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Intervista a Nathan Fillion

La Television Critics Association ha organizzato una visita al set di Castle (ABC) ai Raleigh Studios a Hollywood, ed è un gran bel set. A parte gli ambienti con il realistico aspetto da uffici di polizia ci sono anche i set riccamente e unicamente decorati dell’ufficio e della camera dello scrittore di successo Richard Castle. Nathan Fillion, che interpreta Castle, sembra essere a suo agio nell “suo” ufficio, e ci parla da dietro la scrivania esprimendo la sua gioia per il fatto che la serie sia stata scelta per una seconda stagione.

“Non ricordo quando ho fatto una seconda stagione di qualcosa”, dice Fillion. “Ero nella quarta stagione di Desperate Housewives, ma non conta veramente, perché era la mia prima stagione
Ma non è stato in molte stagioni di “Una vita da vivere”? Fillion non perde un colpo. “Sì, mi pare di ricordare ora”, risponde col volto impassibile.

C’è stato un gap tra la fine della prima stagione di Castle e l’annuncio che ci sarebbe stata una seconda stagione. Durante questa pausa, Fillion dice: “ho viaggiato parecchio. La prima meta è stata New York per promuovere la serie. Ho viaggiato nelle Hawaii, sono andato in viaggio con mio fratello in Europa e in Inghilterra. Ci siamo divertiti. Inoltre, ho lavorato un po’ mentre ero a Londra. Sono coinvolto in questo progetto che si chiama The Complete Hero Project, di un artista che si chiama Martin Firrell, che pensa che si debba ridefinire il significato della parola “eroe” nel ventunesimo secolo, che la nostra cultura sia talmente cambiata da doverne dare una nuova definizione. Ed è anche stato gentile a chiedermi di proiettare la mia faccia sul lato dell’edificio con in impressione parole poetiche. E’ un’installazione artistica.

Poi è arrivata la voce che Castle era stato rinnovato. “Non ricordo che giorno fosse. Ero a Vancouver ed ero a cena con Joss Whedon, e l’abbiamo scoperto entrambi lo stesso giorno” (per Fillion del rinnovo di Castle, per Whedon quello di Dollhouse). Eravamo entrambi positivamente sorpresi”.

Visto che Fillion e Whedon hanno collaborato l’ultima volta per il musical, vincitore di un Emmy, Dr. Horribele’s sing-a-long blog, è ovvio chiedergli se interpreterà ancora la nemesi di Dr. Horrible, il Capitano Hammer. “Non adesso, sono molto impegnato con Castle. Ma so che ci sono dei progetti per un secondo Dr. Horrible“.

Ora che Castle ha una seconda stagione, che cosi si aspetta di fare Fillion quest’anno? Sembra che sia aperto a qualsiasi cosa propongano gli sceneggiatori. “Sai cosa? Ci siamo molto divertiti e lo show è stato accolto bene ed è bello andare a lavorare. Ho il lavoro dei miei sogni, mi piace, mi piacciono le persone con cui lavoro, il cast, tutti quelli che stanno dietro le quinte. Sono fantastici. Quindi penso che il 95% di coloro che c’erano la scorsa stagione sarà anche in questa, quindi è come stare a casa. Riprenderemo da dove abbiamo lasciato. E’ molto carino. Ho sentito che ritormerà la mia ex moglie/publisher, se la ricordate dal pilot, interpretata da Monet Mazur. Siamo molto contenti che torni”.

Alla fine della prima stagione di Castle, il personaggio di Fillion era in rotta con Beckett, interpretata da Stana Katic, la detective che lui sta usando come modello per la sua nuova eroina e che è oggetto del suo interesse sentimentale. Come tornano a parlarsi di nuovo? “Succede che le circostanze li portano dapprima a stare a stretto contatto“, spiega Fillione senza spoilerare troppo, “per cui lei è un po’ sotto pressione per il fatto di dover stare vicini e Castle vede in tutto ciò un’occasione per cercare di usare la sua magia, come lui la chiamerebbe – altri lo chiamerebbero fastidio”.

Com’è interpretare Castle, il cui scopo è farsi piacere da Beckett? “Non penso che i suoi obiettivi principali siano le altre persone. Penso che siano soprattutto egoistici. Gli piace Beckett, la vuole vicina a sé. La ammira, pensa che sia fantastica e non ci sono altri personaggi che hanno quel controllo su di lui. Penso che Beckett sia la cosa più vicina ad una figura autoritaria, che tutto sommato lui non ha mai avuto nella sua vita. Si vede la madre, il padre è assente, la figlia è quanto di più simile ad un genitore ha. Per cui non ha una figura autoritaria nella sua vita e sicuramente, penso che si cerchi di riempire questi buchi e ritengo che uno dei suoi difetti sia il suo incredibile egoismo. E’ estremamente egoista. Ed è quello che vuole. Vuole essere felice lui, solo lui e vuole ronzare attorno a Beckett. Inizialmente non capisce perché lei sia arrabbiata con lui, e di nuovo, è un suo difetto, non capisce. E’ troppo coinvolto in modo egoistico e non ci arriva.”

