Shameless: Recensione dell’episodio 5.03 – The Two Lisas

Shameless è spesso un “mostro a due teste” con una prima parte di stagione dove è la leggerezza a farla da padrona e una seconda dove si concentrano di più le parti drammatiche ma, quest’anno, sembra che l’introduzione graduale di quelle che saranno, presumibilmente, le tragedie di stagione stia avendo molta più importanza delle parti più follemente “ridicole” ed eccessive. Forse si percepisce di più una cupezza che aleggia sul quartiere, in mezzo agli eccessi e alle stramberie, si vive già in un aria di dramma anticipato e di smobilitazione.

Il tema della gentrificazione è sicuramente importante e di ampio respiro, quindi, per forza di cose va trattato e introdotto già dall’inizio di questa quinta serie, per cui, lo spirito del tutto un po’ si adatta. Dobbiamo sentire maggiormente il degrado del quartiere per poter vivere sulla nostra pelle di spettatori quest’opera di radicale cambiamento urbanistico che inizia ad essere presentata dai due lati che non potevano essere altri che Fiona e Frank. Il vecchio patriarca Gallagher disprezza totalmente questo cambiamento, perché sa cosa lui è e che non avrebbe nessuna dignità e speranza al di fuori dell’ambiente in cui è sempre vissuto, mentre Fiona, dopo tutti i suoi casini, invece, è ancora convinta di poter credere in un futuro migliore, per se e per i suoi fratelli più piccoli. Fiona è una buona persona, nonostante a volte abbia perso la strada, come nella scorsa stagione, e tutti abbiamo sempre tifato per il suo riscatto, mentre di Frank, nonostante il guardarlo in modo ironicamente compiaciuto, abbiamo sempre saputo che tutto il male che gli capita è ben più che meritato.

Quindi la nostra bilancia dovrebbe pendere verso le due Lisa del titolo, il futuro migliore di Fiona e la gentrificazione? Credo che il tema sarà molto più complesso e per questo è necessario tutto questo tempo per sviscerarlo; probabilmente gli autori ora vogliono far pendere il nostro giudizio più da una parte, anche se inseriscono delle scene di gente che perde la propria casa a contrappunto, ma prevedo diversi cambi di prospettiva nel corso della stagione, anche se il finale, presumo sarà abbastanza scontato.

Le figure di Frank e Fiona, come dicevo prima, almeno in questo inizio di stagione, sono molto più estremizzate del solito, perdendo quella sfumatura di dubbio che avevamo visto soprattutto lo scorso anno e diventando molto più bene e male contrapposto. Nonostante quanto detto dal suo datore di lavoro nello scorso episodio, Fiona è sulla buona strada, anche se le buche sul percorso possono essere tante, e soprattutto riesce a tirare, di nuovo, fuori il meglio di sé con Debbie. La perdita di verginità della più giovane ragazza Gallagher, il suo liberarsi di questo peso, finalmente arriva ad una conclusione, dopo molte vicissitudini e stiracchiamenti, ma il tutto viene gestito, nonostante le esagerazioni tipiche dello show, sempre con estremo garbo, senza sacrificare la dolcezza assoluta del personaggio: la scena in cui esce dalla porta di casa alla mattina per festeggiare e urlare al mondo in modo liberatorio la sua avvenuta “trasformazione” in donna, mentre si scola a canna un succo di frutta è magnifica, così come emozionante è la confessione alla sorella, tra silenzi e soffi di vento che accarezzano le due donne Gallagher.

Dall’altra parte abbiamo Frank che vuole ostinatamente dimostrare che non merita nulla, né una figlia desiderosa di un padre, né una donna desiderosa di un compagno. Frank è un uomo orribile, è evidente e, anche se divertente vederlo, anche se William Macy è un attore immenso, non bisogna mai perdere di vista chi è: Frank Gallagher merita di stare da solo. E quanta soddisfazione nel vedere esplodere la casa di Sheila e lei che se ne va, finalmente libera, non solo da quella casa che in passato non riusciva ad abbandonare, ma anche da un uomo che era la sua palla al piede.

Anche le altre storie di contorno si concentrano su persone che hanno bisogno di liberarsi di qualcosa: che sia il peso di vivere due vite e non sapere da che parte stare o che sia il peso di una maternità che non si vuole o non si riesce ad affrontare. Chiaramente Shameless affronta queste cose con ironia e momenti di leggerezza, ma le tematiche dietro questa storia sono sempre interessanti e ben approfondite.

Lip sta faticando per cercare di sentirsi ancora parte di un quartiere, in cui è nato e cresciuto, mentre sa che l’altra vita è qualcosa di meglio per lui, è qualcosa che lui merita, più che spaccarsi la schiena a spostare pietre. Ma è un Gallagher e non si può smettere di esserlo in poco tempo e con troppa facilità o, almeno, così cerca di convincersi, però non ci crede fino in fondo e questo traspare soprattutto quando cerca di fermare una, per una volta, delicatissima e fragile Mandy, quando vorrebbe ma non riesce a dire di più, perché nemmeno lui ci crede e nemmeno lui sa perché sia li veramente. E Mandy parte, perché non c’è nulla che la trattiene nel quartiere e non perché Lip non la voglia, ma perché nemmeno lui è più veramente nel quartiere.

Vi, per concludere, non riesce ad accettare il suo essere madre. La storia di lei e Kevin è finalmente una storia non solo collaterale e d’alleggerimento, ma affronta un tema importante, che è più diffuso di quanto si pensi e i due protagonisti ci stanno mettendo, a mio parere, la giusta intensità nell’interpretare questi sentimenti. La visione è piacevole e il minutaggio, non eccessivo, rende molto bene nell’insieme.

Questa stagione di Shameless, comunque, sembra partita molto bene, meno chiassosa e ridanciana delle passate, ma più intensa e profonda. Ora dobbiamo solo aspettare i veri drammi.

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5.03 - The Two Lisas

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