Si è tenuta pochi minuti fa la conferenza stampa per la presentazione internazionale del film La La Land, che abbiamo avuto modo di vedere stamattina e che, per chi non avesse ancora letto la nostra recensione, abbiamo trovato molto più bello di quanto si potesse immaginare.
Era evidente che il giovane regista – perché, appunto, solo trentunenne – fosse particolarmente emozionato e compiaciuto per il responso positivo della critica nei confronti della pellicola, cosa che non è mancata di trasparire dalle domande e dai complimenti a lui rivolti. Alla domanda del perché avesse scelto di girare un musical, Chazelle non ha esitato a rispondere dicendo che nei musical c’è qualcosa che permette di esprimere emozioni che, a loro volta, interpretano la realtà.
Una forma d’arte i musical, ha fatto notare qualcuno, che sta tramontando nella realtà, se non si vedono sul grande schermo. ‘Penso che il cinema abbia reso i musical più accessibili ai giovani – ha risposto il regista – e nessuno ha voglia di ascoltare una canzone che non sia emotivamente coinvolgente. Al contrario se ti coinvolge emotivamente, certo che si.’
‘Grande domanda, davvero! – ha scherzato il regista – La fine, fin dall’inizio lo sapevamo, era l’unica possibile e l’abbiamo sempre immaginata in questo modo. Si cerca di trovare la felicità ma ogni canzone, per quanto bella, finisce ad un certo punto.’
Damien Chazelle, instancabile fino all’ultimo secondo di riprese
Damien Chazelle è un regista che riversa la sua passione e fa il proprio lavoro con gioia, ha raccontato Marc Platt, che ha lavorato anche a musical quali Nine e Into the Woods.
Indubbia la passione verso il proprio lavoro dimostrata dal regista, che traspare anche da un aneddoto interessante, che ha condiviso con la stampa il produttore Marc Platt. ‘Era l’ultimo giorno di riprese, l’ultima luce e stavamo girando. Damien aveva la cinepresa in mano e stava girando la scena e poi il sole è tramontato. Non contento lui ha continuato a chiedere di accendere le luci per continuare a girare. Io mi sono avvicinato e gli ho detto: Damien, è ora di posare la cinepresa. Mi ha guardato con occhi da cucciolo, triste, e mi ha consegnato la videocamera come se fosse la cosa più triste del mondo. Ecco che regista è!’
Qualcuno le ha domandato se si riconoscesse in parte nella protagonista del film, Mia, che come lei è un’attrice e cerca di sfondare nel mondo dello spettacolo. Emma Stone ha rivelato di aver avuto qualche provino imbarazzante e altri andati male, soprattutto agli inizi della sua carriera, quando aveva quindici anni, ma non è mai arrivata al livello di Mia, che scrive una sua opera teatrale in seguito ai continui rifiuti ai provini.
Infine, alla domanda quali gesti rivoluzionari ammirasse nella realtà, Damien Chazelle, che parla anche di questo nella sua pellicola, ha risposta per è la quotidianità il vero gesto da apprezzare, che sia semplicemente vivere o avere il cuore spezzato.