Tutto ciò rende il personaggio divertente da interpretare, aggiunge Fillion. “L’ho imparato in Two guys, a girl and a pizza place di farti carico dei difetti del tuo personaggio. I difetti sono quelli che rendono le persone grandi e picevoli.

Il set dell’ufficio di Castle è decorato così bene che Fillion dice “Cavolo, potrei vivere qui dentro“.  Ci rivela l’unico svantaggio. “Ti dico questo – questo tappeto su cui ti trovi, perde i pezzi che neanche hai idea. Lascia una sottile polverina su tutto e lo rende scivoloso. Quindi è l’unica cosa che di certo non vorrei.” Le cose che non gli dispiacerebbe portare a casa: “Dietro di te c’è una TV touch-screen. Questa foto che è ipnotizzante. La scrivania è bellissima. Passo parecchio tempo qui. Probabilmente ci sono un sacco di miei copioni.”
Fillion potrebbe aggiungere qualche tocco personale. “Penso che proverò a portare un po’ di cose di altre serie televisive che ho fatto, un po’ di cosette che ho conservato per metterle sulle mensole.” Questo non includerà il pulsante rosso di Firefly. “Non ce l’ho io, ce l’ha Joss, ma ho altra robetta. Mi piacerebbe prendermi più meriti per l’incredibile lavoro che è stato fatto. C’era una persona fantastica, Alfred Sole, che realizzava tutti questi oggetti in modo splendido. Ci sono un sacco di insetti imbalsamati, sui muri, sulla scrivania qui e penso che Castle ronzi un po’ troppo infastidendo le persone (N.d.T gioco di parole nella versione originale sulla parola bugs). Gli piacciono quelle cose: le cose non convenzionali, strane, interessanti, perché lui stesso è non convenzionale, strano, interessante.”

Lo staff di sceneggiatori di Castle e il cast sembra abbiano le stese informazioni su quanto accadrà ai personaggi e sulla direzione che prenderà la serie, nota Fillion. “Sì assolutamente. Tutti siamo consci dei difetti e tutti abbiamo visto serie televisive fare il salto, non abbiamo nessuna intenzione di fallire.

Molly Quinn è la giovane attrice che interpreta il ruolo della figlia di Castle. Fillion pensa che abbia una sufficiente esperienza tale da non richiedere nessun avvertimento sul mondo dello show business. “Ho condiviso con lei storie imbarazzanti, ne ho a tonnellate, ma non è certo una che non conosce l’ambiente. Casomai, se una cosa a cui non era abituata, era il tipo di programmazione. E’ molto molto pesante. Penso sia la cosa più pensante per uno show con episodi da un’ora. E’ una lunga tirata. Io sono impegnato, ma non è una cosa costante. Devi essere qui tutto il tempo, ma non sei sulla scena tutto il tempo. Sono giornate lunghe. Non è raro che si facciano 14 ore al giorno.

Alla domanda se sia più difficile fare tredici episodi con un lavoro di 14 ore al giorno o una programmazione come per il film Slither, che aveva momenti altalenanti tra fretta e attesa a causa del molti effetti da mettere in scena (ad esempio dei tentacoli giganti), Fillion risponde: “dopo il film Slither non ho mai più letto una sceneggiatura allo stesso modo, per cui so che se dice Esterno Notte Bosco per metà dello script, significa un mese e mezzo, fuori, di notte, nel bosco. Per cui ci sarà freddo e umido e dovrai vivere di notte per un mese e mezzo. Cosa che è difficile da fare, dormire tutto il giorno e svegliarsi di notte e non vedere mai il sole? Non è facile.

Tuttavia, aggiunge, che non c’è paragone con la tabella di marcia di una serie televisiva. “Arance e mele. Cioè, da una parte hai un’atmosfera più ristretta e un’esperienza più ristretta, hai tre mesi e poi hai finito. Castle invece è più lungo, ma si diventa anche una specie di famiglia. Tutti qui ci conosciamo, conosciamo le rispettiva famiglia, sappiamo cosa succede a tutti. E’ una bella sensazione quella di venire al lavoro e sapere di conoscere gli altri.

