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La La Land: Conferenza stampa con Damien Chazelle ed Emma Stone a Venezia 73

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Si è tenuta pochi minuti fa la conferenza stampa per la presentazione internazionale del film La La Land, che abbiamo avuto modo di vedere stamattina e che, per chi non avesse ancora letto la nostra recensione, abbiamo trovato molto più bello di quanto si potesse immaginare.

la la landA presentare il film a Venezia sono intervenuti, oltre al regista Damien Chazelle (Whiplashe alla protagonista femminile, Emma Stone, anche i produttori Fred Berger, Marc Platt e Jordan Horowitz (da non confondere, come ha fatto purtroppo qualcuno nelle sue domande, con Justin Hurwitz, che ha curato le musiche).

Era evidente che il giovane regista – perché, appunto, solo trentunenne – fosse particolarmente emozionato e compiaciuto per il responso positivo della critica nei confronti della pellicola, cosa che non è mancata di trasparire dalle domande e dai complimenti a lui rivolti. Alla domanda del perché avesse scelto di girare un musical, Chazelle non ha esitato a rispondere dicendo che nei musical c’è qualcosa che permette di esprimere emozioni che, a loro volta, interpretano la realtà.

Una forma d’arte i musical, ha fatto notare qualcuno, che sta tramontando nella realtà, se non si vedono sul grande schermo. ‘Penso che il cinema abbia reso i musical più accessibili ai giovani – ha risposto il regista – e nessuno ha voglia di ascoltare una canzone che non sia emotivamente coinvolgente. Al contrario se ti coinvolge emotivamente, certo che si.’

la la landNon hanno mancato di chiedergli di Los Angeles, sfondo e scenografia della storia che ha per protagonisti Emma Stone e Ryan Gosling. Chazelle l’ha definita una città in cui c’è molta solitudine. Ho cercato di conciliare le cose che amo e che odio di L.A. ma non so se sia effettivamente possibile’. La domanda più interessante, tuttavia, che ha di certo centrato una delle tematiche del film e il suo finale dolce-amaro. E’ stata quella che gli ha chiesto perché non ci fosse un tradizionale ‘happy ending’ e se, con la scelta fatta, ritenesse che non ci fosse possibilità di conciliare successo lavorativo e vita privata.

‘Grande domanda, davvero! – ha scherzato il regista – La fine, fin dall’inizio lo sapevamo, era l’unica possibile e l’abbiamo sempre immaginata in questo modo. Si cerca di trovare la felicità ma ogni canzone, per quanto bella, finisce ad un certo punto.’

Damien Chazelle, instancabile fino all’ultimo secondo di riprese

Damien Chazelle è un regista che riversa la sua passione e fa il proprio lavoro con gioia, ha raccontato Marc Platt, che ha lavorato anche a musical quali Nine Into the Woods.

Indubbia la passione verso il proprio lavoro dimostrata dal regista, che traspare anche da un aneddoto interessante, che ha condiviso con la stampa il produttore Marc Platt. ‘Era l’ultimo giorno di riprese, l’ultima luce e stavamo girando. Damien aveva la cinepresa in mano e stava girando la scena e poi il sole è tramontato. Non contento lui ha continuato a chiedere di accendere le luci per continuare a girare. Io mi sono avvicinato e gli ho detto: Damien, è ora di posare la cinepresa. Mi ha guardato con occhi da cucciolo, triste, e mi ha consegnato la videocamera come se fosse la cosa più triste del mondo. Ecco che regista è!’

horowitzA commentare sulla sua esperienza anche Emma Stone, alla sua terza interpretazione accanto a Ryan Gosling e alla prima esperienza guidata da Chazelle. Impossibile comunicare quanto carisma e quanta dolcezza siano racchiusi in una singola persona! ‘Come avete detto anche voi Damien è un regista giovane e incredibilmente talentuoso. E’ capace di creare qualcosa dal nulla, è proprio quello che fa nel film. Posso dire tranquillamente che si tratta di uno dei direttori più collaborativi con cui mi sia capitato di lavorare! Per tutto il tempo non ha mai perso la visione del film.’ Dato il silenzio in sala e la sua risposta solenne, ha poi sdrammatizzato con una risata e con l’ironia che la contraddistingue: ‘Scherzo, fa davvero schifo come regista!’ (Letteralmente: Just kidding… he’s garbage!)

Qualcuno le ha domandato se si riconoscesse in parte nella protagonista del film, Mia, che come lei è un’attrice e cerca di sfondare nel mondo dello spettacolo. Emma Stone ha rivelato di aver avuto qualche provino imbarazzante e altri andati male, soprattutto agli inizi della sua carriera, quando aveva quindici anni, ma non è mai arrivata al livello di Mia, che scrive una sua opera teatrale in seguito ai continui rifiuti ai provini.

Infine, alla domanda quali gesti rivoluzionari ammirasse nella realtà, Damien Chazelle, che parla anche di questo nella sua pellicola, ha risposta per è la quotidianità il vero gesto da apprezzare, che sia semplicemente vivere o avere il cuore spezzato.

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