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Tutto quello che c’è da sapere sullo sciopero degli attori di Hollywood

Giovedì 13 luglio 2023 è una data che noi appassionati fruitori di serie tv e film, ricorderemo.
È iniziato, infatti, l’atteso e inevitabile sciopero degli attori di Hollywood, il più imponente da quarant’anni.
Giovedì SAG-AFTRA, il sindacato che rappresenta tutti gli attori di Hollywood, ha annunciato l’interruzione immediata del lavoro di oltre 160mila tra attrici e attori.

Questo sciopero, unendosi a quello degli sceneggiatori televisivi e cinematografici iniziano a maggio a causa della mancata rinegoziazione dei contratti, ha portato di fatto al blocco totale di tutte le produzioni in corso o in procinto di iniziare.

Perché gli attori scioperano?

Lo sciopero degli attori si focalizza sul profondo cambiamento nella fruizione di serie tv e film dopo l’avvento dei colossi di streaming. Il sindacato mira quindi a ottenere compensi più equi attraverso un diverso sistema di calcolo del diritto d’autore che non si basi più sul concetto di replica, un sistema obsoleto e superato visto che nelle piattaforme di streaming non esiste più.
È doverosa una premessa; se qualcuno sta pensando che si tratti di una categoria di privilegiati che chiede altri soldi sta commettendo un grosso errore. Le star di Hollywood in proporzione agli attori che svolgono comparse, parti secondari o solo pose sono un numero infinitamente più piccolo. Si tratta di attori che grazie al diritto d’autore con la partecipazione a un film o a una serie di successo, potevano ottenere un reddito base che gli permetteva di mantenersi.
Un altro punto importante delle richieste del sindacato degli attori riguarda la garanzia che software AI non li sostituiscano in scene. Gli attori hanno espresso preoccupazioni significative per il potenziale utilizzo dell’intelligenza artificiale in sostituzione dell’attore.
L’intelligenza artificiale rappresenta una “minaccia esistenziale” per i mezzi di sussistenza degli attori, ha affermato il sindacato.


Cosa non possono fare gli attori durante lo sciopero?

Durante lo sciopero, i membri del sindacato non possono svolgere o prendere parte ad attività promozionali di nessun tipo, legate all’uscita di uno show o di un film già completato.
Giovedì, il cast del film di prossima uscita “Oppenheimer”, tra cui Emily Blunt e Matt Damon, ha infatti abbandonato il red carpet della premiere britannica, quando sono ufficialmente iniziate le agitazioni sindacali.
I candidati agli Emmy, annunciati mercoledì, non potranno prendere parte alla tipica campagna di premiazione così come qualsiasi altra partecipazione a festival, eventi. Se lo sciopero – com’è molto probabile – dovesse portarsi fino a dopo l’estate, questo comprometterà vistosamente anche la Mostra del cinema di Venezia e il Toronto Film Festival.

Come hanno risposto allo sciopero degli attori gli studi cinematografici e televisivi?


Lo sciopero ha suscitato una risposta immediata da parte dell’Alliance of Motion Picture and Television Producers, l’organizzazione che rappresenta i principali studi e streamer, tra cui Amazon, Apple, Disney, NBCUniversal, Netflix, Paramount, Sony e Warner Bros Discovery.

In una dichiarazione di giovedì, l’AMPTP ha incolpato SAG-AFTRA per l’incapacità dell’industria di evitare uno sciopero.


“Uno sciopero non è certamente il risultato che speravamo poiché gli studi non possono operare senza gli artisti che danno vita a programmi TV e film”, afferma la dichiarazione di AMPTP.
“L’Unione sindacale ha purtroppo scelto un percorso che porterà a difficoltà finanziarie per innumerevoli migliaia di persone che dipendono dall’industria”, ha aggiunto la dichiarazione.

Una dichiarazione che ha generato violente risposte da parte del sindacato degli attori, perché è suonata come minacciosa.


Cosa succederà alle serie TV e ai film?

Lo sciopero degli attori, che va ad aggiungersi all’interruzione del lavoro degli sceneggiatori a maggio, interrompe qualsiasi produzione. Il ritardo potrebbe non influire sulle uscite dei film per il resto del 2023, poiché molti di quei film sono già in post-produzione, ha riferito il New York Times .
Gli effetti di questi due scioperi avranno ripercussioni sicuramente sulle uscite di serie tv e film previsti all’inizio del 2024, non dimentichiamo che, per quanto riguarda le serie è anche forte il rischio di cancellazione delle produzioni bloccate, come accadde nello sciopero degli sceneggiatori del 2007.

Maura Pistello

Fondatore/ Admin Giornalista pubblicista Serie tv dipendente, accanita lettrice, amante del cinema e dell'arte

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