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Castle - Detective tra le righe

Castle – 2.05 When the bough breaks e 2.06 Vampire Weekend

Recensire Castle non è una cosa facilissima, soprattutto quando si presentano due puntate come le ultime, When the bough breaks e Vampire weekend. Questo perché la serie oltre che avere una trama, di volta in volta, autoconclusiva – cioè la risoluzione di un caso, – presenta tutta una serie di livelli che vanno dal rapporto tra Castle e Beckett, o tra Riccardone-madre-figlia, senza contare gli innumerevoli riferimenti alla quotidianità USA o al mondo del cinema e dello spettacolo. Citare tutte le battute, tutte le perle di sceneggiatura, tutte le sfumature di voce o di mimica dei personaggi farebbe perdere molto del fascino di questa serie, che tra i fan sta diventando un vero e proprio piccolo cult.

(Gallerie della puntata 2.05 e della puntata 2.06)

 

Il carisma di Nathan Fillion è innegabile (ma come fa ad essere ancora sconosciuto ai più? Nicholas Cage vince l’oscar e il Nathanio è costretto a fare il marito di Katherine di Desperate Housewives???) ma l’atmosfera e l’armonia che si è riuscita a creare sia sul set che tra i personaggi principali permettono di avere una scena più corale, con un ovvio guadagno sotto tutti i punti di vista.

Il seguito rimane abbastanza costante (e speriamo continui) da tanto da far decidere alla ABC di ordinare una stagione completa, che per noi significa ben 9 episodi in più, nei quali si potrà magari sviluppare la sottotrama dell’omicidio della madre di Beckett che al momento viene solamente accennato qua e là.

La puntata 5 When the bough breaks vede l’omicidio di una ragazza polacca che si scopre alla fine essere sulle tracce del vero figlio, scambiato nella culla. La vicenda è trattata anche in modo molto coinvolgente e delicato ma a far la parte da leone è ovviamente lo sviluppo del rapporto tra Castle e Beckett. Riccardo infatti ha la possibilità di firmare un contratto per dei romanzi incentrati su una nota spia inglese, piena di gadget e auto, di cui però non si può dire il nome. Questo ovviamente comporterebbe l’abbandono del personaggio di Nikki Heat e del distretto di polizia. Castle è “stranamente” molto combattuto: è un’ulteriore svolta di carriera, la consacrazione, ma non riesce a dire un sì convinto e scevro da dubbi. Dall’altra parte Kate, che si è sempre lamentata della presenza di Castle e del libro che la vede come musa ispiratrice della protagonista, ci resta evidentemente male quando viene a scoprire che Castle potrebbe andarsene.

In certi frangenti, l’intensità degli sguardi, lasciava pensare che si sarebbero saltati addosso seduta stante strappandosi i vestiti di dosso. Purtroppo (per noi fans) così non è stato, ma è sicuramente molto apprezzabile la prova di entrambi gli attori che riescono a trasmettere con i soli occhi così tante emozioni.
Dolcissima la dedica di Castle sulla prima pagina di Heat Wave to the extraordinary KB and alla my friends at the 12th, che fa quasi scende la lacrimuccia alla detective mentre l’editrice stizzita commenta che le ha scritto “a hell of a love letter”
(cioè che il libro è una lunghissima lettera d’amore). Peccato che poi Rick rovini tutto, non si sa perché non ce la faceva a reggere il momento o se perché è solo rincitrullito!

Pare proprio che il destino dei due stia per dividersi definitivamente, una stretta di mano (ehhhh????) carica di tensione a sancire l’addio, quando….una telefonata contemporanei li avvisa che la loro collaborazione continuerà, la casa editrice vuole altra Nikki Heat. Castle impaurito, Beckett furiosa e noi ipercontenti (sì sì era ovvio che finisse così, ma i telefili li si inganna con facilità!).

Un piccolo gioiellino la puntata successiva dedicata ad Halloween. Io adoro le puntate “speciali” di qualsiasi serial che si svolgono a Natale, al Ringraziamento o ad Halloween. Sarà per l’atmosfera, sarà che comincia l’inverno, sarà che viene sempre fuori quel qualcosa in più, ma con bravi sceneggiatori diventano una certezza di puntata da ricordare. E così è per Castle, dove a prescindere dal caso alle apparenze molto dark (un cadavere trovato in un cimitero con un paletto di frassino conficcato nel cuore), si sprecano i riferimenti ad altre serie, le scene divertenti e soprattutto la fantasia nei costumi.

La puntata si apre tra l’adorazione e la malinconia, quando Rick si presenta vestito da spacecowboy, che tradotto significa nel mitico capitano Mal Reynolds della compianta e bellissima Firefly di Joss Whedon.


Una perla il dialogo che ne segue con Alexis

A: What exactly are you supposed to be? (che cosa dovresti essere di preciso?)
R
: Space cowboy.
(un cowboy spaziale)
A
: Okay. A: there are no cows in space. B: didn’t you wear that, like, five years ago?
(ok. a) non ci sono mucche nello spazio e b) non l’avevi già indossato 5 anni fa?
R
: So?
(e quindi?)
A: So, don’t you think you should move on? (non pensi che sia ora di superarlo?)
R
: I like it!
(ma mi piace!)

Il riferimento al film Serenity (non l’hai indossato 5 anni fa), conclusivo della serie, così come il fatto che debba superare la cosa sono un chiarissimo riferimento al disappunto di Fillion e di tutto il cast, più volte dimostrato, per la chiusura anticipata della serie fantascientifica. Per chi ha amato Firefly, basterebbe questa citazione per dare alla puntata il massimo dei voti.

Ma non è finita qui perché altri inside jokes sono sparsi per l’episodio: viene citata Buffy quando viene ritrovato il cadavere (looks like Buffy visited the Big Apple), viene citato il grande graphic novelist Frank Miller, la guerra tra Licantropi e Vampiri di Underworld, insomma una serie di ciliegine su più torte da assaporare una per una.

E a proposito di ciliegie, alzi la mano chi non si è avvicinato silenzioso e in apnea allo schermo, quando Castle guarda Beckett e le dice you smell like cherries. Poi arrivando Esposito e Ryan a rovinare la scenetta, tra l’altro intuendo che qualcosa stava succedendo…

Altri momenti cult della puntata sono l’egg sitting dell’uovo di Alexis (sono strani sti americani, per imparare il concetto di famiglia devono mettere i vestiti ad un uovo) che viene poi accudito anche da Castle e Beckett che lo mette a letto, la risata malefica di Rick mentre intagliano le zucche (è spettacolare, da morire dal ridere ogni volta che la rivedo), i vestiti del party di Halloween.

Due puntate deliziose, che continuano a far passare in allegria la seconda serata del lunedì americano con una formula molto semplice ma con dialoghi, atmosfere e protagonisti accattivanti che ti fanno andare a dormire con il sorriso sulle labbra e la mente libera. E scusate se è poco.

Voto 9 (pieno e convinto)

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