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Otto giorni che vale la pena vivere

Una trama mozzafiato, un montaggio serrato, una regia originale, un’interpretazione impeccabile. Tutto questo e molto di più è “24”, la serie che vede come protagonista indiscusso l’agente del CTU, Jack Bauer (Kiefer Sutherland).

Per chi non lo sapesse, “24” è la serie che narra in tempo reale (24 puntate corrispondono a 24 ore di una giornata e c’è un counter a ricordarci che ore sono, praticamente la firma registica insieme allo split screen) l’operato del CTU, un’unita speciale antiterrorismo, impegnata ogni stagione a scoprire e sventare una minaccia al Paese (bomba nucleare, assassinio del presidente degli Stati Uniti, rivelazione di segreti di Stato, la scelta è ampia). Satelliti, telecamere, intercettazioni, elicotteri, armi, information technology, tutto diretto a far saltare i piani dei terroristi (cinesi, russi, mediorientali, a volte americani) volti a piegare la superpotenza americana.

Sebbene negli States la serie abbia sempre dato le dovute soddisfazioni in termini di ascolti (in Italia invece è stata massacrata da Retequattro con una programmazione saltuaria e casuale, oltre che sempre collocata intorno alla mezzanotte), nella sesta stagione si avvertiva un leggero calo di tensione. Dopo cinque giorni/stagioni decisamente concitati, la trama è risultata più farraginosa, anche perché la pervicacia di Bauer unita ai mezzi che-tutto-possono del CTU rischiavano di far pendere la bilancia della giustizia sempre a favore dei buoni, praticamente onnipotenti. Occorreva assolutamente cambiare registro. E nelle ultime due stagioni gli autori hanno così rimesso tutto in discussione. Un grande rischio, certo, ma che è valso decisamente la pena correre.

 

 

Day 7

La settima stagione ha rivoluzionato la serie. Il CTU è stato smantellato, Jack è sotto processo. A tenere le redini dell’intera sicurezza è l’FBI, in cui sono stati ricollocati alcuni agenti del CTU.

E qui il colpo di genio: mettere a confronto le due intelligence. Siamo stati sempre abituati a pensare all’FBI come al servizio di sicurezza più efficiente. Ma qui il confronto è davvero impari.

Con le prime cinque stagioni abbiamo capito che il CTU è veloce, mentre l’FBI è lenta; se il CTU utilizzava una tecnologia fantascientifica, l’FBI sembra adesso che lavori avvalendosi di una calcolatrice Casio.

Non è solo una questione di dotazioni. La questione è anche di metodo, quasi etica. Il punto è che se per il CTU i terroristi di turno andavano fermati “a tutti i costi” (motivo per cui è stato chiuso), all’FBI tutto va fatto rispettando i diritti degli indagati e dei colpevoli, seguendo le gerarchie e le procedure in modo pedissequo, anche a costo di non raggiungere il risultato. Due visioni del mondo che si confrontano, spesso si scontrano, confondono le coscienze e annebbiano le valutazioni. La vita di 20 terroristi vale meno di quella della persona da salvare? Il presidente degli Stati Uniti va tenuto al corrente di tutte le informazioni anche a costo che paralizzi le missioni? In sostanza un dilemma macchiavellico: il fine giustifica i mezzi?

Day 8 (attenzione spoiler)

Un bivio che si ripropone alla potenza nell’ottava stagione. Il CTU è stato riaperto è superfantatecnologico e ha sede a New York. È possibile accedere a qualsiasi informazione, in qualsiasi posto, in qualsiasi momento ed in tempo reale. Non è stato mai così facile trovare la collocazione di cose e persone ovunque nel mondo, accedere ai sistemi informatici di qualunque struttura e paese, ascoltare le conversazioni di chiunque e, ciliegina sulla torta, avere a disposizione un piccolo esercito di droni che sorvolano le teste di un’ignara popolazione. E l’intuizione, la “pista da seguire”, l’istinto che fine hanno fatto? Tranquilli, c’è sempre Jack a ripristinare l’equilibrio anzi, a sparigliare le carte, insieme alla sua fidata assistente interna al nuovo CTU, Chloe, l’unica di cui ci si possa fidare sempre e comunque, anche quando le talpe si moltiplicano, anche se il presidente degli Stati Uniti ha impartito un ordine contrario alla missione ammazza-tutti di Jack. Le richieste di Jack a Chloe sono più o meno di questo tenore: “Chloe 15 anni fa ho perso l’ago in un pagliaio dell’Arkansas, trovamelo immediatamente!”, “Chloe aprimi la cassetta di sicurezza numero 15 della banca-fortezza di Ginevra”, “Chloe fai nevicare alle ore 15.18 sopra la testa dei terroristi islamici che vendono kebab sotto casa del presidente”. E lei, acida quanto preparata, resistente quanto capace, polemica quanto geniale lo fa senza battere ciglio. E subito. Perché la differenza, anche in un mondo spietato come questo, la fanno la fiducia e l’amicizia tra colleghi del CTU, così come tra i presidenti degli stati firmatari di un trattato di pace.

Alla soglia della firma di un trattato di pace epocale, la più integerrima presidente che gli Stati Uniti abbiano mai avuto (forse più di David Palmer, capo di stato di colore ante litteram delle prime stagioni), che nella stagione precedente aveva persino sbattuto in prigione sua figlia per reati contro lo Stato, cede alla vanità (?) e alla possibilità di cambiare le sorti del mondo ma scende miseramente a compromessi. Fino a quando (10 secondi prima della firma) si rende conto che troppe vite sono state spezzate, troppe bugie sono state raccontate (imbavagliando addirittura il quarto potere), che un trattato di pace non avrebbe effetti senza che ci sia una rapporto di fiducia vero tra paesi. E questo chi glielo ha fatto capire? Ovviamente Bauer che, annebbiato dalla sete di vendetta nei confronti dei mandanti dell’assassinio della sua metà, Renee Walker (ex agente FBI convertita ai metodi pirateschi di Jack), rinsavisce e convince madame president.

Una serie arrivata al termine, contemporaneamente cronaca e letteratura, che ha offerto uno spaccato sul mondo dell’intelligence americana, che ha svelato i meccanismi torbidi della politica interna ed internazionale meglio di West wing, wikileads o di un’inchiesta del Times. Cosa c’è dietro una notizia? Cosa si nasconde nei meccanismi che portano a un trattato? Come nascono le guerre? Come viene eletto l’uomo più potente del mondo?

La verità e la giustizia trionfano a scapito del trattato di pace o delle sorti della presidente Taylor e della sua famiglia o di Jack Bauer, ormai fuggiasco.

L’ottavo giorno è giunto al termine, il counter segna 00.00.03, 00.00.02, 00.00.01, 00.00.00.

 

Bibiana

"Shakespeare once wrote that life is about a dream, and that's exactly how i live my life. From one dream to the next."

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