Undercovers – 1.01/02 Pilot/Instructions
In molti aspettavamo il 22 settembre con ansia.
Perché quando una serie è targata J.J. Abrams ormai ci aspettiamo qualcosa di esplosivo (ok, anche Josh Reims l’ha ideata, ma ormai è un dato di fatto che il nome del buon J.J. è praticamente diventato un marchio).
E’ anche vero che, non so voi, ma quando ho saputo che la serie avrebbe trattato di una coppia di spie la mia prima reazione è stata “uhm”. Perché le spie J.J. ce le aveva già date in grande con Alias e perché la coppia sposata ce l’avevano già data Brad Pitt e Angelina Jolie (giusto per dire) in Mr&Mrs Smith.
E devo dire che dopo aver visto le prime due puntate, sono ancora sull’ “uhm”.
Dimenticatevi Alias.
Dimenticatevi le complicate trame orizzontali di Alias, Lost e Fringe (almeno per ora).
Dimenticatevi i toni dark.
Undercovers va molto più verso Mr&Mrs Smith con meno sexitudine e con qualche accenno Chuckiano che verso le trame dark delle precedenti serie di Abrams.
Questo però non vuol dire che sia da accantonare!
Ma veniamo ai primi due episodi.
Il pilot si apre in una stanza d’albergo: un bel giovine sta dormendo tra coperte di seta quando due uomini cercano di fare irruzione nella stanza. Segue canonico inseguimento sui tetti dal quale scopriamo che siamo a Parigi e che evidentemente il giovanotto non è uno qualunque visto che spara alle finestre, salta da un balcone all’altro e riesce a copiare e cancellare file da un portatile in pochissimi secondi. Giusto il tempo di lasciare la chiavetta usb a forma di robot rosso in una specie di comignolo che viene beccato dai due tizi armati.
Stacco sulle cucine di un’agenzia di catering.
Moglie e marito, Samantha (Gugu Mbatha-Raw) e Steven (Boris Kodjoe) Bloom, proprietari dell’agenzia, si confrontano sui problemi del momento: richieste dell’ultimo minuto, la sorella di lei, Lizzy, che pensa che il maiale sia carne bianca e magagne economiche. Nonostante caos e stanchezza, appaiono molto ben affiatati.
Peccato che poco dopo si presenti alla loro porta un uomo che si presenta come direttore di un albergo interessato a lavorare con loro… ovviamente in realtà è un agente CIA inviato a convincerli a tornare sul campo per trovare Leo, il tipo che scappava sui tetti parigini. Ed è così che scopriamo che entrambi lavoravano come agenti segreti ma quando si sono conosciuti e innamorati hanno deciso di lasciare l’agenzia, e che entrambi hanno lavorato con Leo (la loro prima regola è di non parlare delle rispettive missioni). Ovvviamente i nostri due rifiutano e all’inizio sembra anche che la cosa non li tocchi particolarmente, presi come sono al cercare di ricordare l’ultima volta che hanno ballato assieme o a capire quando saranno entrambi abbastanza riposati per far sesso.
Il giorno seguente però seguiamo Steven sulla sua decapottabile arrivare solo davanti ad una parta… gatta ci cova. E infattii ad aprirgli la porta è Shaw, il supervisore che aveva cercato di convincerli a tornare operativi. Steven inizia a dirgli che ci ha pensato e che li aiuterà, ma sua moglie non deve saperne nulla. Indovinate un po’ chi è già nella stanza? Esatto! Mrs. Bloom. Dopo un veloce battibecco ai due viene assegnato ufficialmente l’incarico: Leo è scomparso nel nulla cercando di incastrare un potente trafficante d’armi. Sam si fa venire in mente che Leo aveva una casa sicura a Barcellona e i nostri si organizzano e partono per la Spagna, lasciando la sorella di lei a cercare di non far esplodere le cucine.
A Barcellona li raggiunge Hoyt, agente che dovrebbe fare funzione di intermediario tra loro e l’agenzia e ha una cotta professionale per … Steven, suscitando l’irritazione di Samantha, che viene decisamente ignorata (al punto che l’uomo lascia una rosa a Steven!!!). Tenere il segreto sulle loro precedenti missioni inizia ad essere un problema a quanto pare.
