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Blindspot, Recensione dell’episodio 1.04: Bone May Rot

Quando una serie televisiva parte con una premessa poco credibile (a meno che non si tratti di fantasy, fantascientifico e quant’altro) é necessario che lo sviluppo della storia, dei personaggi riesca a mantenere alta l’attenzione dello spettatore, che altrimenti finirá per notare l’assurditá del tutto. Blindpot non sta facendo un buon lavoro in questo.

Stiamo  parlando di una serie basata sulla storia di una ragazza che esce fuori da un borsone, con il corpo interamente tatuato, senza ricordare nulla del suo passato e senza che vi sia alcuna traccia di lei nei database governativi americani. E per finire, perché giá questo non bastava, sulla sua schiena ha un tatuaggio con il nome di un agente dell’FBI, che non conosce, che non la conosce. La premessa é giá di per sé poco credibile, ma in fondo stiamo parlando di finzione e nella finzione le porte sono aperte alle storie piú disparate, ma quando si abbandona la logica, o quantomeno la realtá dei fatti cosí come li viviamo nella vita quotidiana, c’é bisogno diblindspot-bone-may-rot una sceneggiatura forte, perché, oggi, con il livello che hanno raggiunto le serie televisive, non é facile stare al passo.

Durante i primi episodi, nonostante un limitato sviluppo dei personaggi, gli autori erano riusciti a fare un discreto lavoro. Il collegamento di Jane a Taylor Shaw, fantasma del passato di Kurt Weller, era stata a mio parere una mossa intelligente, cosí come i tatuaggi visti come una mappa del tesoro da decifrare tassello dopo tassello. Questo episodio, peró, ha distrutto tutto quanto era stato costruito precedentemente.

Innanzitutto l’idea di tatuaggi magici che si vedono soltanto con gli ultravioletti é decisamente troppo. Posso capire che chi ha fatto i tatuaggi a Jane/Taylor fosse a conoscenza del fatto che una volta entrati nella CDC debba obbligatoriamente passare per gli ultravioletti, ma se l’FBI non avesse permesso a Jane di prendere parte cosí attivamente alle ricerche? Tutte queste casualitá non fanno altro che far perdere stabilitá all’intera struttura. Lo studio di una mappa non puó essere casuale, ma deve essere accurato e basato su deduzioni, non sulla fortuna.

blindspotIl caso della settimana, per quanto assurdo, poteva essere decisamente interessante se lo avessero approfondito maggiormente. Sarebbe stato di sicuro molto gradito ai complottisti, o quantomeno a quella branca dei complottisti che crede che siano le stesse autoritá governative, o quantomeno le case farmaceutiche, a diffondere i virus, soltanto che in questo caso piú che l’incremento della vendita dei farmaci, la ragione dietro questa forme di terrorismo biotecnologico é l’incapacitá della Terra di sostenere la cerscita costante della popolazione. Le epidemie servono per mantenere l’equilibrio. E’ sicuramente un tema che non abbiamo visto affrontare molte volte né in televisione né al cinema e che per quanto assurdo possa sembrare, nell’era del capitalismo, potrebbe sicuramente essere piú realistico di quanto sembri.

Passiamo all’errore piú grande commesso in questo episodio. Scoprire l’identitá di Jane era, forse, il focus principale della serie, ma la scoperta che Jane fosse in realtá Taylor Shaw poteva, in qualche modo avere una logica, che ricollegasse la ragazza a Kurt Weller. Considerando che dietro tutta questa storia potrebbe esserci qualcuno che Weller lo conosce bene, cosí come conosce bene la sua ossessione per la scomparsa della bambina, oggi donna, tutto sembrava avere un senso. Era un pezzo del puzzle che era stato messo al suo posto, il che ci permetteva di passare al pezzo successivo. La scoperta di Patterson sulle origini africane di Jane, che confuta i risultati del test del DNA, non fa altro che rimettere tutto in discussione, impedendo di fare dei passi avanti e rendendo tutto decisamente ridondante, perché gira e rigira si ritorna sempre allo stesso punto. La scelta potrebbe peró non essere completamente un passo falso, se uno dei due test fosse stato manomesso, in fondo é evidente che Mayfair sa molto di piú di ció che dice al suo team.

Per il momento, nonostante le sensazioni siano essenzialmente negative, lascio il giudizio in stand-by. In fondo gli autori potrebbero ancora stupirmi.

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