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Pretty Little Liars: Recensione dell’episodio 4.19 – Shadow play

Con molta difficoltà mi trovo a recensire un episodio che ricorderò fra i peggio riusciti dell’intera storia di Pretty Little Liars. Al ritorno dalla pausa autunnale Marlene sembra non azzeccarne una, spiazzandoci continuamente con puntate prive di qualsivoglia logica o razionalità. Dove sono finite le buone vecchie puntate della scorsa stagione in  cui si ipotizzava continuamente sull’identità di Red Coat? Sui membri dell’A-team? Sulla possibilità che Alison fosse viva o meno? Tutto è ormai lasciato al caso, il mistero chiave è stato svelato e seguiamo la serie quasi per inerzia, aspettando il momento in cui Aria scoprirà l’identità di bei pantaloncini. Il ritmo si è smorzato, non cattura più l’attenzione ne l’immaginazione degli spettatori e i risultati sono ben visibili dagli ascolti, fra i più bassi mai registrati in quattro anni.

In attesa delle ultime puntate finali, ecco che da buon copione siamo davanti ad una puntata spartiacque, una di quelle poste lì tantotumblr_mzvtoavYjU1sg6ot0o8_400 per allungare il brodo e che sono essenzialmente inutili allo sviluppo della trama. Spencer sempre più impasticcata ci guida attraverso un lungo viaggio, direi quasi interminabile visto che sono stati i quaranta minuti più noiosi di tutta la mia vita, nelle atmosfere noir del cinema degli anni 40. Sicuramente suggestive le ambientazioni e ottimi i costumi, ma per il resto?

Assistiamo semplicemente al nulla. C’è la celata storia d’amore fra due donne che devono nascondere i loro sentimenti per sfuggire ai giudizi e alle accuse di una società che non è ancora pronta ad accettare la loro diversità. Un Toby semi-gangster che più falso non potrebbe sembrare e che accusa Spencer di mantenere continuamente segreti, un Alison che rimprovera la stessa per l’uso di farmaci che le hanno causato una brutta dipendenza e la stessa noiosa lagna fra Aria ed Ezra che anche indietro nel tempo riescono a stancare e far addormentare lo spettatore.

Pretty-Little-Liars-4x19-2In tutto questo naturalmente continua il tentativo nella vita reale da parte delle bugiarde di decifrare il diario di Ali che hanno finalmente sottratto ad Ezra. Aria sempre più estraniata dal gruppo mantiene il segreto sulla rinata relazione con il professore dai mille risvolti, ma le sue bugie sono destinate a crollare quando le ragazze ormai consapevoli dell’identità di bei pantaloncini decidono di rivelare tutto all’amica e la trovano avvinghiata fra le braccia del nemico.

 Ora mi chiedo se realmente c’era bisogno di una puntata così inutile e demenziale che peggio non si poteva creare? Si salva solo il mona-vanderwaal-shadow-play-style-380x281personaggio di Mona, sospeso fra buonismo e ambiguità che ancora sembra far riaffiorare quell’interesse per il mistero che aveva contraddistinto le prime stagioni. Fondamentalmente il suo è un personaggio ben strutturato, l’unico che continua a tenere il piede in due staffe e continuamente ci stupisce senza lasciarci comprendere troppo quali sono i suoi veri obiettivi.

Nella speranza che la prossima settima si possa finalmente assistere a qualche colpo di scena, concludo qui la mia recensione e spero vivamente che Marlene, ormai terminato il fallimentare esperimento di Ravenswood, torni a dedicare anima e corpo a ristabilire la serie madre che tanto ci aveva appassionato.

4.19 - Shadow play

Pesante

Valutazione Globale

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FraM

Cresciuto, sin da bambino, a pane e serie televisive americane, amo recensire e conoscere orizzonti seriali sempre nuovi e stimolanti. Allevato con Beverly Hills 90210 e Melrose Place mantengo sempre una forte predilezione per i teen-drama, ma non disdegno il fantasy e il mystery.

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1 commento

  1. Io dopo gli ultimi episodi mi ero quasi eccitata, perchè mi erano sembrati molto buoni, rispetto al solito ritmo di questa quarta stagione, ma dopo aver visto l’episodio in bianco e nero devo ricedermi, io capisco che esistano episodi di transizione, più sottotono di altri, ma a questi livelli si sonnolenza, io la chiamo spreco di tempo e denaro. La cosa assurda è che dopo aver visto l’episodio, su un canale regionale alla tv, trasmettevano Casablanca, e me lo sono goduto tutto fino ai titoli di coda…. quando si dice l’abisso.
    Anche la qualità del bianco e nero è stata bassa, troppo patinato e con giochi di luci e ombre troppo evidenti, mi dispiace per la passione per il Noir della King ma il bianco e nero non fa per lei…

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