
Defiance: Recensione dell’episodio 1.01 e 1.02 – Pilot
Dal 2009, triste anno della chiusura di Battlestar Galactica, ed in piccolo di Stargate Atlantis, che aveva comunque costruito una discreta mitologia narrativa, SyFy aveva dimenticato cosa le dava il nome, la Science Fiction. Si, è vero, c’erano state due tristi parentesi con Caprica e Stargate Universe, ma erano ombre sbiadite delle serie madri. Per qualche anno abbiamo quindi visto alternarsi gente con superpoteri, un po’ di soprannaturale e la ritrasmissione di qualche serie canadese random. Ora SyFy ci riprova e torna a riproporre, a tutti gli amanti di questo genere di nicchia (nerd, lo ammetto) qualcosa che è nel solco della fantascienza pura.
Chiariamo le cose: non è Battlestar Galactica, non pensiamoci nemmeno per un secondo; temo fortemente che un capolavoro del genere non lo vedremo mai più, ma qui, almeno stando a questo doppio pilot, un po’ di materiale su cui lavorare c’è e non viene presentato nemmeno male. Rientriamo più nel genere SyFy Western, con buoni che sparano tanto e cattivi che muoiono a frotte, ma ci sta, almeno qui nel pilot.
La prima cosa apprezzabile della serie è che ci fa entrare direttamente nel mondo nuovo, senza propinarci enormi spiegoni su cosa è successo, anzi, lasciando il tutto avvolto nel mistero per ora. Abbiamo solo un immagine di questa grande nave che arriva, raccontata dalla voce fuoricampo di Irisia, il guerriero Irathient, che è anche la compagna di viaggio/figlioccia del protagonista, Joshua Nolan, interpretato da Grant Bowler, anche se lei non l’ha vissuta direttamente, per cui le informazioni che ci da sono solo dei flash. Come anche apprendiamo briciole di informazioni su una guerra, la pacificazione che ne è seguita e una più volte nominata Lega Terrestre.
Questo, a me, è particolarmente piaciuto, perché ho sempre trovato più “realistico” catapultare lo spettatore direttamente nel mondo che va ad osservare anziché introdurlo con evitabili spiegoni ogni secondo. Questo è stato necessario anche perché la mitologia e l’universo narrativo di questa serie appaiono già ad una prima occhiata terribilmente ampi. Le razze sono diverse (otto) e non una sola, con ognuna una sua tipicità e un suo aspetto, oltre che una propria lingua, che spesso e volentieri usano nel corso dell’episodio pilota, dando un tocco di “realismo” che i veri amanti di fantascienza non possono che apprezzare. La cura maniacale del particolare ha fatto si che (anche se lo possiamo notare poco noi) siano state sviluppate ben due lingue per le razze aliene (una per i Castithans di cui fa parte il proprietario del “fight club” e una per gli Irathients) oltre ad una versione ridotta per almeno due delle altre razze. Spero possa essere uno dei temi della stagione poter apprendere cosa ha portato la situazione a quella che è nel momento della nostra storia e spero inoltre venga fatto con naturalezza.




Insomma, un pilot con cose positive e cose che lo sono un po’ meno, ma questa serie ha un gran potenziale se saranno capaci di sviluppare e rendere organico un universo narrativo ampio, anziché fermarsi alle beghe di quartiere.
Nota a margine:
Per il ruolo del sindaco Amanda era stata contattata anche Gillian Anderson, ma la nostra bloody Scully non ne vuole sapere di ritornare da regular alla serialità televisiva. Damn’it, avrei voluto vedere lei da quel palco aizzare la folla alla battaglia.











Ho visto una puntata: non sono riuscito a vederla finire, tanto era brutta. Il cliché delle razze aliene, le case costruite sul cliché di mad max con pezzi di rifiuti, tutto che sapeva di finto e pareva uscito da Gardaland. Quello che mi ha fatto scappare a gambe levate é stata la scena dei bambini alieni a cui danno le caramelle e loro che le mangiano come fossero criceti: ok che é sci fi, ma un minimo di parvenza di realismo diamoglielo. E magari anche mettere degli attori che usino un registro che non sia “sto con l’espressione fissa” oppure “fissatemi quanto sono malvagio”…