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Analisi sul karma: My name is Earl

A quanti di voi non piace il corso che ha preso la vostra vita? Probabilmente molti. Quanti di voi, però, hanno fatto qualcosa per cambiarla? Forse pochi! Earl Eackly non è tra questi pochi: a lui la sua vita fatta di truffe, eccessi e furtarelli iniziava ad essergli stretta così decide di darle una svolta quando, acquistando un biglietto della lotteria, vince cinquanta mila dollari ma, sfortunatamente, perde il biglietto in seguito ad un incidente. Nel corso della degenza in ospedale, segue un programma alla tv in cui viene descritto il concetto di karma. A lui non è molto chiaro il funzionamento del fatto ma ne capisce il fondamento: se fai cose brutte, ti accadono cose brutte. Ecco spiegato l’incidente e la relativa perdita del biglietto fortunato. Earl, quindi, decide di attuare una svolta alla sua esistenza: fa una lista con tutte le cattive azioni che ha compiuto nel corso della sua vita per porvi rimedio. Sembra che il karma inizi ad avere i suoi effetti: Earl, fortuitamente, ritrova il biglietto e usa la vincita per finanziare il suo nuovo scopo di vita.

“My name is Earl”, anno 2005, è una delle più divertenti sit-com degli ultimi anni! A voler essere pignoli, però, non ha proprio tutte le caratteristiche di una sit-com: non ci sono, per esempio, le risate pre-registrate di sottofondo. (qualcuno direbbe: per fortuna!) La ricerca della redenzione è alla base di questa serie che tenta di risollevare un genere che negli ultimi tempi ha perso di smalto e, guardando gli episodi, si può dire che l’obiettivo è stato raggiunto.

Dicevamo che Earl (un bravissimo, e baffuto, Jason Lee) intraprende un viaggio alla ricerca del karma e con lui troviamo: suo fratello Randy (Ethan Suplee), non un ragazzo propriamente sveglio che non capisce a pieno le motivazioni del fratello maggiore ma lo segue sperando di riuscire anche lui, un giorno, a trovare la sua strada nel mondo. Joy (Jaime Pressly, che ha vinto molti premi per questo ruolo) è l’ex moglie del protagonista che cerca, in un primo momento, di impadronirsi della fortuna appena vinta dal Earl; quando capisce che non ci riuscirà, tenta di guadagnarci almeno qualcosa. Il nostro eroe ha sposato la bella e sexy Joy una sera in cui era ubriaco, accorgendosi solo la mattina dopo (e a mente lucida) che la donna era incinta di  sette mesi… e di un altro uomo. Qualche anno dopo il matrimonio, Joy rimane incinta di nuovo e, al momento del parto, Earl capisce che anche questo secondo figlio non è suo: è un bimbo di colore. Nell’incasinata vita del protagonista, così, entra anche Darnell (Eddie Steeples), detto “Gamberone”, che è il vero padre del secondo figlio di Joy: il novello padre è un tipo che definire sprovveduto è un eufemismo. Darnell, infatti, capisce poco (se non nulla) di tutto quello che gli succede attorno, ma riesce comunque a sostenere discorsi dando sfoggio della sua logica schiacciante. In ogni episodio Earl tenta di cancellare un punto della sua lunga lista di malefatte. Noi telespettatori, così, riusciamo a capire chi era Earl prima della scoperta del karma, per sua stessa ammissione: un bastar do! Capiamo anche, però, che ora sta facendo di tutto per cercare di porre rimedio al suo comportamento. Anche se l’uomo ha deciso di seguire questa nuova filosofia di vita solo perché spaventato dal fatto che potrebbero iniziare a capitargli cose ancor peggiori di perdere un biglietto della lotteria vincente, si nota che Earl è ben intenzionato a raggiungere il suo obiettivo e fa di tutto per riuscire a cancellare tutti i punti della sua lista… che è molto lunga: buon lavoro Earl! (e in bocca al karma!!!)

Questi personaggi così sopra le righe ma con tratti realistici hanno fatto di “My name is Earl” una serie di successo riuscendo ad arrivare alla quarta stagione ed essere riconfermata per una quinta che inizierà sugli schermi americani nel prossimo autunno.

Secondo voi una serie talmente interessante, con battute pungenti e spesso colte quale collocazione poteva avere in Italia? Ovviamente le è stata riservata la terza serata! Da noi, in prima serata, vanno i vari Carabinieri, Santi e Personaggi-Con-La-Lacrima-Facile… che hanno tanto (ma davvero tanto!) da dire, mica come un uomo sulla trentina che, con la sua ricerca di redenzione, pratica un’opera di autocoscienza da fare impallidire i più blasonati libri che trattano di questo tema.

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