Nei suoi momenti di pausa, Fillion è noto per usare Twitter. “Felicia Day mi ha iniziato Twitter quando abbiamo fatto un promo per Dr Horrible. Eravamo seduti a cena e me l’ha fatto mettere sul cellulare e a farmelo usare subito. E la mia posta a casa stava quasi collassando con tutte le notifiche che stavano arrivando, per cui non fatelo sul telefono, ma a casa, dove potete essere sicuri di spuntare il ‘non mandarmi le notifiche’.

Riguardo l’attrattiva di Twitter, Fillion dice: “Mi piace la brevità. E’ efficace se qualcuno ha qualcosa da promuovere può dire ‘Ehi c’è un sito, andate a vederlo, votate per questo film amatoriale’, o cose simili che è sempre divertente fare. Io seguo solo le persone che effettivamente conosco, per mantenermi in contatto e sentire come va.”

L’altra cosa che coinvolte Fillion è il suo contributo alla nuovissima versione al videogame HALO, HALO 3 ODST. “Non solo potete giocarci con la mia voce, ma anche con la mia faccia sul vostro personaggio.” Non ha registrato immagine, ma aggiunge “durante il pilot di Castle, sono venuti, avevano mandato un fotografo, e hanno preso alcuni piani del mio volto e poi l’hanno inserito.

Tuttavia, il pilot che Fillion aveva scritto per la ABC non si vedrà. “Una volta che scrivi e non ci fanno nulla, è praticamente andato“.

Prima di Castle, Fillion aveva passato una stagione in Desperate Housewives come marito del personaggio di Dana Delanu. Lei è rimasta, lui no. E’ filosofico. “Man mano che Desperate prosegue, è il dramma a dettare legge. Sei schiavo di dove le vicende devono portare e di come le cose di dipanano e si mettono a posto. Ci sono parecchi attori là, mi sono divertito molto, ma non era il mio abituale carico di lavoro, ma ho lavorato con attori fantastici che raccontano grandi storie e ho lavorato per persone meravigliose che stanno vivendo un successo meritato.
L’essere stato preso per Castle non è dipeso né dal pilot scritto né dalla parte in Desperate. “L’ABC non ha detto ‘ah già che ci sei’, no. Le cose son arrivate come sono arrivate.”
Anche se ama il lavoro, il rinnovo di Castle non rende a Fillion un senso di sicurezza lavorativa. “Nessuna garanzia a Hollywood. L’ho imparato. Cerco di non innamorarmi di quello che faccio, così quando qualcosa viene cancellato, pensi ‘è finita’ e ti dici ‘avanti il prossimo’. Perché ci sono altri lavori che arrivano.

E’ conscio di essersi innamorato di Firefly. Quando è stata cancellata “mi sono chiuso a chiave in una stanza, ho mangiato gelato al cioccolato e ho messo su 10 chili.” Poi è arrivato il film Serenity e l’opportunità di reinterpretare il suo personaggio Malcolm Reynolds. “Ma da allora ho cercato di non affezionarmi così tanto a nulla, perché è la natura di questo tipo di business. L’arte si scontra con i soldi e ci sono così tanti fattori fuori da tuo controllo, che cerco di non preoccuparmene.”

Fillion sa di non essere da solo nel suo amore per Firefly/Serenity, di cui pensa tutto il bene possibile. “Penso a tutte le volte che un fan di un tuo progetto ti segue in quello successivo – e so di avere questo tipo di fan –  assolutamente. Sono sempre più fan.”
Come sono i fan di Castle? Sembra, non molto differenti da quelli di Firefly. Fillion non generalizza, ma cita un esempio specifico. “Sono sempre sorpreso dalle diverse tipologie di persone che guardano lo show. L’ultima volta c’era questo tizio all’Home Depot – aveva segatura ovunque – ed eravamo nel mega ascensore, si gira e mi dà una seconda occhiata. ‘E’ bello il tuo show, Castle quello nuovo, mi piace.’ E’ una bella sensazione il fatto che piaccia.”

Particolari abilità che ha imparato sul lavoro? “Ho imparato l’estrazione veloce della pistola in Serenity e qui sto lavorando sulla digitazione a tre dita qui in Castle.”

Essendo uno sceneggiatore lui stesso, ha portato delle idee per Castle? “Sì, ho portato un paio di storie. Vedremo se verranno sfruttate. Sono un po’ troppo spiritose in questo momento, devo limarle un po’.
Per i piani futuri, durante la pausa di Castle, Fillion dice “Mi piace andare in pausa prima di pianficare le cose, quindi adesso, 14 ore al giorno, 5 giorni a settima, Castle e basta. Non ho tempo per altro. Un giorno farò dei piani e dirò ‘ecco cosa faro quando arriverà la pausa’, ma per prima cosa me ne vado e mi rilasso.”

 

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