiche nell’animo. La vicenda viene ripresa nel pilot della serie e per altro si esaurisce lì.

Maura Isles (Sasha Alexander, compianta agente Todd di NCIS), anatomopatologa,  al contrario è invece molto femminile, veste in modo ricercato, è perfetta su qualsiasi scena del delitto con il suo tacco 10, non ha un bavero fuori posto e ha quel sottofondo di control freak che già sulla carta la rende divertente. Vive con una tartaruga testuggine Bass, sa tutto di qualsiasi cosa, ma è  anche agorafobica e diffidente verso il genere umano tanto da preferire la compagnia dei suoi cadaveri.

Di lei non sappiamo ancora molto, ma questo rispecchia il suo carattere più introverso rispetto all’esuberanza di Jane. Di sicuro diagnosticare malattie al primo appuntamento non è certo il massimo!

La caratterizzazione dei personaggi mi è sembrata inizialmente troppo spinta, quasi a livello caricaturale tanto era rimarcata. Poi o mi sono abituata oppuire l’hanno un pochino sfumata, permettendomi di affezionarmi ai personaggi.

Una coppia apparentemente mal assortita che sullo schermo funziona in modo realistico. Oltre al copione che spinge verso quella direzione c’è da dire che le due attrici dimostrano una buona alchimia che rendono credibile il loro rapporto.

La serie è stata ben recepita negli USA con ottimi risultati d’ascolto tanto da far annunciare, dopo appena tre puntate, il rinnovo per una seconda stagione.

C’è da dire che Rizzoli & Isles non inventa nulla di nuovo. I casi polizieschi sono simili a centinaia di altri visti nell’ultimo decennio. Boston non è una città così particolare che possa presentare filoni peculiari e distintivi. Insomma se mi dovessero domandare qual è il cop show di riferimento (finiti i vari NYPD, the Wire, the Shield) in questo momento risponderei The Closer, dove si denota una solidità di scrittura, non solo nei dialoghi ma anche nella parte poliziesca, che (dovrebbe) fa(re) invidia a moltissime altre serie in circolazione.

 

Vedendo le prime quattro puntate, credo che a conquistare il pubblico sia stata innanzitutto la presenza di due donne e poi il brio e il taglio vagamente comedy  dato all’ambiente, con Jane che deve lottare con la madre (una Lorainne Bracco che si è mangiata Dr Melfi ma non ha perso la sua ipnotica parlata O_O), lancia frecciate e sarcasmo a tutti e invece Maura che con le sue idiosincrasie e le sue stranezze risulta un personaggio imprevedibile.

Il tutto contornato da una serie di comprimari credibili e che aggiungono ancora più divertimento.

Curiosità, i personaggi di Rizzoli e di Isles non sono nati sullo schermo, ma sulla carta. Sono infatti le protagoniste, seppur in due filoni separati, dei romanzi di Tess Gerritsen. Di fatto Jane e Maura si sono solo incrociate nei libri mentre nella serie tv hanno un rapporto di confidenza molto stretto.

Molto carina anche la sigla, in stile irish, in cui si riconoscono foto di gioventà della Harmon e della Alexander. Gli episodi sono autoconclusivi e non si intravede al momento la minima traccia di trama orizzontale. L’unico spiraglio (il serial killer che aveva ferito Jane) si è esaurito nel pilot. Ma non necessariamente questo è un male.

Da vedere? Io direi proprio di sì.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Pulsante per tornare all'inizio