Dopo essersi infiltrati in una banca per avere le riprese delle telecamere che puntano su un cafè in cui sapevano essere Leo il giorno prima di sparire (grazie allo scontrino trovato nel suo appartamento) i nostri individuano un uomo con cui il comune collega aveva in corso una transazione, un collaboratore del trafficante d’armi russo. Dalla carta della lavanderia che appare nel video recuperano il nome dell’uomo e dove si troverà a breve: il più importante matrimonio nelle vicinanze è infatti quello della figlia di un ministro. Preso un aereo militare i due si catapultano -letteralmente- nel vigneto della villa (non prima che Sam abbia confessato di aver avuto una relazione con Leo quando erano ancora colleghi).
Arrivati alla festa la strategia è di fare un po’ di “sexpionage”, ovvero Sam sedurrà il tizio per avere il tempo di copiare i dati sul blackberry che costui tiene costantemente in mano. Così ci flirta, riesce a portarlo in un posto isolato e, baciandolo, a distrarlo abbastanza per permettere al marito di copiare i dati tramite wireless. Dati copiati giusto in tempo per rifilare un ceffone al tipo che le ha appena slacciato il vestito.
I nostri stanno uscendo dalla villa per recarsi a Parigi, dove grazie ai dati hanno scoperto che Leo aveva un appuntamento, che inizia la musica e Steven decide di prendersi un attimo di pausa dalla missione e invita la moglie a ballare a centro pista (giusto per passare inosservati): così ricorderanno sempre qual’è l’ultima volta in cui hanno ballato assieme.
A Parigi, gita sui tetti sulle orme di Leo. Steven ha appena individuato il comignolo segnato da Leo e la chiavetta usb a forma di robottino che un energumeno lo attacca, cercando di prendersi la chiavetta. Segue lotta corpo a corpo in cui il nostro Mr Bloom è “leggermente” in difficoltà: 5 anni di inattività si fanno sentire (anche se dai e ci fanno sovente vedere si direbbe che è decisamente rimasto in allenamento!). La gentile consorte recupera la chiavetta caduta durante la collutazione e gli chiede se sia tutto ok. Sì, come no risponde lui sbanfando.
A questo punto urge, energumeno al seguito, trovare qualcuno che decripti il file. Shaw al telefono ordina che gli venga portato il tutto (energumeno e chiavetta) immediatamente. Ma i nostri non vogliono. E quando gli mettono il telefono giù, Shaw riceve un’altra, misteriosa chiamata: qualcuno dei suoi capi che si raccomanda di non far sapere ai Bloom le vere ragioni per cui sono stati richiamati.
Nel frattempo i nostri si recano a Notre Dame dove, nel mercatino dell’antiquariato, Steven raggiunge un suo vecchio collaboratore che si prodigherà per decifrare i documenti sulla chiavetta. Ci vorranno ore, ma nel mentre può localizzare il computer da cui provengono i file: è a Mosca, Russia (perché Leo, legato e picchiato, ha convinto gli sgherri del trafficante d’armi ad accendere il computer per far vedere loro la prima pagina del documento che doveva consegnargli, per dimostrare la sua fedeltà). E se Leo avesse tradito? Sam è sicura di no, e il fatto che conosca così bene Leo non aiuta decisamente a rendere Steven più aperto all’idea di dare il beneficio del dubbio all’uomo.
Steven convince la moglie ad entrare nella fabbrica in disuso in cui si trova il computer di Leo da solo, con lei a guidarlo. Riesce a far fuori un paio di sgherri e ad arrivare nella stanza da dove proviene il segnale… e dove si trova Leo. L’idea di Steven è arrestarlo per tradimento, anche se l’ex collega cerca in tutti i modi di convincerlo che non sta facendo il doppio gioco; anzi, non vuole proprio essere liberato! Il suo piano per attirare il trafficante d’armi sta per funzionare, perché vogliono rovinargli il gioco? Arriva anche Samantha a dare una mano, e in mezzo a battutine e battibecchi i tre riescono a lasciare l’edificio, ad inseguire il cattivo in macchina e, grazie ad un bazooka graziosamente usato dalla signora Bloom, a catturare l’uomo.
