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Misfits

Misfits: Recensione dell’episodio 5.08 – Episode Eight

Sono passati cinque anni da quando il temporale è entrato nei nostri schermi facendoci scoprire (oltre una sfilza di poteri assurdi di cui non conoscevamo nemmeno l’esistenza) una serie gradevole, underground e graffiante mai vista fino ad allora nel palinsesto dei telefilm.

Se potessimo disegnare un grafico di gradimento di Misfits in questi cinque anni sono convinto che quello che ne consegue è una linea che crolla in maniera drastica dopo la voce “Quarta” e “Quinta” stagione, con deboli e disperati guizzi verso l’alto alla metà di quest’ ultima. Ma noi, sadici e fedeli spettatori abbiamo sempre sperato di vedere prima o poi questa retta salire verso l’alto per chiudere, in maniera dignitosa, questo bizzarro ciclo (forse un po’ troppo lungo) di eventi misfits 5x08che ci ha fatto innamorare dalla prima puntata. Speranza che si è poi frantumata dopo la visione di questo episodio che sembra voler seguire il manuale del “perfetto sceneggiatore inesperto” tra banalità ed eventi già visti. Anche Misfits (come Heroes) cade nel tranello del viaggiare nel tempo, un’arma a doppio taglio se non gestita bene. Questo concetto, già affrontato in maniera dignitosa nella terza stagione, offre un’infinita rete di porte da poter aprire ma, se gestito male, può far sembrare tutto ridicolo e controproducente. E’ il caso di questo episodio in cui Jess incontra un ragazzo che ha il potere di controllare il tempo e che la obbliga a vivere il futuro da lui disegnatosi al suo fianco con un figlio da accudire. Increduli di questa scelta, vediamo Jess non provare a lottare per sistemare la sua vita cancellata per un anno e la vediamo abbracciare il bambino per tutta la puntata come se nulla fosse. Tornata al centro per chiedere aiuto ai suoi amici scopre la prima scioccante ed esilarante evoluzione del personaggio Finley che ricopre ora il ruolo di assistente sociale tirocinante con tanto di “divisa” abbottonata fino al collo. Questa è una delle poche scene che mi ha fatto sorridere (non ridere eh) assieme alla visione del buon Rudy che ha accantonato la pulizia e la sobrietà nella disperazione per aver perso la tanto amata Jess.

Il gruppo si riunisce e scopriamo che l’anno passato non ha influenzato in maniera drastica la vita dei ragazzi; Alex è sempre dietro al bancone del bar e Abbey è alla ricerca di un lavoro, tra fregature e prese in giro. Intanto la storyline della Gang del Maglione ha portato i suoi frutti (forse in maniera un po’ troppo marcata) facendo gasare i nostri nuovi eroi che si nascondono nel centro sociale come normali ragazzi, sfogando la loro rabbia estrema verso chi non rispetta le regole civili del buon cittadino. Rudy due inizia però a insospettirsi della loro esagerata disciplina capendo che lo scopo della Gang è quella di uccidere chi non si comporta beneu4wugit1ylpn e non di punirli solamente. La goccia che fa traboccare il vaso è quando la Gang prova a uccidere Finn e per i nostri ragazzi è giunto il momento di passare al contrattacco unendo le forze. Questa parte del telefilm poteva forse fornire una chiusura epica per coronare la vittoria del gruppo e la loro voglia di riprendersi il centro sociale sconfiggendo chi non si comporta bene diventando per una volta loro stessi degli assistenti sociali, ma ancora una volta la delusione ha avuto la meglio sull’originalità. Il combattimento si alterna tra scene create con effetti speciali stile anni settanta (il ragazzo in volo) con risvolti disgustosi e impossibili (che ne dite di Alex che si inchiappetta al volo il ragazzo e cade illeso in un bidone della spazzatura?). I nemici però sono sconfitti uno a uno e anche quando la ragazza invisibile (nessuno si è accorto del doppione del potere della ragazza con quello di Simon della prima stagione?) muore schiacciata da un pianoforte, è giunta l’ora di vedere Rudy 1 e Rudy 2 unire le loro forze (e anime) sacrificandosi per uccidere la ragazza elettrica grazie a un rivolo di pipì. E dopo aver visto uno dei combattimenti peggiori sul pianeta Terra dobbiamo assistere alla più grande c****a di tutti i tempi: quando speravamo che tutto sarebbe finito così tra un misto di delusione e ribrezzo ecco Jess rovinare tutto obbligando il ragazzo a tornare indietro nel tempo con uno stratagemma al di sopra delle sue capacità mentali. Cancellati quindi questi quaranta minuti di schifo siamo impauriti di dover rivedere ancora una volta tutta questa commedia ma il tempo a disposizione per la visione della puntata sta finendo e tiriamo un sospiro di sollievo. Il lieto fine è dietro alle porte (sia per noi che per i due Rudy) e noi non possiamo far altro che chiudere per sempre le porte del centro di servizi sociali con una sola frase in bocca: ”Meno male!”.

misfitsNon me la sento di elencare ancora una volta le ragioni del mio rammarico per questa involuzione della serie; già espressi molte volte nelle mie scorse recensioni, i miei pensieri non sono mutati dopo la visione di questa puntata ma sono addirittura peggiorati. Il fascino che aveva caratterizzato le prime tre stagioni di questa serie si è spento improvvisamente due anni fa lasciandoci sono un gusto amaro di ciò che era Misfits. I personaggi che si sono alternati in questi cinque anni sono diventati man mano sempre meno originali lasciando spazio a protagonisti come Abbey o Alex che sono stati solo un pretesto per aggiungere puntate alle stagioni. Il passaggio da Nathan a Rudy era forse il più azzeccato ed ho sempre sperato di poter veder i due tornare contemporaneamente nei servizi sociali, speranza però vana. Quel misto di amoralità e trasgressione che aveva portato la serie è diventato con gli anni qualcosa di commerciale e forzato, tanto da non sconvolgerci più.

Insomma, Misfits chiude così i battenti e con esso anche il centro sociale (con tanto di assistente e amante all’interno) e noi, aspettando l’arrivo di un nuovo temporale o di un’altra serie firmata Hovard Overman,

stiamo tuned

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