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CSI Miami, il paradiso artificiale

La capitale della Florida accoglie il primo fortunato spin-off (ideato da Anthony E. Zuiker, Ann Donahue e Carol Mendelsohn) della serie madre “CSI: Scena del crimine”, ambientata invece a Las Vegas.
Nonostante protagonisti siano ancora dei membri della squadra scientifica, che con i loro preziosissimi strumenti di raccolta e analisi delle prove puntualmente aggiungono le scene del crimine per rintracciare le tracce più nascoste, questo CSI si differenzia dal primo, e dal terzo, per diversi motivi.

Innanzi tutto l’abbondante e dovuta presenza latino americana e soprattutto cubana, che influenza spesso le vicende della serie, caratterizzate così da spaccio, prostituzione, contrabbando ad opera di spietati gruppi della malavita latina.
Altro elemento diversificante è la minore rilevanza data alla raccolta e all’analisi delle prove, e quindi all’operato principale della polizia scientifica. Nonostante le prove siano sempre determinanti per la risoluzione dei casi, questa serie concede maggiore risalto all’azione, alle sparatorie e agli inseguimenti.

Dal punto di vista estetico, non trascurabile è il riconoscibile registro patinato e colorato che caratterizza ogni scena ed inquadratura, con una particolare predilezione per i colori viola, arancio e verde, nelle loro sfumature più brillanti ed accese, che ritornano spesso nell’abbigliamento, nell’arredo e nell’ambiente di Miami, colori sicuramente accentuati graficamente.

Tutto, in questo CSI, è piuttosto artificioso. Dalla grafica, appunto, ai personaggi che via via sono protagonisti dei crimini di ogni puntata. Attori dalla bellezza evidente, fotomodelli, danno davvero l’idea che Miami sia un apparente Paradiso terrestre. Solo apparente per l’appunto.

A capo di questa squadra scientifica del turno di giorno di Miami troviamo Horatio Cane (David Caruso), capitano del Dipartimento di Polizia di Miami-Dade. Un personaggio importante, grande protagonista di molti episodi, duro e puro, incorruttibile ed intoccabile, che tradisce tutti con quell’aria docile e tenera ma che in realtà nasconde una spietata determinazione e un coraggio non comune nella caccia al crimine, tant’è che tutti, criminali e non ne hanno un profondo rispetto e timore. Caratteristico è il suo approccio ad ogni scena del crimine: sguardo perso altrove, si toglie gli occhiali e poi lascia tutti di stucco con una frase ad effetto che preannuncia la sigla di inizio, come sempre degli Who.
Tra i membri della squadra troviamo la specialista in balistica e armi Calleigh Duquesne (Emily Procter), il cubano Eric Delko (Adam Rodriguez) esperto in impronte ed identificazione di stupefacenti, il medico legale Alexx Woods (Khandi Alexander), piuttosto particolare soprattutto quando parla maternamente con i cadaveri.

A quanto sembra, purtroppo, l’ottava stagione di questo amato serial sarà l’ultima. E dico amato con cognizione di causa; secondo una ricerca infatti, “CSI MIAMI” è risultato essere il telefilm più visto al mondo, e di conseguenza il più visto dei tre CSI, anche in Italia.

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