Riscattata la reputazione di Leo e tornati vittoriosi, i Bloom ritornano apparentemente alla vita di sempre. Non fosse che Shaw gli propone una collaborazione continuativa… giusto per i casi “speciali”. In cambio, daranno loro qualsiasi cosa chiedano.
Sam e Steven decidono di accettare. L’eccitazione portata dal ritorno alla vita di spie non esita a farsi sentire anche tra le lenzuola… E prepariamoci alla prima di una serie di puntate che termineranno appassionatamente a letto.
Ma passiamo all’episodio 2, “Instructions”.
D’ora in avanti, oltre al finale a letto (che, come mi ha fatto notare qualcuno mentre glielo raccontavo, fa un po’ Casa Vianello versione hot) prepariamoci al fatto che in ogni puntata un problema tra i nostri agenti sposati preferiti si trasferirà alla vita da spie. In questa puntata: Steven non legge le istruzioni.
La puntata si apre con una squadra di uomini armati che scorta degli affaristi nel deserto del Pakistan. Ma quando arrivano alla loro destinazione, un laboratorio segreto, uccidono tutti, sia coloro che dovevano proteggere che gli scienziati.
Tutti tranne una dottoressa, a cui hanno rapito il marito e che deve andare con loro se vuole che l’uomo non muoia.
Taglio sul nostro servizio catering preferito, dove Steve e Sam stanno litigando perché l’uomo non legge le istruzioni e così ha fuso la nuova macchina del caffé. A interrompere il loro battibecco arriva Shaw con il caso della dottoressa rapita: la donna è un’esperta di esplosivi e bisogna ritrovarla in fretta. L’unico dei tre sospettati localizzato, Hollis Kruger, si trova alle isole Turks&Caicos. Sempre dediti al lavoro, i nostri preparano le valige e leggono i fascicoli prima di andare a
dormire.
In missione, Sam mette in atto le sue tecniche di sexpionage per attirare l’attenzione di Kruger. Hoyt, finto assistente di piscina per gli ospiti dell’albergo con la sua eccessiva premurosità sta per mettere a rischio la copertura della donna ma per fortuna Steven riesce a distrarlo e a farlo allontanare. Il nostro MrBloom riesce ad infilarsi in camera del sospetto terrorista e, dopo aver cercato in giro, inizia a inserire una microspia nell’orologio dell’uomo. Hoyt dall’auricolare lo blocca dicendogli “lo sa vero che deve…” ma Steven lo zittisce subito dicendogli che non è mica la prima volta che utilizza una microspia CIA (ahi ahi…). Quando Sam rientra con l’uomo nella stanza Steven non è abbastanza veloce a stordirlo e Hollis fa in tempo a baciare Sam… cosa che crea un discreto battibecco tra i due, anche di fronte ad Hoyt e all’uomo legato ad una sedia. Lo interrogano e viene fuori che luisi è trovato in mezzo al progetto dei suoi due colleghi e che è lì per effettuare uno scambio, non sa con chi solo dove e quando. Tutto quello che ha è l’indirizzo su una busta, che dice di non sapere a chi appartenga. Una rapida ricerca e viene fuori che l’indirizzo è della casa di Caracas dei due fratelli suoi colleghi. Il gruppo si divide:
Hoyt e Sam andranno a Caracas e Steven resterà ad assistere allo scambio. Peccato che Hollis lo “freghi”, facendolo abbordare da 5-6 ragazze contemporaneamente quel tanto che gli basta per fuggire. E nel frattempo Sam e Hoyt hanno scovato il minore dei due fratelli, gravemente ferito, che racconta loro che la mente dietro a tutto è proprio Hollis e che ha lasciato lui e il fratello per morti in mezzo al deserto. E indovinate un po’? La microspia non funziona. Perché?
