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Castle - Detective tra le righe

Castle: Recensione episodio 8.22 – Crossfire

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There is a universal truth we all have to face, whether we want to or not. Everything eventually ends. – Alexis Stagione 4 ep 23.

Scrivere cose negative su una serie nel momento della sua conclusione è ingiusto, sarebbe come lanciare uova al funerale di qualcuno. Qualsiasi argomentazione possiamo utilizzare non ci sarebbero più stagioni per poterci ricredere, nè speranza di aver espresso uncastle giudizio sbagliato. Ma quando qualcosa giunge al termine è anche impossibile restare in silenzio e limitarsi a lasciar passare la cosa come se niente fosse e da fan di Castle questo sarebbe un peccato.

Oggi cade uno degli ultimi procedurali “storici”, cade un gigante delle serie crime vecchia maniera, ormai forse troppo datato per reggere la concorrenza di prodotti più nuovi, elastici e meno impettiti. Castle è nato otto anni fa, quando le serie televisive non erano una moda o un argomento di discussione, quando non faceva fico dire “sono una appassionata di serie tv”, quando non c’era lo streaming e toccava aspettare la messa in onda italiana (santa Rai 2) e quando nel piccolo schermo non ci credeva nessuno. Ai tempi dell’esordio di Castle il procedurale stile crime era uno dei generi di punta di quasi tutte le reti, insieme al procedurale medico e legale, ma Castle ha retto la concorrenza ed ha saputo trovare una sua forma originale, un suo piccolo angolo di peculiarità che gli ha garantito pubblico e di conseguenza rinnovi. Forse a causa dell’ottima chimica tra i due protagonisti e delle bellissime storia dei singoli episodi, Castle è divenuta una serie distensiva, capace di regalarti del tiepido relax dopo le fatiche lavorative. Fino a giungere alla quarta stagione che ancora oggi per me resta la migliore, conclusasi con le parole che hanno aperto questa recensione, ventitré episodi ascendenti verso un finale esplosivo. Castle e Beckett divengono una delle coppie più belle e intense della tv in poco tempo e la loro storia appassiona tutti e riesce a reggere alla trama non più solida come prima, alla noia di alcuni episodi, alle stagioni che sembrano non avere una direzione, all’attrito tra la Katic e Fillion ed infine all’espediente della “perdita di memoria”.castle Delle ultime tre stagioni di Castle infatti non sopravvive niente se non la forza dei due protagonisti che quando sono insieme funzionano ma che se separati rendono la serie tediosa.

Ed è dunque così che l’ottava stagione cerca disperatamente di recuperare creando una trama orizzontale che unisce tutti i punti, cercando di ricreare l’atmosfera delle prime stagioni con i Casckett separati e affidando a ciascuno dei due protagonisti un episodio in solitaria, ma non ci riesce ed è dunque giusto che si sia conclusa. Inutile innaffiare ancora un albero secco.

Forse la scena finale (palesemente girata solo per la possibile cancellazione) è troppo fan service, ma noi spettatori ce la meritiamo, per aver saputo supportare per otto anni un prodotto del genere ed aver avuto la maturità mentale di chiederne la cancellazione dopo l’addio di Stana Katic.

La tv contemporanea parla un nuovo linguaggio e Castle non avrebbe potuto restare al passo con i tempi, ma questo non vuol dire che verrà dimenticato; d’altronde i classici non passano mai di moda.

Always!

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Good Luck!

8.22 - Crossfire - Il nostro giudizio
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