Pretty Little Liars

Pretty Little Liars : recensione episodio 6.10- Game over ChArles

Marlene King, ha più volte affermato di essere una fan accanita dello stile cinematografico di Alfred Hitchcock. I finali delle prime duePretty-Little-Liars stagioni della serie infatti ricordavano molto alcuni suoi film più famosi come “La donna che visse due volte” e “Psyco”. Lo stile di Hitchcock così preciso e puntale, ma anche capace di sorprenderti sempre e di farti stare sul filo del rasoio lo hanno reso il genio del Thriller con T maiuscola. Un regista dalla visione futuristica, capace di precorrere i tempi e di capire in anticipo quanto fosse grande il potenziale della televisione tanto da realizzare dei corti per un suo show personale in onda sulla CBS per ben sette anni. Quello che rendeva grande questo regista e che ha fatto dei suoi film dei capolavori oltre all’aspetto tecnico è l’originalità narrativa. Nei film di “Hicth” non sai mai come andrà a finire ed è impossibile rimanere insoddisfatti della conclusione. C’è lo stupore positivo, quello che ti fa esclamare “non poteva che essere così, perché non me ne sono accorto prima?”.

Probabilmente la King, quando ha scritto questo episodio “spiegone” non pensava al grande genio cinematografico sopra citato, ma a i milioni di fan sparsi in tutto il mondo che reclamavano chiarezza. Per questo ha deciso di non far prevalere lo stupore e il colpo di scena ma la coerenza narrativa dei fatti (che poi non c’è fino in fondo).  E quindi Cece è Charles, fratello gemello di Jason e quindi a tutti gli effetti un Di Laurentis. Il personaggio di Charles che già negli scorsi episodi aveva iniziato a delinearsi come una vittima più che un carnefice in questo decimo episodio viene descritto e delineato nel profondo. Ma con un buonismo eccessivo, che risulta troppo giustificativo  senza una giusta ragione, Cece poteva semplicemente essere cattiva,  poteva non aver avuto l’infanzia più terribile di sempre e avrebbe lo stesso avuto buoni motivi per molestare le ragazze e Ali. E invece no, perché se c’è una cosa che piace al grande pubblico sono i cattivi per necessità, quelli tanto buoni dentro da essere costretti a compiere cattive azioni pur di “fare del bene”, Cece è una sorta di Caveliere Oscuro, costretta a diventare super intelligente e a sfondare pareti dei soggiorni altrui pur di riunirsi con la sua famiglia.game-over-charles

Charles non è cattivo è un bambino con una spiccata femminilità che sua madre ha dovuto reprimere per proteggerlo dal padre al punto da metterlo in un ospedale psichiatrico per tutta la sua infanzia per qualcosa che non aveva commesso. Charles  è un bambino che fa cattive amicizie che lo legano a persone sbagliate come Bethany Young responsabile per la morte della mamma di Toby. Charles decide di rifugiarsi nello studio e di accogliere finalmente la sua natura diventando Charlotte aka Cece Drake. A questo punto grazie alla sua spiccata intelligenza e alla buona condotta può ottenere dei permessi per uscire dalla struttura (ma che manicomio è??) che lei sfrutta per riallaciare i rapporti con la sua famiglia. Ma  la povera Cece ha avuto dei genitori terribili che hanno preferito seppellire la sua esistenza in giardino invece che andarla a trovare. Nella famosa notte della scomparsa di Ali, Cece colpisce alla testa la biondona scambiandola per Bethany (che viene uccisa a palate da Mona) e questo punto la Signora D. cerca di coprire tutto ma non sa che Ali sotto quel mucchio di terra è viva. Passano gli anni e Mona viene rinchiusa al Radley dove incontra Cece e le racconta delle bugiarde e di quello che ha fatto, Cece per proteggere la sorella prende il suo posto come A e inizia a giocare. Fino ad oggi dove, pur avendo preparato un piano per far saltare in aria lei e il Radley, preferisce arrendersi invece che suicidarsi (il che avrebbe reso le cose più interessanti)

Pretty-Little-Liars-2Mentre le bugiarde ascoltano questo triste e smielato racconto da una stanza che sembra più Cerbero degli X-men, e Ali è di sopra lottando con la sorella, io continuo a ripetermi questa domanda: ma A allora esiste o no? Perché se la storia che sta dietro a tutto è  la classica tragedia familiare del figlio prodigo, l’aspetto originale della serie che stava nella figura di A si rompe completamente in mille pezzi. A non esiste, non è qualcuno che ce l’aveva con le ragazze da sempre, non ha ordito questo piano malefico dalla morte finta di Ali, A non c’è. Dopo la notte degli errori, con persone uccise a due metri di distanza per sbaglio, Mona inizia a tormentare le ragazze fino a quando non viene catturata e a lei subentra Cece. La A a cui piace fare i ferri, quella del pappagallo, delle bambole e dei dischi in vinile, quella che è sempre stata uguale, non lo è. Ed è questa l’unica delusione dell’episodio , non che Cece sia Charles ma Charles non sia A. Cece si è semplicemente appropriata di un gioco creato da quello splendido personaggio di Mona, e lo ha usato per portare a termine la missione di ritornare una Di Laurentis.

Non c’è nessun “Big A” ma solo una triste trama alla Beautiful. Con tanto di bugiarde che perdonano Cece e vanno tutte al College felici e contente per poi tornare cinque anni dopo giusto perché questo finale avrebbe fatto schifo come conclusione di serie. Quindi a noi dopo sei anni cosa resta? Fondamentalmente restano i dubbi dati da l’incapacità della King di sapersi fermare e gestire meglio la trama. E resta il divertimento di aver giocato anche noi con le bugiarde, restano i loro vestiti orrendi, i balli scolastici, gli amori e le battute, resta una Troian Bellisario bravissima, un livello medio alto di trash che ha addolcito per sei anni la nostra estate.

Quindi A è Mona, Cece è Charles, Sara è la vedova nera e Red Coat, e noi siamo tutti un più “bugiardi” dentro.

Buona Stagione 6B a tutti, e come sempre:

Good Luck, Bitches!

Note:

Ma Maya chi l’ha uccisa?

Ma la mamma di Toby era viva quando scopre lui e la sorellastra a baciarsi nella quarta stagione come fa a essere morta quando Charles era così piccolo?

Ma  la signora D. chi l’ha uccisa?

Mieloso
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