Perché Steven non ha letto le istruzioni e non sapeva di dover premere un pulsante.
Uh-oh.
Dopo una sonora lavata di capo, Shaw chiama un super esperto di tecnologie ad aiutarli… Leo. Che incontra Lizzy per la prima volta, e fa il carino come al suo solito. Peccato Sam sia chiara con la sorella “Lui alcoolista, tu ex alcoolista, non è proprio il caso”.
Mentre Steven fa esplodere la macchina del caffè, Leo cerca di attivare l’ologio a distanza. Steven, che come avrete ormai intuito è un uomo “Fo’ tutto io” non accetta alcun aiuto dall’amico e anzi lo invita a tacere i dettagli della sua relazione con Sam. Leo, che è evidentemente il tipo “Non mi faccio i c***** miei” gli chiede senza mezzi termini se Sam sappia cos’è successo a Steven prima che lasciasse l’agenzia. No, non lo sa e se taci è meglio è pressapoco all’incirca la risposta del nostro.
Nel frattempo la dottoressa ha creato una microscopica ma potentissima bomba. I terroristi l’hanno provata, e ora si apprestano a mettere in atto il loro attacco.
Attivato il segnale, si parte per Stoccolma. Si recupera Hoyt e poi i nostri quattro salgono sulla nave da cui proviene il segnale. Trovano però la dottoressa in fin di vita che comunica loro della bomba. Due più due fa quattro e non ci vuole molto per capire che il summit di economia in città è l’obiettivo.
Veloce cambio d’abito senza alcun pudore nel parcheggio e sono pronti a cercare la bomba, mentre Hoyt segue la dottoressa sull’ambulanza nella speranza che dia loro qualche indicazione … e la dà: cellulare. Peccato che per entrare alla conferenza si debba lasciare il cellulare e nel deposito siano già centinaia quelli tra cui cercare. Sam si mette a cercarli uno ad uno mentre Steven e Leo inseguono Hollis.
Qualche secondo di tensione (anche se la scena dura diversi minuti… in Lost e Alias ci saremmo sicuramente preoccupati per l’incolumità di qualcuno) e Samantha disinnesca la bomba, mentre il marito cattura il cattivo di turno.
Tutto è bene quel che finisce bene. Non fosse che Leo diventa membro fisso della squadra, per la gioia di Steven.
E per concludere, MrBloom porta un bel cappuccino a letto alla sua signora: ha imparato, ha letto le istruzioni e ora sa usare la macchina del caffé.
In definitiva, carino ma niente di eccezionale, soprattutto date le aspettative.
I personaggi non sono male, ma per ora nessuno ha quel qualcosa che ti spinge a studiarli, osservarli con più attenzione. L’unico accenno ad un segreto (Leo a Steven: “le hai detto perché hai lasciato l’agenzia? Il VERO motivo?” non è abbastanza per attrarre davvero l’interesse dello spettatore. Hoyt e la sorella di Sam sono gli unici personaggi davvero divertenti (un punto a Samantha per quando contattata Hoyt e gli dice “Sono la moglie dell’uomo che ami”).
C’è da dire, in positivo, che rispetto ad Alias sono tutti un po’ meno “rigidi”, soprattutto Mrs Bloom è decisamente più sciolta e a suo agio come come spia di Sidney Bristow. Il clima rilassato e ironico aiuta decisamente il mood della serie, che però deve confrontarsi con precedenti “importanti”: quindi non ci fosse stato Alias né Mr&Mrs Smith né Chuck forse questa serie sarebbe più avvincente e avrebbe più possibilità di successo. Ma ci sono stati, e J.J. Abrams avrebbe dovuto farci meglio i conti.
Come Fringe ha dovuto allontanarsi da X-Files per sopravvivere, se i Bloom vogliono superare i 13 episodi devono trovare una nuova chiave di intrattenimento. La dose di humor, il mischiare la vita priva con le missioni da spie purtroppo non basta per catturare davvero l’attenzione dello spettatore.
Iniziate a seguirla, insomma, se avete una passione per i trucchi da spia e volete sorridere.

